Verso la Festa dell'Uva edizione numero 100

Redazione Nove da Firenze

Ad Impruneta, l'aria di settembre non porta solo il profumo dolciastro del mosto, ma si carica di un’elettricità sottile, scandita dal battito dei martelli nelle officine rionali e dal rosso acceso della terra cotta nei forni. Ci avviciniamo a un traguardo leggendario: il centenario della Festa dell'Uva (1926-2026). Questa non è una semplice ricorrenza folkloristica; è un organismo vivente, un rito collettivo che plasma l’identità di un popolo capace di trasformare l’argilla in arte e il vino in comunità.

La Festa dell’Uva di Impruneta è nata nel 1926, anticipando di ben quattro anni l’istituzione della celebrazione nazionale dedicata all’uva, decretata ufficialmente solo nel 1930. E' la prova di un legame atavico e spontaneo con la terra. Mentre altrove le celebrazioni venivano imposte da direttive statali "top-down", qui la festa è fiorita dal basso, come un’esigenza viscerale di celebrare la fine della vendemmia. È la testimonianza di una comunità che ha saputo forgiare il proprio destino prima ancora che le venisse suggerito come fare.

Il cammino artistico della manifestazione è una metamorfosi affascinante. Se le origini vedevano sfilare semplici carri agricoli, il 1932 ha segnato la svolta con la nascita dei quattro Rioni, trasformando l'evento in una competizione creativa totale. Nonostante la drammatica interruzione della Seconda Guerra Mondiale, la resilienza imprunetina ha permesso una rinascita trionfale nel 1950, dando il via a una crescita inarrestabile.

Oggi, i carri che solcano Piazza Buondelmonti sono vere e proprie macchine sceniche, "musical complessi" che fondono ingegneria, coreografia e narrativa. Attraverso il genio di Pallò, Fornaci, Sant’Antonio e Sante Marie, la sfilata non celebra più solo il raccolto, ma incarna i mutamenti della società, mettendo in scena scenografie imponenti che rendono Impruneta un palcoscenico a cielo aperto unico al mondo.

Ieri sera in piazza si è svolta la anteprima di lancio del programma 2026. L'occasione per presentare una serie di azioni volte a valorizzare le eccellenze locali.

Con il progetto "Facce di Terra" a esempio la tradizione incontra la cultura pop. È stato così forgiato un omaggio inedito al cantautore Marco Masini: un’opera in terracotta modellata con maestria da Francesco Battaglini. L’opera, alta trenta centimetri, cattura i tratti essenziali dell'artista nella "materia identitaria" del territorio. Questo ponte tra l’argilla millenaria e la sensibilità contemporanea dimostra come la terracotta non sia un residuo del passato, ma un linguaggio vivo, capace di dare volto e sostanza ai protagonisti del nostro tempo.

Per suggellare il secolo di storia, l’Ente Festa dell’Uva ha scelto di guardare avanti attraverso un concorso artistico nazionale. Il nuovo trofeo celebrativo è stato affidato al talento di Alessio Canuti e Camilla Cappellini (Fornace Carbone), autori di un’opera dal design iper-astratto.

Il trofeo si compone di quattro linee sinuose che si intrecciano — rappresentazione plastica dei rioni — per sorreggere un grappolo d’uva stilizzato. Questa scelta estetica audace rappresenta una "proiezione verso il futuro": in un borgo che custodisce gelosamente le proprie tradizioni, l’adozione di un linguaggio astratto segnala la volontà di non restare prigionieri della nostalgia, ma di sfidare i nuovi codici visivi del XXI secolo.

La magia della Festa non risiede solo nell'ultima domenica di settembre, ma nel fervore che anima le settimane precedenti. Impruneta diventa un alveare di operosità sociale: dalle "Sagre della Ficattola" alle cene rionali che affollano le piazze, fino alla solenne benedizione delle bandiere. Ma c'è di più: il senso di appartenenza si traduce in solidarietà concreta, come dimostrano le giornate dedicate alle donazioni di sangue (6, 19 e 20 settembre), cuore pulsante di un impegno civile che precede lo spettacolo.

Fotografie di Ruby Hernandez

"La centesima Festa dell’Uva è un traguardo storico per Impruneta. Il percorso che si apre il 5 settembre con la cena dei Quattro Rioni celebra identità, creatività e comunità. Ringraziamo volontari, associazioni e rioni: insieme stiamo costruendo un’edizione che onora la nostra storia e guarda al futuro." hanno dichiarato ieri sera Riccardo Lazzerini (Sindaco) e Gaetano Gennai (Assessore).

Il centenario della Festa dell'Uva di Impruneta è un ponte gettato tra la polvere rossa delle fornaci e l'infinito delle possibilità creative. È la prova che una tradizione non invecchia se è alimentata dal coraggio di rinnovarsi ogni anno, senza mai tradire le proprie radici.