Rubrica — Mostre

L'Ente Cassa di Risparmio di Firenze apre al pubblico la sua Collezione d'arte

Capolavori dal '200 al '900 tra i quali opere di Giotto, Filippino Lippi, Vasari


L’arte in ufficio, ovvero le più importanti opere d’arte della Collezione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze esposte, dal primo ottobre al 15 gennaio (ingresso e visita guidata gratuiti solo su prenotazione – Tel. 055 5384001 incollezione@entecrf.it), negli ambienti di lavoro della sede istituzionale e visibili al pubblico per la prima volta. E’ il progetto ‘In collezione. Un percorso d’arte dal XIII al XX secolo’ col quale la fondazione apre le porte della sua sede (via Bufalini 6 – Firenze) e che è stato presentato alla stampa stamani da Umberto Tombari, Presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze; Andrea Pessina, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le Province di Pistoia e Prato; Michele Coppola, Responsabile Attività Culturali Intesa Sanpaolo e Direttore Gallerie d’Italia; Marco Cammelli, Presidente della Commissione per le Attività e i Beni Culturali ACRI; Carlo Sisi, Direttore Commissione Tecnica Arte Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Formatasi nel corso del Novecento grazie ad acquisizioni effettuate dalla Cassa di Risparmio, la Collezione, tra il 2000 e il 2001, è stata in gran parte rilevata dall’Ente per evitarne la frammentazione, impedendo la dispersione di opere importanti legate alla storia della città. La fondazione ha a sua volta effettuato nuove acquisizioni finalizzate a migliorarne contenuti e qualità, sempre strettamente connesse alla storia di Firenze e della Toscana. L’intera raccolta, che vanta circa 900 opere tra dipinti e sculture, oltre a diverse migliaia di disegni e litografie degli artisti Pietro Annigoni e Luciano Guarnieri, ha un valore patrimoniale che ammonta a circa 36 milioni di euro ed è ritenuta una delle più importanti tra quelle appartenenti a fondazioni di origine bancaria italiane.

L’opera più antica è la Madonna col Bambino di Rinaldo da Siena (seconda metà del XIII sec.) mentre quelle più preziose sono due tavolette su fondo oro di Giotto raffiguranti i santi Giovanni Battista e Francesco (1320 ca.). Altri protagonisti della Collezione sono il grande tondo di Filippino Lippi Madonna con Bambino e angeli (1485-86 ca.) e un Santo domenicano del Beato Angelico (1440-44 ca.) concesso in comodato d’uso al Museo di San Marco. Di grande valore sono la coppia di vedute di Firenze di Gaspar Van Wittel (Veduta dell'Oltrarno di Firenze dalle Cascine e Veduta dell'Arno alla pescaia verso San Niccolò a Firenze) degli inizi del XVIII secolo e degne di nota sono alcune delle acquisizioni più recenti: una tela di Llewelyn Lloyd Veduta di Firenze dalla chiesa dei Cappuccini di Montughi (1906), oggetto di un recente restauro preventivo e di conservazione, e il grande encausto a freddo (cm 179,5 x 358) di Giovanni Colacicchi (1900-1992) che rappresenta l’Allegoria delle arti e dello spettacolo che un tempo decorava lo storico cinema fiorentino Gambrinus.

Il progetto scientifico del nuovo percorso espositivo, a cura di Carlo Sisi, ha previsto una selezione delle opere di maggior pregio accolte negli uffici di rappresentanza della fondazione. Ogni sala racconta un episodio della storia figurativa italiana e in particolar modo toscana, dal XIII al XX secolo: dai maestri antichi e rinascimentali come Giotto, Mariotto di Nardo, Filippino Lippi, Perugino e Vasari, ai pittori macchiaioli e naturalisti come Giovanni Fattori, Odoardo Borrani, e Eugenio Cecconi, fino ai protagonisti del Novecento come Lorenzo Viani, Giovanni Colacicchi, Primo Conti, senza tralasciare la serie di vedute di Firenze eseguite tra il XVII e il XIX secolo. La visita è preceduta da una suggestiva video-installazione, a cura di ArtMediaStudio, allestita nel salone di ingresso a pian terreno, che introduce alla Collezione con proiezioni multimediali e multisensoriali. Il percorso prosegue poi nelle sale istituzionali al primo piano, per concludersi con l’esposizione permanente di 1.500 soldatini di epoca napoleonica, appartenuti al professor Alberto Predieri e ritenuta tra le più importanti collezioni del settore. A conclusione del percorso è allestita una piccola esposizione temporanea di opere della Collezione che si distinguono per il tema sociale, insieme ad un focus grafico su alcuni dei progetti realizzati negli anni dall’Ente Cassa nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale del territorio a testimonianza che i settori di Beneficenza e Filantropia e di Arte e Beni Culturali sono tra i principali asset della fondazione. Per l’occasione è stata edita una guida, edita da Mandragora, a cura dello storico della Collezione Emanuele Barletti, disponibile presso le librerie e i bookshop convenzionati e nella sede di via Bufalini.

