Per Pasqua l’antica tradizione toscana

Negozi e musei aperti a Firenze. A San Casciano quadri e tappeti di vecce, fiori e grano nelle chiese


FOTOGRAFIE — Con le feste riappare la questione dell'apertura festiva degli esercizi commerciali. Il sindacato Confsal-Unsa Toscana ha fatto notare che la logica di chi vorrebbe tenere aperta la galleria degli Uffici la notte bianca del prossimo 30 aprile e non il 1 maggio non si capisce: forse di notte e' meno faticoso lavorare che non il primo maggio? "E' evidente che si tratta solo di una posizione ideologica di alcuni sindacati, che non gradiscono di non potere esercitare il pieno controllo dei lavoratori in occasione della Festa del Lavoro -commenta Vincenzo Donvito dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- e chissà perché poi, coloro che partecipano ai loro cortei commemorativi, poi si fermano in questo o quell'altro bar a ristorarsi... e i lavoratori dei bar o ristoranti? Soprattutto quelli di stazioni ferroviarie ed aeroporti, sono di serie B, come i lavoratori delle ferrovie, dei bus urbani, dei servizi elettrici ed idrici?"


Torna a San Casciano l’antica tradizione floreale-religiosa del Sepolcro delle Vecce. Fino a lunedì 21 aprile, nell’ambito della settimana pasquale, nelle chiese del Suffragio e della Misericordia rifiorisce lo spettacolo che simboleggia il passaggio dalla morte alla rinascita di Gesù. Protagonisti i colori e le forme delle ricche composizioni floreali costituite da vecce e grano misti a fiori e piante di stagione quali gardenie, calle, margherite, begonie, ortensie azalee, gerani. La veccia, in origine conosciuto come fiore povero, è una pianta erbacea delle leguminose con foglie pennate terminate da un cirro e fiori ascellari, destinata all’alimentazione del bestiame, che in assenza di ossigeno e clorofilla germoglia piccoli e finissimi fili bianchi. A San Casciano la tradizione vuole che la veccia venga seminata, un mese prima, corrispondente alla terza domenica di Quaresima e tenuta nelle cantine il cui ambiente umido favorisce la nascita di quelle che poi si tramutano in sorta di parrucche bianche utilizzate per la commemorazione a scopo ornamentale ma anche simbolico-religioso. I fili bianchi rappresentano, infatti, la morte del Cristo e ad essi si contrappone il grano che diversamente indica la rinascita. Nella Chiesa di S. Maria sul Prato viene allestita una grande croce di grano con vecce di contorno, nella Chiesa di S. Maria del Gesù avviene il contrario: in primo piano la croce realizzata con le vecce e il grano che, misto alle piante e ai fiori, fa da sfondo. In entrambe le chiese, oltre alla grande fiorita vengono esposti Gesù Nazareno e Madonna Addolorata, mentre sull’altare trovano spazio i segni della passione: tunica, gallo, dadi, colonna e flagellazione, guanto del tradimento, scala della deposizione. Il Sepolcro delle Vecce è una tradizione tipica di San Casciano che gli abitanti non hanno mai abbandonato, nemmeno dopo il Concilio Ecumenico degli anni ’60 ai tempi di Papa Giovanni XXIII, quando la commemorazione cadde in disuso.

Arte e sport a braccetto nella festività di Pasquetta. Quest'anno la 26esima “Maratonina Città di Prato”, in programma come da tradizione per il lunedì dell’Angelo, strizzerà l’occhio al Museo di Palazzo Pretorio: gli sportivi che parteciperanno alla manifestazione e che, successivamente, si presenteranno al Pretorio con la pettorina della maratona avranno diritto a uno sconto sul biglietto d’ingresso e a una riduzione del 10% per acquisti al bookshop. In particolare, i partecipanti alla maratonina provenienti da fuori Prato pagheranno l’ingresso ridotto (6, anziché 8 euro), oltre a usufruire dello sconto del 10% al bookshop: i residenti nel comune di Prato, oltre a pagare come avviene di solito il biglietto ridotto (6 euro), potranno beneficiare dell’agevolazione sugli articoli del bookshop. Valida solo per il giorno di Pasquetta, la promozione è stata pensata per valorizzare un’eccellenza come il Museo di Palazzo Pretorio recentemente restituito ai pratesi, approfittando del fatto che per la maratonina si prevede l’arrivo di tante persone in città (si conta già un migliaio di iscritti). Per l’occasione, sarà fatto un volantinaggio in piazza delle Carceri, punto di arrivo della gara podistica, in modo da promuovere l’iniziativa dello sconto.

Il giorno di Pasquetta a Sarteano coincide con quello della nuova “incoronazione” della Madonna del Buonconsiglio. Il dipinto settecentesco, oggetto lo scorso 22 agosto di un furto sacrilego, è stato restaurato e, nella serata del 21 aprile, sarà di nuovo adornato di corone d’oro analoghe a quelle rubate alcuni mesi or sono. L’operazione avverrà dopo una messa solenne, che sarà celebrata (ore 21,15) nella chiesa di San Lorenzo, vale a dire l’abituale “casa” dell’opera d’arte. A celebrarla saranno il parroco don Fabrizio Ilari e il vescovo, monsignor Stefano Manetti, che dopo la sua recente nomina si presenta in forma ufficiale anche a Sarteano. Dopo l’evento traumatico della scorsa estate, dunque, la comunità sarteanese festeggia il “ritorno” di un’immagine sacra, nella sua interezza. “La soddisfazione è doppia – precisa il sindaco Francesco Landi - nell’occasione il nuovo vescovo riceverà e potrà usare il pastorale che ha appena realizzato per lui Mauro Fastelli, artista e orafo sarteanese”. Fastelli si è occupato anche della realizzazione della corona che sovrasta le aureole della Madonna e del Bambino. Le preziose corone rubate erano stati realizzati nel 1931, grazie all’oro donato dalle donne di Sarteano. Il quadro, invece, noto come Madonne dal Buonconsiglio, risale al 1761 ed è attribuito a Francesco Bonichi. Queste due date, lontane nel tempo, testimoniano l’attaccamento dei sarteanesi per un’immagine che si è radicata nella tradizione religiosa di tante famiglie.

Nicola Novelli