Alluvione del ‘66: targhe alla memoria di Piero Bargellini e Riccardo Marasco

Una mostra in Palazzo Medici Riccardi. "Le alluvioni di Toscana" al palazzo del Pegaso, oltre a quelle della Nazione e degli Uffizi e ai Georgofili. Alla Biblioteca Umanistica l'arte contemporanea. All’Auditorium al Duomo una mostra documentaria. Anche in provincia di Pisa si ricorda il 4 novembre 1966


Firenze – “L’alluvione del ‘66 è ricordata in tutto mondo come l’alluvione di Firenze, ma noi vogliamo recuperare la memoria di quello che accadde in tante parti della nostra regione e ricordare a tutti che fu anche l’alluvione di Toscana. È un impegno che ci siamo presi come Regione”. Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha inaugurato con queste parole, stamattina al palazzo del Pegaso, la mostra fotografica ‘Le alluvioni in Toscana. La Protezione civile e il volontariato oggi’, visitabile al primo piano. Al suo fianco i consiglieri dell’Ufficio di presidenza Lucia De Robertis, Marco Stella e Antonio Mazzeo, che hanno preso parte, nella sala del Gonfalone, anche alla cerimonia di consegna delle targhe in memoria di Piero Bargellini e Riccardo Marasco. A ricevere il riconoscimento alla memoria, i familiari di Bargellini, sindaco di Firenze in quei giorni, e Marasco. “Il sindaco che andava a portare con gli stivaloni una parola buona in ogni bottega, in ogni centro artigiano, in ogni angolo in cui si respirasse il senso della desolazione per l’alluvione, ma anche lo spirito della rinascita – ha ricordato Giani – avrebbe dovuto lasciare l’incarico due giorni dopo e invece si seppe conquistare unanime apprezzamento e rimase ancora un anno. Fu il simbolo del buon amministratore che sa stare tra la gente”. I fiorentini lo seguirono con simpatia e con l’immancabile ironia, ha ricordato Mauro, uno dei figli di Piero Bargellini: “Dicevano che il loro sindaco era come Mosè, era stato salvato dalle acque”. Una targa è stata dedicata anche alla memoria di Riccardo Marasco, “il celebre cantautore fiorentino recentemente scomparso, che con le sue battute, la sua ironia, con la sagacia tutta fiorentina e la sua aria scanzonata seppe interpretare la rinascita”. Consegnato infine un riconoscimento anche a Giorgio Federici, il segretario del comitato per il 50° anniversario dell’alluvione, “che ha coordinato tutte le iniziative”.

Una mostra documentaria celebra i 50 anni dell’Alluvione attraverso una serie di immagini e documenti su Piero Bargellini che Giuliano Borselli mise insieme a dieci anni dal tragico evento. È stata inaugurata giovedì 3 novembre all’Auditorium al Duomo (via de’ Cerretani 54/r) la mostra “Giuliano Borselli: Bargellini, sindaco dell'alluvione” che raccoglie numerose foto e vari documenti tratti dal libro "Bargellini, Sindaco dell'alluvione" redatto da Giuliano Borselli nel 1976. Proprio allo storico presidente della Compagnia del Paiolo, scomparso nel 2015, la Fondazione Romualdo del Bianco ha dedicato lo scorso marzo la sala al piano terra dell’Auditorium al Duomo. L’inaugurazione si è tenuta alla presenza della presidente della commissione Cultura del Comune di Firenze, Maria Federica Giuliani, oltre che di una delegazione del Comune di Kyoto, che è stata a Palazzo Coppini (via del Giglio 10), sede della Fondazione Romualdo del Bianco e del suo Istituto Internazionale Life Beyond Tourism per consegnare al presidente Paolo Del Bianco il Premio speciale per il programma del Gemellaggio: un riconoscimento per il contributo alle celebrazioni del 50° anniversario del gemellaggio fra Kyoto e Firenze (2015). Presenti inoltre all’inaugurazione dell’esposizione: Mauro Bargellini, Susanna Bausi, Filippo e Simone Borselli, i rappresentanti della Compagnia del Paiolo e i rappresentanti delCentro nordico per il restauro che contribuirono a ridare nuova vita alle opere alluvionate. La mostra rimarrà aperta fino a venerdì 11 novembre (domenica esclusa) dalle 10 alle 17. Ingresso libero. 

La Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, rende omaggio al 50 esimo anniversario dell'alluvione con una videoinstallazione, 'Arno 66', sul percorso dell'Arno: un parallelismo diacronico (un confronto tra passato e presente) ed espositivo (le medesime immagini al momento dell'inondazione e come appaiono oggi). La mostra, inaugurata giovedì 3 novembre, è realizzata da Fondazione Sistema Toscana per conto di Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Regione Toscana e Sensi Contemporanei, in collaborazione con Cinecittà Luce e Rai Teche. La Città Metropolitana è stata rappresentata dal consigliere delegato Andrea Ceccarelli. Il racconto mette in luce cosa accadde nel 1966 e i cambiamenti verificatisi negli anni successivi in Toscana, nelle grandi e piccole città coinvolte nell'alluvione. Una narrazione per immagini suggestive ed emozionanti, per illustrare ciò che in questi cinquant'anni è stato realizzato in termini di interventi contro il dissesto idrogeologico e le misure adottate per la messa in sicurezza dell'Arno. La mostra, visitabile fino al 30 novembre, è divisa in "capitoli" storici: approfondisce la dimensione storica e geografica del fiume Arno, per poi andare a studiare le giornate del disastro. Si passa ad analizzare la situazione del post-alluvione fino a proporre la visione contemporanea dell'Arno, con la presenza anche del progetto Terzo Giardino di Studio++. Intanto è stata scelta la data di mercoledì 30 novembre per l'inaugurazione della mostra 'Firenze 1966-2016. La bellezza salvata'. Saranno Dario Nardella, sindaco della Città Metropolitana di Firenze, e Enrico Rossi, Governatore della Toscana, a tagliare il nastro dell'evento espositivo prodotto e organizzato da MetaMorfosi con la collaborazione di Opera Laboratori Fiorentini - Civita Group a Palazzo Medici Riccardi, dove aveva sede il Museo Mediceo che fu invaso e devastato dalle acque. L'evento, promosso dal Comitato per il 50esimo dell'alluvione del 1966 e curato da Cristina Acidini con Elena Capretti, racconterà attraverso l'esposizione di documenti, immagini e straordinarie testimonianze artistiche, i tragici momenti che seguirono la notte fra il 3 e il 4 novembre del '66 quando l'Arno ruppe gli argini inondando un'intera città e il suo inestimabile patrimonio artistico. Da quell'evento, che ebbe larga eco in tutto il mondo, partì quel lungo percorso che permise di salvare, restaurare e mettere in sicurezza un'inestimabile ricchezza culturale, che la mostra intende raccontare come un viaggio nella storia, fortemente attuale, d'Italia.

Altra mostra quella che il quotidiano La Nazione dedica al 50° anniversario dell’alluvione in Toscana “L’Arno straripa a Firenze. La Nazione e l’alluvione in Toscana”, dal 4 al 19 novembre. Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato la mostra alla sede de La Nazione, in Via Paolieri 2.

Sempre ieri agli Uffizi, si è inaugurata nella sala 41, una piccola ma densa mostra fotografica, in memoria di ciò che l’Alluvione rappresentò per il più importante museo italiano. Una testimonianza intessuta dalle istantanee scattate dai nostri operatori fotografici dell’epoca, che accorsi al lavoro, appena il ritiro delle acque lo permise, vollero fermare quegli attimi di sgomento attivo, grazie alle poche attrezzature superstiti in loro possesso.  Una carrellata d’immagini dalla tipica livrea d’epoca in bianco e nero, che pur nella loro sconsolata attualità remota, trasmettono energia e amore per il patrimonio, quanto professionale e istintiva capacità di cura per le sue sventure. La mostra, ospitata al secondo piano della Galleria, è compresa nel biglietto d’ingresso del museo.

