Tramvia per Rovezzano, quanti alberi saranno abbattuti?
“Il dato è scritto negli elaborati del progetto definitivo approvato a dicembre. Sosteniamo il trasporto pubblico ma chiediamo che il bilancio arboreo sia pubblico e leggibile. La progettazione esecutiva ancora aperta serva a salvare alberi”Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 2.“Cominciamo dal punto che ci sta più a cuore, perché non sia possibile equivocare: siamo favorevoli al trasporto pubblico locale.
Chiediamo che chi la realizza dica alla città la verità sui suoi costi ambientali, e che li riduca dove è ancora possibile ridurli.Il numero è 428. Tante sono le alberature destinate all'abbattimento lungo la linea, su 1.526 censite. Il dato non l'abbiamo dedotto: è scritto per esteso nella relazione tecnica delle opere a verde allegata al progetto definitivo, approvato dalla Giunta con le deliberazioni 327 dell'agosto e 546 del dicembre 2025. Nella comunicazione pubblica dell'Amministrazione quel numero non compare: si parla del 72 per cento della vegetazione mantenuta, del 100 per cento degli esemplari reimpiantati, di un saldo positivo di 78 alberi.
Tutte cifre esatte. Nessuna delle quali costringe a scrivere «428».Il saldo di 78 alberature in più, poi, dice molto meno di quanto sembri, e per tre ragioni che emergono dallo stesso elaborato.È un saldo che si sposta. Nei tratti dei viali storici (viale Don Minzoni, piazza Le Cure, viale dei Mille, Campo di Marte) a 194 abbattimenti corrispondono 163 nuove piante: un deficit di 31 alberature nei tratti più densamente abitati. L'intero segno positivo si forma altrove, nei tratti periferici e dentro le aree destinate a parcheggio: nel solo parcheggio scambiatore di via della Chimera sono previste 52 nuove alberature.
Chi perde l'ombra a Campo di Marte non la ritrova in un parcheggio a Rovezzano.È un saldo che nasconde un tratto sacrificato. Fra viale Mamiani, viale Duse e viale Verga il progetto prevede 118 abbattimenti su 152 alberature censite: più di tre alberi su quattro.È un saldo che conta teste, non chiome. La tabella del censimento registra circonferenze superiori ai tre metri (bagolari e platani di prima grandezza) mentre il parere agronomico allegato allo stesso progetto raccomanda per i nuovi impianti piante fra i 16 e i 30 centimetri di circonferenza.
Nel conteggio ufficiale valgono uno a uno. Ma ombra, raffrescamento, assorbimento di anidride carbonica e habitat non arrivano con la piantumazione: arrivano con i decenni. E nel frattempo l'isola di calore la vive chi abita lì.C'è poi un numero che consideriamo più serio di tutti gli altri, e che non ci risulta sia mai uscito con chiarezza: 219 alberature sono classificate come «interferenti», cioè restano in piedi ma con scavi previsti a un metro o poco più dal tronco. Su di esse il progetto definitivo non decide: rinvia alla progettazione esecutiva e alla fase di cantiere.
Un parere allegato al progetto avverte che tagli radicali eseguiti male «possono danneggiare le piante fino a causarne, in casi estremi, la morte» e che gli alberi mantenuti «dovranno essere costantemente irrigati per tutta la durata del cantiere»: un cantiere di 1.032 giorni. Chi garantisce quelle irrigazioni, con quali risorse e con quali conseguenze in caso di inadempimento, oggi non è scritto da nessuna parte.C'è infine un punto che riguarda proprio il parcheggio scambiatore di via della Chimera: 136 posti auto su 5.630 metri quadri, che si aggiungono ai 125 già esistenti davanti alla stazione di Rovezzano.
Il progetto lo colloca in un'area descritta come in abbandono, non vi dichiara abbattimenti e vi prevede 52 alberature di nuovo impianto, che entrano tutte nella colonna del più. Ma il capitolo del censimento, cento pagine prima, scrive che «nell'area del futuro parcheggio abbiamo vegetazione arbustivo-arborea di poco interesse» e che «molte piante non sono nel censimento del Comune». Gli alberi, lì, ci sono già: solo che, non essendo censiti, non compaiono fra le 1.526 rilevate né fra le 428 da abbattere, e la loro rimozione non toglie nulla al saldo.
Il Regolamento del Patrimonio Arboreo della Città, però, tutela gli alberi «piantati o spontanei» con circonferenza al colletto superiore a trenta centimetri, e non subordina quella tutela all'iscrizione nel censimento. Quante siano quelle piante, che dimensioni abbiano e su quale verifica si fondi il giudizio di «poco interesse», non è scritto da nessuna parte. Un bilancio che somma soltanto ciò che era già catalogato rischia di essere l'inventario di ciò che faceva comodo contare.Nel tratto terminale della linea cadranno inoltre 26 alberi, di cui 12 per la sola predisposizione del sottopasso di Varlungo, che è opera connessa e non tramviaria.
Ed è qui la domanda che ci preoccupa di più: il bilancio arboreo dichiarato riguarda la tramvia. Le altre opere previste sullo stesso quadrante (la nuova viabilità Chimera–Palazzeschi, il sottoattraversamento di Varlungo) hanno un proprio conto degli alberi? E qualcuno sta facendo le somme?Per questo abbiamo depositato un'interrogazione. Chiediamo che il bilancio arboreo dell'opera sia pubblicato in formato aperto e consultabile, disaggregato per tratta, per cantiere e per singolo albero, con l'indicazione esplicita di quali esemplari siano destinati all'abbattimento (oggi leggibile solo su ventidue tavole planimetriche in scala 1:500).
Chiediamo garanzie, risorse e un soggetto responsabile per le 219 piante lasciate dentro il cantiere, e un monitoraggio pubblico della sopravvivenza, esteso anche alle 506 di nuovo impianto. Chiediamo quanti trapianti di esemplari maturi si intenda davvero fare, dato che il progetto non ne quantifica nemmeno uno. Chiediamo quante siano le piante non censite dell'area del parcheggio, che dimensioni abbiano e su quale verifica si fondi il giudizio di «poco interesse». E chiediamo che le compensazioni si calcolino sulla superficie di chioma e sul valore ecosistemico, non sul numero di piante: è già l'impegno della mozione sulla tutela delle alberature nei cantieri pubblici che abbiamo depositato questo mese.Su quest'ultimo punto insisteremo anche nelle sedi territoriali, a partire dal Consiglio di Quartiere 2: quelle piante vanno contate prima che il progetto esecutivo le cancelli, non dopo.Il progetto esecutivo della linea non è ancora stato prodotto.
È una fase aperta, e resta il momento in cui si può ancora spostare un binario di due metri invece di abbattere un platano di ottant'anni. Usarla è una scelta politica, non un vincolo tecnico.Una città che non riesce a dire quanti alberi taglia non sta proteggendo un'opera pubblica: sta chiedendo alle cittadine e ai cittadini di fidarsi al buio. Gli alberi di Firenze sono un patrimonio pubblico. Anche la loro contabilità deve esserlo”.