​TARI: perché in alcuni Comuni le bollette crollano del 20%?

Redazione Nove da Firenze

A pochi chilometri di distanza, la pressione fiscale sui cittadini può assumere volti diametralmente opposti. Mentre in alcuni centri della Toscana le famiglie si preparano a ricevere bollette della spazzatura drasticamente ridotte, in altri comuni confinanti i costi continuano a salire, spesso a fronte di servizi percepiti come inadeguati.

Questa divergenza non è casuale, ma emerge con chiarezza dall'approvazione dei Piani Economici Finanziari per il 2026, avvenuta a fine luglio. Il PEF è il documento tecnico che traduce i costi di gestione del servizio rifiuti in tariffe per i cittadini. In Toscana, questi costi non sono decisi autonomamente dai singoli sindaci, ma vengono validati dall'Autorità d'Ambito Toscana Centro, l'ente che regola il rapporto tra i comuni e il gestore unico Alia. Comprendere perché le bollette prendano direzioni opposte significa analizzare tre diverse filosofie di gestione pubblica: il recupero fiscale, il sussidio diretto e la resistenza passiva ai costi di sistema.

Il Comune di Reggello rappresenta oggi un’eccezione nel panorama regionale. In un contesto economico segnato dall'inflazione, il Consiglio comunale ha approvato un taglio delle tariffe che sfiora il 20%: una riduzione tra il 17% e il 18% per le famiglie e tra il 19% e il 20% per le imprese.

Non si tratta di un miracolo contabile, ma dell'applicazione rigorosa del "Nuovo Metodo Tariffario" abbinata a una lotta sistematica all'evasione. Quando un Comune riesce a censire correttamente immobili che prima non pagavano, la base dei contribuenti si allarga e il costo del servizio, che per legge deve essere coperto integralmente dalla TARI, si divide tra più persone.

"L'approvazione di queste tariffe dimostra che una gestione attenta e responsabile delle risorse pubbliche può tradursi in un beneficio concreto. Il recupero dell'evasione e dell'elusione non è stato perseguito per aumentare le entrate del Comune, ma per ristabilire equità fiscale e consentire una riduzione del peso della TARI a carico di chi ha sempre rispettato le regole." spiega Priscilla Del Sala, Assessora al Bilancio di Reggello.

Il sindaco Piero Giunti ha sintetizzato il concetto nel principio "pagare tutti per pagare meno". In sostanza, Reggello dimostra che la sostenibilità fiscale non passa necessariamente dai tagli ai servizi, ma dalla capacità dell'amministrazione di far emergere il sommerso.

Di segno opposto è la situazione a Calenzano, dove le tariffe aumentano mediamente del 2%. Qui emerge il conflitto politico tra i territori e l'autorità centrale (ATO). Il Comune ha visto i propri costi gestionali lievitare da 6,3 a 6,6 milioni di euro, un rincaro validato dall'ATO che l'amministrazione comunale è obbligata a coprire tramite le bollette.

Il sindaco Giuseppe Carovani ha espresso una critica profonda al sistema: i costi aumentano a causa dei rincari energetici e dei parametri tecnici, ma la qualità percepita — dallo spazzamento alla raccolta porta a porta — rimane piatta. Un dettaglio tecnico fondamentale spiega l'impatto economico: Calenzano ha scelto di mantenere una ripartizione del carico fiscale che vede il 30% dei costi a carico delle utenze domestiche e il 70% a carico delle imprese. Questa scelta protegge parzialmente le famiglie ma carica il peso del sistema sulle attività produttive.

Per le abitazioni, l'aumento è influenzato dalla combinazione tra parte fissa (metratura) e variabile (numero di occupanti):

Impruneta ha adottato una strategia ancora diversa, che potremmo definire di "resistenza etica". Nonostante un potenziale aumento dei costi, l'amministrazione ha contenuto il rincaro all'1% attraverso un'operazione finanziaria intelligente: ha utilizzato gli utili di Alia Plures (la holding che detiene partecipazioni nel gestore dei rifiuti) per abbassare direttamente la pressione fiscale sui cittadini.

In pratica, i profitti generati dall'azienda che gestisce i rifiuti tornano ai cittadini sotto forma di sconto in bolletta. È una forma di fiscalità circolare che sottrae il servizio rifiuti alle logiche del puro profitto finanziario.

"È una scelta politica chiara: riteniamo che la gestione dei rifiuti debba garantire qualità e tutela dei cittadini, non la remunerazione del mercato finanziario." afferma Lorenzo Bellini, Assessore del Comune di Impruneta.

Il malumore delle attività produttive, particolarmente forte a Prato ma comune a tutta l'area gestita da Alia, mette in luce l'iniquità strutturale del tributo. Federalberghi sottolinea come il sistema attuale sia basato sulle metrature, trasformando di fatto la TARI in una tassa patrimoniale sugli immobili piuttosto che in una tariffa sul servizio.

Gli hotel, che dispongono di ampie superfici ma lavorano con stagionalità e stanze spesso vuote, pagano costi fissi altissimi che non corrispondono alla reale produzione di rifiuti. La richiesta della categoria è un passaggio a un modello "meritocratico": premiare chi differenzia e, soprattutto, legare la tassa all'effettiva occupazione delle strutture, seguendo l'esempio di successo di chi, come Reggello, ha saputo colpire l'evasione per premiare le imprese regolari.

Nonostante le tensioni sui bilanci, i Comuni mantengono scudi protettivi per le fasce deboli. Oltre alle riduzioni locali, interviene il Bonus Nazionale Rifiuti, un'agevolazione statale che riduce la bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico, cumulabile con le agevolazioni comunali. Ecco lo schema dei sostegni applicato, ad esempio, a Calenzano:

Fascia ISEEAgevolazione PrevistaNote
Sotto i 6.000 €Esenzione totalePer utenti seguiti dai servizi sociali
Da 6.000 € a 15.000 €Riduzione 10% - 25%Graduata in base al reddito
Sotto i 9.530 €Cumulabilità BonusCompatibile con il Bonus Nazionale