Itinerari mimici, tra Teatro e Natura con Carolina Gentili

Stage teatrale di due giorni nella natura incontaminata della Sambuca Pistoiese; un’esperienza di conoscenza ed apprendimento della natura con il Metodo Mimico di Orazio Costa per arricchire il bagaglio corporeo-vocale dell’a


STAGE FORMATIVO —
Vivere la natura con la mimica di Orazio Costa attraverso degli ''Itinerari mimici'' l'idea è dell'attrice fiorentina Carolina Gentili dell'Associazione CDRC di Firenze.

Uno Stage teatrale di due giorni, dal 27 al 29 maggio, nella natura incontaminata della Sambuca Pistoiese; un’esperienza di conoscenza ed apprendimento della natura con il Metodo Mimico di Orazio Costa per arricchire il bagaglio corporeo-vocale dell’attore, un’esperienza di 'risveglio mimico' di cui può beneficiare chiunque. Lo stage è rivolto infatti ad attori e non.

Come ti sei avvicinata al teatro? Mi sono avvicinata al teatro per caso, venivo dalla danza classica e moderna e contemporanea, feci un corso di teatro per pura curiosità, per provarmi in un'altra disciplina artistica. Il caso ha voluto che io incontrassi Paolo Bussagli, attore, regista, drammaturgo e docente di teatro, allievo di Orazio Costa Giovangigli, che mi ha insegnato il mestiere di attrice.
Dopo qualche anno ho lavorato in teatri di prestigio e ho applicato sul campo gli insegnamenti ricevuti. Bisogna conoscere tutto per scegliere senza avere una visione limitata della realtà. Non ritengo di conoscere tutto, anzi, ma ho avuto la possibilità di sperimentare più metodi.

Come hai scoperto il dono dell'insegnamento? Ho scoperto di amare profondamente la Mimica, che non è mimo né la mimica dei versi, e di essere un tramite per la sua diffusione, rifacendomi alla frase di San Bernardo di Chiaravalle “Gli alberi e le pietre ti insegneranno quello che non apprenderai mai dai maestri”, non mi considero una maestra, ma una specie di “mediatrice che accompagna alla conoscenza”
L'Associazione CDRC di Firenze
di cui sono socia fondatrice si ispira a questo modo di intendere l'insegnamento e opera nel territorio toscano e italiano da circa 10 anni per la diffusione del Metodo Mimico. Il metodo si basa sul fatto che ogni essere umano ha la capacità di sentire il mondo con il corpo e di adeguarvisi con esso in una continua immedesimazione fisica.
L'istinto mimico del bambino però subisce da adulto un arresto dovuto ai condizionamenti sociali, che tendono a schematizzare il carattere e la personalità, imponendo dei limiti all'essere. Il risveglio dell'istinto mimico si attua con degli esercizi di mimazione col corpo degli oggetti e cose della natura, per riscoprire le nostre capacità interpretativa e creativa sopite e la nostra vera voce, la voce del corpo ed il risveglio mimico sta alla base dell'arte attoriale".

Occorrono doti particolari per affrontare il corso? "No, tutti possono partecipare poiché si tratta di uno stage di base, sia per esperti che per principianti. Del risveglio mimico tutti ne sanno poco o niente, e tutti hanno bisogno di riprenderne coscienza è trasversale per le arti. Un pittore, uno scultore, un poeta compiono un atto mimico meno visibile rispetto a quello fisico di un attore, ma lo compiono, in quanto uomini. Già Orazio Costa aveva posto l'accento su questa trasversalità della mimica pur dedicando la sua vita al teatro e all'applicazione del metodo all'arte attoriale".

Come nasce il binomio teatro-natura? "Per il risveglio dell'istinto mimico si parte dalla mimazione col corpo delle cose della natura; per questo nasce il binomio direi più di “mimica/natura” da cui poi scaturisce l'interpretazione creativa per cui il corpo diventa l'oggetto dell'attenzione, senza nessuna mediazione psicologica e senza nessun tentativo di imitazione, ma solo di interpretazione soggettiva, è interessante portare l'allievo ad un approccio diretto e concreto col mondo naturale per conoscere oggettivamente le cose e cercare di approfondirle nelle loro sfumature e caratteristiche, per arricchire il bagaglio corporeo/vocale dell'allievo. Un bagaglio che non solo è fondamentale per il futuro artista, ma lo è per l'uomo, che attualmente si sta progressivamente distaccando da un approccio concreto e oggettivo con le cose".

Sono più portati gli uomini o le donne da quel che hai potuto vedere nella tua esperienza artistica? "Sono portati entrambi i sessi alla mimica, non c'è distinzione. Diciamo che in genere sono più le donne che chiedono di partecipare ai corsi di teatro, rispetto agli uomini. Ma tutti sono capaci, se lo vogliono".

A chi consiglieresti questo corso? "Consiglierei questo stage a chiunque voglia riscoprire la propria soggettiva capacità mimica, base fondamentale per poter poi scegliere la via espressivo-artistica più idonea al proprio essere. Naturalmente la mimica è risolutiva per l'arte attoriale, per cui consiglierei questo stage anche a chi è attore o aspirante tale".


di Antonio Lenoci

Redazione Nove da Firenze