Convegno sui rifiuti oggi in Provincia
Sabato 16 dicembre 2006 in Santa Maria Novella contro la costruzione di nuovi inceneritori


Manifestazione della Carovana regionale contro la costruzione di nuovi inceneritori nella piana fiorentina sabato 16 dicembre a Firenze. A partire dalle 14.30 il Coordinamento Comitati della Piana di Firenze, il Coordinamento Comitati per la salute della Piana di Prato, il Comitato per la difesa dell'ambiente e del territorio di Pistoia per la difesa dell'ambiente che hanno organizzato la manifestazione.

Otto anni di gestione dei rifiuti in Provincia di Firenze, dal 1998 al 2005. A questo tema Provincia, Arpat e Ato 6 hanno dedicato una giornata di studio, i cui lavori si sono svolti oggi nella Sala Est Ovest di Palazzo Medici Riccardi.
Il dibattito è stato aperto dall’assessore provinciale all’ambiente, Luigi Nigi, che ha specificato che l’analisi dei dati disponibili sull’attuazione della pianificazione e la gestione dei rifiuti sul territorio negli ultimi anni vuole rappresentare un’occasione di riflessione sulla evoluzione complessiva del sistema e in particolare degli aspetti della raccolta differenziata e della riduzione della produzione dei rifiuti. In base ai dati forniti nel corso del convegno, all’interno dell’Ato 6, che comprende la provincia di Firenze esclusa l’area Empolese-Valdelsa e con i suoi 829.000 abitanti è l’ambito territoriale più popoloso della Toscana, vengono prodotte annualmente 544.335 tonnellate di rifiuti urbani, con un aumento di 4.795 rispetto al 2004. Ogni abitante produce 653 chilogrammi di rifiuti. La percentuale di raccolta differenziata supera di poco il 35% (35,63%), marcando un più 1,61% sul dato del 2004. La differenziata cresce anche a Firenze (+1,1%) che raggiunge il 32,58%, mentre ogni fiorentino produce più spazzatura della media dell’Ato: 67,08 kg/anno. La classifica dei virtuosi vede in testa alla classifica Tavarnelle Val di Pesa con il 48,23% di raccolta differenziata, seguita da Calenzano con il 47,89, terza Sesto Fiorentino con il 45,7% ed un balzo di +7,9% in un anno. Le peggiori performance dell’Ato 6 sono quelle di Marradi, ferma al 13,4%, Firenzuola con il 13,54% e Palazzuolo sul Senio con il 17,1%. I comuni che producono più rifiuti per abitante sono: Calenzano con 1.118 kg/anno per abitante, Sesto Fiorentino con 780 e Tavarnelle Val di Pesa con 704. I comuni che producono meno rifiuti urbani pro-capite sono Incisa Val d’Arno con 452 kg/anno, Marradi con 509 e Vicchio con 520. In provincia di Firenze vengono monitorati dall’osservatorio provinciale, come ha spiegato nella sua relazione, Sauro Mannucci, responsabile della Direzione gestione rifiuti dell’Amministrazione di Palazzo Medici Riccardi, la produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, l’attuazione della programmazione provinciale e di ambito, gli aspetti fiscali connessi alla gestione dei rifiuti.
Il monitoraggio si propone di individuare, attraverso un’analisi dei dati, gli eventuali punti di eccellenza o criticità del sistema al fine di consentire la verifica delle possibili linee di azione. L’analisi dello stato di attuazione della pianificazione, sia provinciale che di ambito, rappresenta uno degli strumenti più significativi dell’osservatorio.
Rispetto agli obiettivi del Piano provinciale di gestione - che prevede un 45% di raccolta differenziata con guida del 55% al 2010, andata a regime del sistema impiantistico prevista sempre entro il 2010 e realizzazione di accordi inter-Ato per la gestione del periodo di transizione tra la situazione attuale e la fase a regime - si registra che la produzione prosegue la sua crescita come nel resto del paese e fino ad oggi la crescita delle raccolta differenziata è riuscita a compensarla, anche se questa tendenza è in diminuzione. Sono in esercizio: 2 discariche, 1 impianto termico, 2 di compostaggio, 1 di selezione e produzione di combustibile da rifiuti; sono in costruzione un impianto di compostaggio ed uno di selezione e produzione di combustibile; sono in progetto o in iter autorizzativo 1 impianto termico ed un ampliamento di discarica.
Significativa l’analisi degli aspetti fiscali. Con il nuovo regime fiscale nei primi tre trimestri del 2006 ben 22 Comuni dell’Ato6, con efficienza certificata per il 2004 maggiore del 35%, si sono visti applicare un’aliquota di 11 euro a tonnellata per smaltire in discarica i rifiuti tal quali, mentre l’aliquota per lo smaltimento dei rifiuti urbani trattati è rimasta invariata. Questi 22 Comuni hanno risparmiato così 4,49 euro per ogni tonnellata smaltita in discarica, rispetto all’aliquota applicata nell’ultimo trimestre del 2005.