L’evento In collezione è accompagnato per tutta la sua durata da significative azioni legate ad un importante progetto di social media communication, a cura di H-ART, che ha come obiettivo principale quello di coinvolgere anche i più giovani nella fruizione e nella partecipazione al percorso espositivo. Sono anche previste iniziative speciali dedicate ai ragazzi degli istituti superiori fiorentini, in particolare collegate al tema dell’alternanza scuola-lavoro.

L’apertura al pubblico (domani primo ottobre) coincide con l’iniziativa ‘Invito a Palazzo’, promossa annualmente dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e con la IV edizione della Giornata internazionale delle Fondazioni condivisa da ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), che prevede aperture e visite guidate nelle sedi storiche degli istituti associati.

La stessa sede della Fondazione costituisce un‘eccellenza. Situata nel cuore del centro storico fiorentino, l’edificio che la ospita è uno dei più interessanti complessi dell’architettura moderna in Toscana. Fu Giovanni Michelucci a vincere il concorso per la riorganizzazione di quella che, prima di diventare nel 1865 la sede della Cassa di Risparmio di Firenze, era stata l’antica residenza seicentesca della famiglia Pucci. Nel rinnovato allestimento, inaugurato nel 1957, fu posta grande attenzione alla relazione tra gli ambienti e gli affacci sul giardino che dialoga con gli interni attraverso vaste pareti vetrate. Di epoca precedente agli interventi michelucciani sono i segni artistici lasciati da Galileo e Tito Chini intorno al 1926: le vetrate all’ingresso principale, gli affreschi e la pavimentazione originaria in alcune sale al primo piano.

Il progetto ‘In collezione’ segna la conclusione di un complesso programma di tutela e di riorganizzazione della raccolta d’arte a cura degli uffici specializzati interni all’Ente Cassa: Barbara Tosti (Progetti istituzionali strategici) e Paola Petrosino (Gestione patrimonio artistico). Tale vasto programma ha previsto la rivalutazione patrimoniale di ogni singola opera, la catalogazione e l’informatizzazione dell’intero patrimonio in un database gestionale (inserito nel progetto ‘R’accolte’ promosso da Acri) e la realizzazione di nuovi depositi tecnologicamente all’avanguardia, diventati un benchmark nel settore a livello nazionale. Del resto, l’intento perseguito dall’Ente Cassa è quello di preservare, valorizzare e interpretare l’eredità artistica del nostro territorio al fine di renderlo fruibile alle generazioni presenti e future.

‘’Apriamo alla città – ha dichiarato il Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari – e rendiamo fruibile al pubblico una collezione di grande valore che appartiene alla nostra storia ma anche a quella di Firenze e della Toscana. Una raccolta della quale conserviamo l’orgoglio di averne evitato la frammentazione, impedendo la dispersione di opere importanti legate al nostro territorio di appartenenza’’.

‘’E’ un allestimento certamente inedito e originale – ha osservato Carlo Sisi, Consigliere dell’Ente Cassa e Direttore della Commissione Tecnica Arte della Fondazione – che costituisce una formula intermedia che non prefigura un ‘museo’ ma un ‘ambiente diffuso’ di eccellenze artistiche non separato ma integrato nella vita quotidiana di coloro che lavorano nella sede della Fondazione’’.

La collezione è visitabile, in maniera completamente gratuita, dal primo ottobre al 15 gennaio solo su prenotazione e con visite guidate a numero chiuso il sabato (ore 10:00, 11:00, 16:30, 17:30), la domenica e nei giorni festivi (ore 10:00, 11:00, 15:30, 16:30, 17:30) telefonando allo 055 5384001 oppure scrivendo a incollezione@entecrf.it

Redazione Nove da Firenze