Scuola: presidio lunedì a Bagno a Ripoli in difesa della libertà

Redazione Nove da Firenze

Presidio pubblico lunedì 23 febbraio alle ore 17 in piazza della Pace, in difesa di una scuola libera, per sostenere i lavoratori degli istituti scolastici del territorio di Bagno a Ripoli e tutta la comunità educante. Il presidio è stato lanciato dal sindaco Pignotti dopo l’uscita di Fratelli d’Italia che ha proposto di “identificare” le scuole del territorio.

Presenti le bandiere di Cisl Scuola Firenze-Prato, Cgil e FLC CGIL Firenze. "La scuola è presidio democratico, luogo di libertà, confronto e crescita civile. A Bagno a Ripoli c’è stata una grave provocazione che merita una risposta democratica e antifascista, Ogni tentativo di limitare l’autonomia della scuola, di piegarla a logiche autoritarie o di ridurne il ruolo pubblico rappresenta un attacco non solo al mondo dell’istruzione, ma alla qualità della nostra democrazia. Vogliamo affermare con chiarezza che l’istruzione pubblica è un bene comune da difendere. La libertà di insegnamento, il pluralismo culturale, il rispetto delle differenze e la partecipazione sono valori non negoziabili" si legge in un comunicato firmato da Cgil e Flc Cgil Firenze.

"Un carico da 90 la mozione depositata dai consiglieri di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Bagno a Ripoli. Mozione che rappresentata un tentativo di schedatura dichiarata: una “etichettatura” diretta delle istituzioni scolastiche del territorio di Bagno a Ripoli. Goffo il tentativo, solo dopo le polemiche nate dal dibattito che ne è seguito, di ricondurre il tutto a semplice provocazione. Troppo semplice. In un momento così delicato come quello in cui stiamo vivendo, in cui i venti di fascismo tornano a soffiare, iniziative del genere lasciano spazio a timori più che fondati" dichiara Camilla Insom, Segretaria Generale CISL SCUOLA Firenze - Prato.

«La proposta di schedare le scuole in base a presunti orientamenti ideologici è grave e inaccettabile, perché introduce un clima di controllo e intimidazione estraneo alla cultura democratica e costituzionale del Paese. La scuola pubblica è luogo di libertà critica e formazione del pensiero, non oggetto di catalogazioni politiche. La storia italiana insegna che il fascismo ha mosso i primi passi proprio attraverso la stigmatizzazione e la classificazione delle coscienze. Per questo respingiamo con assoluta fermezza ogni iniziativa che, anche solo simbolicamente, richiami quelle pratiche e ne normalizzi la logica»:così la consigliera regionale Irene Galletti del Movimento 5 Stelle.

«La mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia per etichettare le scuole con marchi ideologici è un atto gravissimo, dal sapore autoritario. Schedare gli istituti in base a presunti orientamenti politici, culturali o valoriali significa colpire la libertà di insegnamento e intimidire docenti e dirigenti» dichiarano Alessia Zazzeri, responsabile provinciale settore scuola di Sinistra Italiana Firenze, e Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana Firenze «Non siamo di fronte a una semplice provocazione, ma a un disegno preciso: colpire l’autonomia scolastica, mettere sotto pressione docenti e dirigenti, insinuare che esistano scuole “da segnalare” perché promuovono inclusione, rispetto delle differenze, educazione affettiva, pluralismo culturale o libertà di pensiero. È un attacco diretto alla scuola pubblica come presidio democratico.

Ancora più grave è che tra le etichette si indichi l’antifascismo come un orientamento sospetto o divisivo: l’antifascismo non è un’opinione tra le altre, è il fondamento della nostra Repubblica e della Costituzione. Metterlo sul banco degli imputati significa mettere in discussione i principi su cui si regge il Paese. Esprimiamo piena solidarietà a tutto il personale scolastico e chiediamo a Fratelli d’Italia provinciale di chiarire se questa deriva rappresenti la linea di un partito che oggi governa una nazione nata da una Costituzione antifascista»

"I consiglieri di FdI se ne facciano una ragione: una scuola libera, democratica, laica, basata su valori come il ripudio della guerra, la condanna di crimini internazionali come il genocidio e il rifiuto di ogni discriminazione è senz’altro preferibile ad una scuola oppressa dalla propaganda fascista, militarista e bellicista, confessionale e oscurantista, tesa non a formare cittadini dotati di spirito critico, che fanno molta paura a chi governa, ma a modellare automi utili solo alla cieca obbedienza. Risulta quindi evidente la pretestuosità di una simile iniziativa e ci si domanda se il reale intento di queste mozioni provocatorie non sia quello di sollevare polveroni con fuffa inconsistente per distogliere l’attenzione dai veri attacchi portati alla nostra democrazia, non solo con i vari decreti sicurezza, ma anche e soprattutto con le riforme costituzionali, prima fra tutte quella riguardante l’ordinamento giudiziario sottoposta a referendum" interviene il Gruppo M5S di Bagno a Ripoli.