Giovedì 21 dicembre verrà presentato alle ore 9.00, presso l’auditorium della Banca Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino, a San Casciano Val di Pesa, il Piano d’azione per la prevenzione e la riduzione della produzione di rifiuti in provincia di Firenze. La presentazione del Piano e dei risultati del progetto al Forum provinciale avverrà nell’ambito dell’iniziativa “Agenda 21 locale in provincia di Firenze: percorsi e strumenti a confronto”, organizzata dalla Provincia di Firenze insieme ai Comuni di Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. “L’iniziativa – spiegano gli Uffici della Provincia di Firenze - costituirà l’occasione per un aggiornamento sullo stato di attuazione dei percorsi attivati sul territorio provinciale e per una riflessione congiunta sulle prospettive, le possibili sinergie e gli strumenti di supporto per il rafforzamento delle Agende 21”. ‘Agenda 21’ è una sorta di “diario” per il ventunesimo secolo, scritto nel ‘92, su iniziativa dei rappresentanti di 178 paesi del mondo riuniti in Brasile, in cui sono scritte le cose da fare per l’ambiente e che la Provincia di Firenze sta declinando sul territorio. In particolare le attività messe in campo per disegnare le linee di azione di riduzione dei rifiuti con il progetto “In.nova – Progetti innovativi per la prevenzione degli impatti ambientali” si sono recentemente concluse. Il progetto, che ha visto il coinvolgimento costante di un gruppo di lavoro rappresentativo del Forum dell’Agenda 21 provinciale, ha portato alla costruzione di un quadro conoscitivo sulla produzione dei rifiuti e sulle buone pratiche per la riduzione in provincia di Firenze, nonché alla redazione del “Piano d’azione per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti in provincia di Firenze” attualmente all’attenzione del Consiglio provinciale per la sua approvazione. Il Piano costituirà il documento di riferimento per la realizzazione di iniziative provinciali. I lavori dell’incontro San Casciano saranno presieduti da Ornella Signorini, Sindaco di San Casciano Val di Pesa, con gli interventi su L’Agenda 21 del Chianti Fiorentino di Orsola Bolognini, di Ambiente Italia, e Maurizio Semplici, Sindaco di Barberino Val d’Elsa. Dalle 10.30 in poi la presentazione delle Agende 21 del Mugello e della Montagna Fiorentina, di Empoli e dell’Area fiorentina e della Provincia di Firenze. Segue una tavola rotonda su quali prospettive per i percorsi di Agenda 21 locale in Provincia di Firenze e in Toscana. Coordina: Stefano Fusi, Sindaco di Tavarnelle Val di Pesa. Intervengono: Pietro Novelli (Regione Toscana, Direzione Generale della Presidenza, Programmazione dello Sviluppo sostenibile); Piero Baronti, Presidente Legambiente Toscana; Luigi Nigi, assessore alle politiche ambientali e territoriali della Provincia di Firenze; Erasmo d’Angelis, Consiglio regionale, Presidente Commissione Ambiente. I lavori riprendono nel pomeriggio, dalle 14.30 fino alle 17 sul tema: ‘Singergie e strumenti di supporto per le Agende 21 locali della Provincia di Firenze’.

"L'inchiesta della Procura della Repubblica sui rischi per la salute dei cittadini derivati da politiche inadeguate a contrastare il fenomeno dello smog palesa agli occhi di tutti l'assurdità della costruzione di nuovi inceneritori in Toscana e in particolar modo nell'area fiorentina -commenta Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo in merito all'inchiesta- Se è vero che il problema del traffico e dell'inquinamento in generale non può essere risolto in tempi brevi, è altrettanto vero che gli amministratori della Piana fiorentina, a partire dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici, non possono aggravare deliberatamente una situazione già pesante di per sé con l'emissione nell'atmosfera delle polveri ultrasottili derivate dall'incenerimento dei rifiuti. E' loro dovere invece attuare politiche di riduzione e di riciclo e differenziazione dei rifiuti. Questo chiede la cittadinanza, questa è la strada virtuosa per non ridurre ancor di più la speranza di vita degli abitanti della Piana fiorentina. Unaltracittà/Unaltromondo chiede pertanto lo stop immediato ai processi amministrativi che mirano alla costruzione di inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti fiorentini. Gli inceneritori di ultima generazione, la cui costruzione è spasmodicamente desiderata dai nostri amministratori, con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10 oggetto dell'indagine della Procura. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi. I medici di famiglia, insigni ricercatori, scienziati non a busta paga delle multinazionali del settore denunciano con forza da tempo i rischi connessi alla bruciatura dei rifiuti. Le 'nanopolveri', sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti".

“Il termovalorizzatore di Firenze – affermano i Consiglieri Provinciali di An Nicola Nascosti, Guido Sensi e Piergiuseppe Massai – adesso deve far fronte ad un nuovo ostacolo da affrontare. Al comma 644bis della Legge Finanziaria, si trova specificato che i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concedibili ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione anteriormente all’entrata in vigore della presente legge. Il piano industriale relativo al termovalorizzatore di Firenze – spiegano gli esponenti di An – individua proprio nei finanziamenti e negli incentivi finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, una parte importante dei propri ricavi. Leggendo le disposizioni contenute nel comma in questione, in cui è precisato che tali finanziamenti verranno concessi ai soli impianti già funzionanti e già autorizzati, ci rendiamo conto che il piano relativo al termovalorizzatore di Firenze, si trova a questo punto messo completamente in discussione nelle sue fondamentali economiche. Tutto ciò mette a rischio l’intera gestione del ciclo dei rifiuti. Chiederemo alla Provincia se, considerate le disposizioni contenute in Finanziaria – concludono i Consiglieri – non si ritenga necessaria una revisione del piano industriale del termovalorizzatore”.

Redazione Nove da Firenze