E’ stata inaugurata giovedì all’Accademia dei Georgofili la mostra "Le sistemazioni idraulico-agrarie per la regimazione dell’Arno",dedicata alle sistemazioni idrauliche-agrarie e al loro riflesso in agricoltura, realizzata in occasione del 50° anniversario dell’Alluvione a Firenze e in collaborazione con Anbi Toscana, l’associazione che riunisce i Consorzi di Bonifica della regione. L’esposizione ospita una sezione dedicata alle conseguenze dell’Alluvione del 1966 all’Accademia dei Georgofili, con testi e materiali danneggiati dalle acque. E ancora, testi e trattati del Settecento e dell’Ottocento, su come prevenire il dissesto idrogeologico in agricoltura. Infine, testi tematici sull’attività dei Consorzi di Bonifica per il presidio idrogeologico e una piccola raccolta di foto e testimonianze delle alluvioni in Toscana, con particolare attenzione a quelle “minori”, ovvero che hanno avuto meno risalto pubblico ma che hanno segnato in modo ugualmente profondo le terre e le popolazioni colpite. 

Nell’ambito delle manifestazioni per il cinquantesimo anniversario dell’alluvione, promosse dal Comitato Firenze 2016, martedì 8 novembre la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze inaugura la mostra “Luciano Ori. Cronaca di un’alluvione” (ore 17 – Sala Comparetti, Piazza Brunelleschi, 4 Firenze). La mostra - curata dalla docente di Storia dell’arte contemporanea Lucilla Saccà – ripropone le tavole a collage su cartoncino scelte dall’artista nel racconto tecnologico visivo “Io c’era” del 1967, una sorta di reportage sull’alluvione di Firenze, realizzato da Ori lavorando sulla stampa dell’epoca attraverso collage di titoli e di testi giornalistici con o senza immagini. L’artista, tra i fondatori del Gruppo 70 e del Gruppo Internazionale di Poesia Visiva, ricostruisce la cronaca visiva dei drammatici giorni dell’alluvione: il suo racconto è polemico e pervaso da una pungente ironia; l’artista denuncia le difficoltà della gente, il problema dello sciacallaggio, il ritardo degli aiuti e si rivolge con accenti critici alle autorità e alle istituzioni. All’inaugurazione interverranno il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, Lucilla Saccà, il segretario generale del Comitato Firenze 2016 Giorgio Federici, Simone Frittelli e la direttrice della Biblioteca Umanistica Floriana Tagliabue. Tutte le opere e i documenti in esposizione sono concessi dalla Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze, che conserva l’archivio dell’artista.

C’è anche il museo Casa Carducci, una delle 58 abitazioni dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, al centro delle iniziative pensate per il 50º anniversario dell’alluvione dal comune di Santa Maria al Monte (Pi). La rassegna si chiama “Arno d’oro”, ed è promossa dal comune del pisano dal per ricordare il tragico evento che colpì anche il territorio della Provincia di Pisa. Giovedì 3 novembre al museo Casa Carducci (via Carducci, 29) è stata inaugurata “Casa in piena” una mostra foto/videografica teatralizzata, a cura degli allievi dei laboratori artistici de “I pensieri di Bo” che rimarrà aperta fino a domenica 6 novembre. La mostra, s’inserisce nel cartellone “D’Acqua e Fango” che l’Associazione Nazionale Case della Memoria promuove nelle case socie in occasione del 50º anniversario dell’alluvione.  Venerdì 4 novembre, nella sala consiliare del Palazzo comunale, “L’alluvione in provincia di Pisa”, una mostra fotografico-documentaria itinerante a cura della rete archivistica Bibliolandia, composta di 15 pannelli sui cui verranno esposti documenti provenienti dagli archivi storici dei Comuni della Provincia di Pisa.

L'alluvione di Firenze - Rolando Noferini (archivio storico Anpas)

Redazione Nove da Firenze