Firenze ricorda gli operai deportati nei campi di concentramento

Stamani gli onori ai lavoratori empolesi e dei comuni limitrofi che furono deportati

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
06 Marzo 2026 14:40
Firenze ricorda gli operai deportati nei campi di concentramento

La città di Firenze non dimentica gli operai delle fabbriche fiorentine che, nel marzo del 1944, aderirono alla mobilitazione contro il regime nazifascista e subito dopo furono arrestati e deportati nei campi di concentramento.

Il programma di commemorazioni prevede per domenica 8 marzo, nell'82° anniversario dalla partenza di quel convoglio, un momento di ricordo in piazza Santa Maria Novella, dove i fermati furono rinchiusi, nel centro di raccolta delle scuole Leopoldine (ritrovo alle 9,45).

Parteciperanno, all'evento promosso da Aned con il suo presidente Lorenzo Tombelli, la sindaca Sara Funaro, l’assessora alla Cultura della memoria Benedetta Albanese, il sindaco della città di Mauthausen Thomas Punkenhofer, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza Toscana.

Al termine, insieme alla Famiglia del Gonfalone, ci si sposterà in corteo verso il binario 6 della stazione di Santa Maria Novella, luogo simbolo della partenza dei deportati, dove sarà deposta una corona di alloro.

Empoli è stata, è e sarà sempre città della dignità, del lavoro, della libertà. Ottantadue anni dopo quel tragico 8 marzo 1944, il giorno in cui cinquantacinque cittadini e lavoratori empolesi furono deportati nei campi di sterminio, la città e la sua comunità insieme alla delegazione di Sankt Georgen an der Gusen – con la quale Empoli è gemellata dal 1997 - con il sindaco Andreas Derntl, si sono fermate e hanno reso loro tutti gli onori.

Presenti l’affezionato Erich Wahl (consigliere regionale), la Bewusstseinsregion Mauthausen -Sankt Georgen -Gusen (Regione consapevole, associazione con soci i tre Comuni su cui insistevano i campi di concentramento Mauthausen e Gusen) con la direttrice Andrea Wahl, componenti di alcune associazioni e cittadine e cittadini interessati a conoscere la realtà della città gemellata, i rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale di Empoli, le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo grado Vanghetti e Busoni di Empoli, Forze dell’ordine, autorità civili e militari, tante associazioni del territorio, i familiari di coloro che persero la vita, cittadine e ai cittadini.

Fu un'azione arbitraria voluta dalle forze nazifasciste, che portò a 117 deportazioni tra Empoli e i comuni limitrofi. Mauthausen e i sottocampi di Gusen, Ebensee e il castello di Hartheim furono luogo di prigionia e in molti casi di morte.

La cerimonia si è tenuta questa mattina (venerdì 6 marzo 2026), dopo la celebrazione della santa messa nella chiesa della Madonna del Pozzo (piazza della Vittoria) è stata deposta una corona d’alloro al Monumento alla ex ciminiera della Vetreria Taddei, fra via Fratelli Rosselli e largo 8 marzo 1944.

Davanti a quei nomi scolpiti nel marmo, sono intervenuti il sindaco di Empoli, il sindaco Andreas Derntl e il presidente Aned Empolese Valdelsa, Roberto Bagnoli.

Non sono mancati i contributi dei giovani presenti che hanno smosso coscienze, emozionato e commosso. Le tre classi terze della Vanghetti con la loro street band hanno eseguito i brani ‘Bella Ciao’ e ‘Mendoja’, a cui sono seguite le letture di alcuni testi poetici (La pace di Li Tien-Min, Dalla mia finestra di Fortini, Shema di Primo Levi, Alla fronde dei salici di Salvatore Quasimodo, Fratelli di Ungaretti, Libertà di Paul Eluard).

Le quattro classi terze delle Busoni sono intervenute leggendo “La memoria come riflessione critica sul presente”, coordinati dalla docente Sandra Baldacci.

Foto gallery
Notizie correlate
In evidenza