Toscana, il regalo degli Obama al settore turismo

La notizia non è Firenze, il soggiorno di Michelle e Barack Obama ha messo la campagna toscana al centro del mondo


L'ex presidente rientra negli Stati Uniti assieme alla moglie dopo aver offerto all'Italia ed alla Toscana una grande opportunità sui mercati del turismo mondiale facendo conoscere al mondo Borgo Finocchieto, la proprietà dell'ex ambasciatore statunitense John Phillips.
Mentre la foto della famiglia Trump a Roma da Papa Francesco imperversa sui Social, ad attirare i commenti sono le poche immagini di Michelle e Barack in Toscana; si parla della mancata visita nel capoluogo, tanto attesa soprattutto dai media.
Ma la notizia non è Firenze, stavolta.

 Michelle che passeggia nella campagna, Obama in bicicletta o sul campo di golf. La visita a Siena per ammirare da vicino la Maestà di Simone Martini e la Cattedrale di Siena con cena in un locale del centro storico. "Una vacanza in pieno relax" così reciterebbe il claim dello spot che vede come protagonista l'ex uomo più potente del mondo. 
L'ex Presidente chiamato durante i recenti disastri che hanno interessato l'Italia per testimoniare l'importanza storica del patrimonio andato distrutto, per sensibilizzare i potenti del mondo e sollecitare l'invio di aiuti economici, una sorta di procacciatore di investitori ed oggi di buyers o semplici turisti. Il Turismo locale non poteva chiedere di meglio.

Di Borgo Finocchieto in Toscana ce ne sono molti. Sono villaggi rurali, piccole frazioni abbandonate nel corso degli anni e ridotte a ruderi, dei punti neri su un panorama che garantisce ancora un valore aggiunto inestimabile e frutto del lavoro di allevatori ed agricoltori che caratterizzano, seppur con estrema difficoltà, il territorio toscano.

John Phillips si è innamorato del borgo medievale di Buonconvento, come capita spesso ai turisti stranieri che arrivano in Italia, e se hanno disponibilità economica spesso diventano investitori.
L'architetto, Phillips, lo ha trovato sul posto, così come i costruttori ed i manovali che hanno saputo recuperare materiali originali, legno e pietra, per effettuare un recupero architettonico e non una nuova opera andando così a sanare ciò che l'abbandono aveva prodotto.

Il Borgo si trova oggi lungo la storica Via Francigena, la strada medievale dei pellegrini tra Canterbury e Roma solo recentemente rivalutata dalla Regione Toscana attraverso finanziamenti ad hoc, percorsi culturali ed enogastronomici, creazione di punti soggiorno e ristoro per i viandanti contemporanei dove il wifi si è sostituito alle fontanelle di acqua potabile.
Borgo Finocchieto era un villaggio agricolo e viene citato per la prima volta in un controllo tributario del 1318 registrato alla famiglia Giulieschi, proprietari di Bibbiano. Nel corso dei secoli l'agricoltura conosce momenti altalenanti fino agli anni '60, quando l'ultima comunità agricola lascia le case per trasferirsi in città. 
Nel 2000 Borgo Finocchieto è uno scheletro pericolante, ma Phillips lo acquista e ci lavora per 8 anni creando 22 suite nella casa padronale e 4 edifici indipendenti attorno alla piazza del villaggio, oltre ad una biblioteca,una sala da ballo per 50 persone ed un centro congressi, una piscina, una palestra, campi da tennis e non solo.

Il Borgo di Phillips deriva il suo nome dai campi di finocchio dolce, quello che cresce selvatico in tutta la Toscana nelle siepi vicino ai vicoli o lungo le rotaie dei treni. Si tratta di quella materia prima che, matura alla fine di agosto, finisce con l'impreziosire il delizioso salame chiamato Finocchiona un fiore all'occhiello della gastronomia Toscana. 

Se c'è chi oggi guarda con dispiacere o sarcasmo alla mancata visita di Obama a Firenze, fortunatamente ci sono anche milioni di occhi che hanno scrutato dietro a Michelle ed Obama, desiderando il paesaggio toscano.
Aver scelto Siena, meta vicina al luogo di soggiorno prescelto, non fa altro che rendere onore alla Città del Palio distribuendo democraticamente l'orgoglio toscano su uno scacchiere che vede ogni piccola meta vicina ad un punto turistico di rilievo ed invita una volta di più a conoscere meglio il territorio evitando quell'ingolfamento dei flussi che crea disagi ai grandi centri urbani a discapito di gioielli urbanistici minori, eppure di eccezionale bellezza.

La Toscana all'interno di una crisi industriale senza precedenti, in alcuni casi orfana di un artigianato di fama mondiale, si è riscoperta meta turistica di eccellenza ed a sua insaputa è ricca di opportunità, dai beni fini all'asta come il Castello di Sammezzano o come dimostrano i recenti investimenti in corso da parte di famiglie straniere come i Lowenstein nella tenuta medicea di Cafaggiolo in Mugello o Charlie Mac Gregor con The Student Hotel nel cuore di Firenze, ma ci sono anche le ex Stazioni delle ferrovie o le Case Cantoniere messe a bando dalla Regione Toscana.
E l'elenco potrebbe proseguire se nel paniere entrassero anche gli edifici dismessi delle periferie, o i locali commerciali dei centri storici, mentre a Firenze l'esempio calzante resta Sant'Orsola gioiello storico deturpato in tempi recenti e forse, finalmente grazie ad una cordata di investitori, prossimo ad una nuova vita sociale.
Nei nuovi contenitori il contenuto di risorse umane e di attività, attorno l'indotto economico: questa può essere la Toscana del futuro.

L'osservatore esterno ha saputo cogliere quel valore di cui i toscani avevano perduto memoria e forse non è ancora tardi per pensare di investire su pietre che appena negli anni '80 erano tenute bene ma non avevano mercato, oggi hanno un valore accessibile a chi può permettersi una seria ristrutturazione, ma domani potrebbero non avere prezzo.

Antonio Lenoci