Scarpe toscane, come sta andando la vendita?
Lo scenario globale legato agli eventi internazionali è ancora caratterizzato da forti elementi di instabilità; il settore calzaturiero italiano continua a dimostrare una buona presenza e presidio dei mercati internazionali. A livello nazionale, il primo semestre si chiude con un fatturato a -2,3% e un export in flessione nei primi cinque mesi del -2,4%, ma con un saldo commerciale in crescita del +9,6%.
A livello regionale, nei primi sei mesi del 2026 in Toscana l’export in valore è risultato in calo del -1,3% sull’analogo periodo dell’anno precedente, attestandosi a 992,9 milioni di euro.
Le prime cinque destinazioni dell’export toscano, che coprono il 60,8% del totale, sono: USA (-6,3%), Francia (-5,8%), Paesi Bassi (+33,4%), Cina (-18%) e Germania (+9%).
In diminuzione del -11,5% l’export verso i mercati del Medio Oriente. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha registrato, tra industria e artigianato – secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda su dati Infocamere-Movimprese – un calo di -128 aziende, accompagnato da un saldo negativo di - 611 addetti rispetto a dicembre scorso. Sempre sul fronte del lavoro, le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del -40,8%, attestandosi a 3,1 milioni.
Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici, commenta lo scenario nazionale: “Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale. Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi.
Il saldo commerciale del comparto è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile. La tenuta del mercato UE e i primi indizi di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un'eccellenza del sistema manifatturiero nazionale”.
Sul mercato domestico nazionale – dove gli acquisti delle famiglie mostrano, nel primo semestre, un incremento di circa il 2%, sia in volume che in valore – i segnali più positivi arrivano dalle calzature donna che crescono del +4% sia in quantità che in spesa. In aumento anche le sportive e le sneakers (+1,5%) che rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva.