Firenze: la bellezza soccombe al silenzio-assenso

​Il Duomo "oscurato" dall'antenna del 5G: un cilindro bianco nel panorama delle cupole

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 Aprile 2026 13:23
Firenze: la bellezza soccombe al silenzio-assenso
Fotografie dal drone di Jacopo Bianchi, pilota certificato

Ci sono delle terrazze a Firenze da cui il vostro sguardo, abituato a correre verso la magnificenza della cupola del Brunelleschi e la sagoma di San Lorenzo, adesso sbatte contro un intruso: un cilindro bianco. Colpa della nuova antenna Iliad che ha deturpato lo skyline di un intero quartiere. Com'è possibile che in una delle capitali mondiali della tutela del paesaggio, un'installazione di tali proporzioni sorga improvvisamente senza che nessuno possa intervenire? Il paradosso è politico: il fallimento del nuovo Regolamento per gli Impianti Radioelettrici, approvato nel novembre 2025, che si è rivelato già obsoleto di fronte all'aggressività delle infrastrutture digitali.

L'antenna di viale Belfiore non è un abuso, ma il trionfo della regolarità burocratica. La sua autorizzazione è passata attraverso lo Sportello Unico Attività Produttive, oliato dal meccanismo del "silenzio-assenso". Se l'amministrazione non risponde entro 60 giorni, l'istanza è accolta. Qui emerge il "buco nero" normativo: il regolamento comunale del 2025 protegge rigorosamente l'area UNESCO e le "zone A", richiamando i 18 punti panoramici del Belvedere. Tuttavia, viale Belfiore ricade in una "zona grigia" fuori da questi perimetri. In questa terra di nessuno, i richiami estetici sono rimasti suggerimenti deboli, privi di vincoli quantitativi, lasciando la Soprintendenza nel silenzio.

L'effetto è stato tale da sconcertare persino chi dovrebbe vigilare: «Speravo fosse uno scherzo. Quelle dimensioni sono esagerate», ha commentato la Soprintendente osservando i rilievi fotografici dell'impianto.

Il caso fiorentino mette a nudo lo svuotamento dei poteri locali operato dal Decreto Semplificazioni e dal D.Lgs. 207/2021. Le amministrazioni comunali si trovano in un regime di "sovranità limitata", ridotte a passacarte di decisioni prese altrove.

  • Divieto negato: I sindaci non hanno più la facoltà di vietare le installazioni 5G.
  • Limiti elettromagnetici: Ogni potere d'intervento sui limiti di esposizione è stato avocato allo Stato.
  • Deroghe d'urgenza: Il "Piano Italia 5G" impone una deroga ai regolamenti locali valida fino al 31 dicembre 2026, accelerando i cantieri a prescindere dai piani urbanistici.

La frustrazione politica è evidente: i Consigli comunali votano mozioni all'unanimità per la tutela del paesaggio, ma non hanno strumenti legali per resistere ai ricorsi al TAR dei giganti delle telecomunicazioni.

Il contrasto etico è stridente. Un comune cittadino che desideri modificare una finestra o il colore di una facciata deve affrontare un calvario di vincoli, documentazioni e pareri paesaggistici ferrei. Al contrario, un operatore telefonico può piantare un cilindro visibile a chilometri di distanza godendo di corsie preferenziali. Questa disparità non ha giustificazioni tecniche: è il risultato di una rendita da posizione normativa e di un peso economico che scavalca il diritto al decoro dei residenti.

Il cilindro bianco di viale Belfiore è l'effetto terminale di una tempesta geopolitica globale. La fretta di coprire Firenze di tralicci è alimentata dalla corsa al 6G e dalle tensioni tra blocchi economici: dalle pressioni USA per estromettere Huawei alle ritorsioni cinesi contro Nokia ed Ericsson. La stessa Germania ha imposto la rimozione del software "core" cinese entro il 2026. La città d'arte paga dunque il prezzo estetico di una guerra commerciale per il controllo dei dati, schiacciata dall'urgenza del "Piano Italia 5G" che non ammette ritardi estetici.

Viale Belfiore è l'avanguardia di una trasformazione massiccia. Il programma triennale 2025-2027 rivela numeri impressionanti per il territorio fiorentino, con richieste già depositate che rischiano di ridisegnare il volto della città:

  • Tim: circa 200 impianti
  • Iliad: 54 impianti
  • Inwit: 52 impianti
  • WindTre: 40 impianti Con oltre 340 nuove installazioni potenziali, il rischio di un "selvaggio West" tecnologico è concreto se non si introducono immediatamente criteri quantitativi vincolanti su altezze e materiali.

Fotografie dal drone di Jacopo Bianchi, pilota certificato

Oltre ai limiti legislativi, emerge un deficit di coordinamento politico locale. Come rivelato dal consigliere Massimo Sabatini attraverso reiterate richieste di accesso agli atti ufficiali, la Soprintendenza avrebbe più volte manifestato, per iscritto, la propria disponibilità a esprimersi sull'antenna di viale Belfiore. Tuttavia, il Comune — titolare del procedimento — non l'ha mai formalmente invitata al tavolo. Un corto circuito amministrativo che ha servito su un piatto d'argento il silenzio-assenso all'operatore, bypassando di fatto la tutela del patrimonio.

La sfida del 5G a Firenze richiede una revisione del D.Lgs. 207/2021. È necessario restituire ai Comuni il potere di imporre criteri quantitativi (dimensioni massime, palette cromatiche, obbligo di simulazioni visive dai punti di Belvedere) e garantire piena trasparenza attraverso mappe navigabili e accessibili alla cittadinanza.

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