Furto di identità: Firenze in vetta alle frodi creditizie in Toscana

Il furto delle credenziali di posta elettronica o dei social network è un obiettivo dei cybercriminali in quanto consente di diffondere su larga scala le frodi


Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità continuano a crescere e a incidere pesantemente sul comparto del credito al consumo. Le rilevazioni presentate nella 26^ edizione dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sui furti di identità e le Frodi Creditizie confermano, infatti, che nel 2017 i casi rilevati in Italia sono stati più di 26.600 per un importo medio di oltre 5.700 Euro e una perdita economica complessivamente pari a circa 153 milioni di Euro.

Per quanto riguarda nello specifico la Toscana, sono stati 1.275 i casi di frode registrati nel 2017, dato che posiziona la regione al 9° posto della graduatoria nazionale guidata da Sicilia (4.247 casi), Campania (4.243 casi) e Lombardia (2.818 casi).

A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Firenze, con 309 casi (che collocano il capoluogo al 20° posto nel ranking nazionale). Seguono le province di Pisa, con 179 casi, e Lucca, con 148 casi; Grosseto, invece, si posiziona all’estremo opposto della classifica regionale, con 57 frodi rilevate nell’anno.

La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 57,8% del totale, per la precisione) sono ancora una volta uomini ma rispetto all’anno precedente si registra un cospicuo aumento delle vittime di sesso femminile (+18,1%).

Dato ancor più significativo emerge dall’osservazione della distribuzione delle frodi per età della vittima: se la classe in cui si concentra il maggior numero di casi rimane quella compresa tra i 41 e i 50 anni (con il 25,0% del totale), quella nella quale si rileva il maggior incremento rispetto alla precedente rilevazione è quella dei 18-30enni (+9,3%), che dimostrano di essere particolarmente esposti forse anche a causa della scarsa consapevolezza e di una eccessiva disinvoltura nell’utilizzo dei canali digitali con la relativa disseminazione di informazioni personali sovente utilizzate dai criminali per ricostruire identità false per portare a compimento le frodi.

In crescita anche il peso degli over 60 anni, che vedono un incremento del +7,1%.

Il prestito finalizzato, come già osservato anche negli anni scorsi, risulta ancora una volta essere la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi, con una quota pari al 55,8% dei casi, seppur in calo rispetto all’anno precedente.

Al contempo si registra un significativo incremento delle frodi perpretate sulle carte di credito, che arrivano a spiegare il 27,7% dei casi totali.

Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 34,6% dei casi ha avuto come oggetto l’acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto-moto (9,4% del totale) e le spese per la casa (9,9%). A seguire l’arredamento (6,6%) ed elettronica – informatica – telefonia (4,6%).

In rapporto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per viaggi ed entertainment nonché quelle per consumi e spese per la casa (immobili e ristrutturazione). Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione del peso degli acquisti di elettrodomestici mediante frodi anche se questa resta la tipologia maggioritaria.

Nel 57% dei casi la frode creditizia viene scoperta entro 6 mesi ma, più in generale, entro i 12 mesi il tasso di scoperta è pari a quasi al 70%.

Si osservano però casi per i quali i tempi di scoperta avvengono anche dopo tre, quattro o addirittura cinque anni (circa il 18% del totale).

Andando ad analizzare i tempi di scoperta in funzione dell’importo frodato, inoltre, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi corrispondono a uno small ticket, mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro in genere necessitano tempi più lunghi, tanto che il 19% dei casi viene scoperto dopo oltre 5 anni.

L’Osservatorio CRIF-MisterCredit presenta al suo interno anche un approfondimento basato sui dati relativi agli alert più significativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con la tramitazione delle banche dati SCIPAFI.

Nello specifico, oltre 8 casi su 10 vedono l’utilizzo di una carta di identità falsa o contraffatta per richiesere fraudolentemente un prestito, a fronte di un 14,1% di casi in cui il documento utilizzato è la patente.

Rispetto ai riscontri SCIPAFI, per quanto riguarda le patenti nel 6% dei casi non appartengono al soggetto interrogato o sono risultate inesistenti.

“La vulnerabilità alle frodi può essere accentuata anche solo per il fatto che sul web sono pubblicati i nostri dati identificativi, i nostri recapiti telefonici o e-mail, quando non addirittura il codice fiscale o altre informazioni sensibili - commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di CRIF -. Il furto delle credenziali di posta elettronica o dei social network è un altro obiettivo dei cybercriminali in quanto consente di diffondere su larga scala le frodi. Alla luce di questo, per i consumatori è sempre più determinante la capacità di tenere sotto controllo i propri dati, potendo usufruire delle potenzialità offerte dalla rete ma senza temere che la propria identità venga carpita o contraffatta”.

“Se per difenderci dai ladri in casa possiamo mettere un cancello, o magari installare un allarme, per i furti di identità dobbiamo essere noi ad attivare tutte le accortezze per proteggere qualcosa di estremamente prezioso come i nostri dati personali. Anche solo adottare un alert via sms collegato all’utilizzo della carta di credito o sistemi che avvisano nel caso venga richiesto un finanziamento a nostro nome posso evitare sgradite sorprese” – aggiunge Rubini.

“Negli ultimi anni stiamo assistendo al proliferare di tecniche sempre più raffinate e articolate per commettere azioni fraudolente. Questo fa sì che per gli operatori del mercato è essenziale continuare ad innovare anche attraverso tecnologie evolute, ad esempio sfruttando algoritmi di intelligenza artificiale per intercettare i tentativi di furto di identità - aggiunge Diego Molinazzi, Business Consultant del centro di competenza CRIF Fraud Prevention & Compliance Solutions –. In ogni caso rimane fondamentale la verifica dei dati presentati dai clienti in fase di identificazione e di erogazione del credito, sulla base di molteplici fonti informative strutturate. A tal proposito è sicuramente molto positivo che l’iter operativo, per consentire l’accesso al sistema di prevenzione frodi Scipafi anche agli Istituti di Pagamento e agli Istituti di Moneta Elettronica, sia ormai in fase conclusiva”.

Redazione Nove da Firenze