Violenze Flotilla, la Comunità Ebraica non resta in silenzio
La Comunità Ebraica di Firenze "non resta in silenzio davanti alle immagini delle violenze psicologiche e fisiche a cui sono stati sottoposti gli attivisti di Flotilla, tra i quali abbiamo riconosciuto volti noti del panorama cittadino, in particolare quello di Antonella Bundu, a cui ci lega da sempre, al di là delle reciproche differenze politiche e di pensiero sul conflitto mediorientale, rispetto, stima e una comune sensibilità sui diritti umani, sulla dignità della persona. Vedere la sua, di dignità, così calpestata, ci riempie di indignazione. Uniamo la nostra voce a quella della Presidente UCEI Livia Ottolenghi nel condannare e respingere le azioni del ministro Ben Gvir, e ci auguriamo di poter esprimere prestissimo ad Antonella di persona la nostra solitarietà riaccogliendola a Firenze", conclude la Comunità Ebraica di Firenze.
"Aspettiamo a braccia aperte Alessio Catanzaro e gli altri volontari fermati in Israele. Al di là delle appartenenze e delle posizioni politiche, ciò che deve venire prima di tutto è il rispetto della dignità umana, dei diritti delle persone e del diritto internazionale”.A dirlo sono Claudia Firenze, presidente di Avis Toscana, e Cecilia Carmassi, presidente zonale di Avis Piana di Lucca Valle del Serchio, intervenendo dopo il fermo e il rilascio di Alessio Catanzaro, volontario della Global Sumud Flotilla e donatore di sangue legato all’associazione.“Come associazione fondata sulla solidarietà e sulla tutela della vita - dicono Carmassi e Firenze - sentiamo il dovere di richiamare tutti a un principio semplice e universale: il sangue unisce le persone, non le divide”.
AGGIORNAMENTO - L’Università di Pisa esprime profonda preoccupazione e piena solidarietà nei confronti di Federico Paganelli, studente del corso di laurea in Scienze Politiche dell’Ateneo pisano, presente a bordo della Freedom Flotilla, diretta verso Gaza e fermata dalle autorità israeliane.L’Ateneo, informato dai rappresentanti degli studenti che hanno riconosciuto Federico Paganelli nelle immagini diffuse nelle ultime ore tra gli attivisti immobilizzati e trattenuti, chiede l’immediato rilascio dello studente e di tutte le altre persone coinvolte.L’Università di Pisa ha recentemente introdotto fra i suoi principi fondanti la pace, che purtroppo nei nostri giorni è violata e violentata in tante parti del mondo, fra le quali figura certamente il territorio di Gaza.
Una pace durevole non può che fondarsi sulla giustizia e sul diritto. Svilire il diritto internazionale e violare i diritti umani fondamentali, facendo addirittura di tutto questo motivo di vanto e di irrisione, mette a rischio le basi stesse della civiltà, come richiamato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da tante altre voci in tutto il mondo."Esprimiamo piena solidarietà al nostro studente Federico Paganelli, alla sua famiglia e a tutte le persone coinvolte - dichiara il Rettore Riccardo Zucchi - e ribadiamo che nessuna ragione politica o militare può giustificare la compressione della dignità umana e la violazione del diritto internazionale.
L’Università di Pisa continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, auspicando il rapido ritorno in libertà di Federico e di tutte le persone fermate".