San Salvi, cosa prevede la rigenerazione

Redazione Nove da Firenze

Da ex manicomio e luogo di isolamento a nuovo distretto dell’inclusione, della cultura e dei servizi di prossimità. Il destino dell'area monumentale di San Salvi rappresenta una delle sfide di rigenerazione urbana più significative per la città di Firenze, nata con l'obiettivo fondamentale di restituire alla cittadinanza un immenso patrimonio storico e naturalistico, trasformandolo in un fulcro vitale per le politiche abitative e la tutela della salute territoriale.

Proprio per fare il punto su questo percorso di qualificazione, si è svolto questa mattina il sopralluogo congiunto della Commissione 3 (Urbanistica e Patrimonio) e della Commissione 4 (Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali) presso il complesso. All'ispezione sul campo, coordinata dall'Assessore al Patrimonio Dario Danti, ha partecipato anche la Commissione Territorio del Q2 insieme ai tecnici comunali e al Responsabile Unico del Progetto, l'ingegner Filippo Cioni. L’appuntamento ha permesso di verificare nel dettaglio l'avanzamento dei piani di intervento e il parallelo potenziamento dei servizi sanitari, smentendo con i fatti e con i dati reali le polemiche sollevate da alcune ricostruzioni da parte delle opposizioni.

Ricordiamo che nel dicembre 2024 con delibera di Giunta n.62/2025 è stata approvata la bozza del protocollo di Intesa poi sottoscritto da Comune ed Asl per definire le reciproche concessioni tra gli immobili dell’area di San Salvi e quelli di Viale Corsica.

In particolare, con questo protocollo, alcuni degli immobili all’interno di viale Corsica area ex-macelli sono concessi per permanenza e potenziamento di servizi della ASL (rafforzando il già presente il servizio di igiene urbana e veterinaria), con l’impegno della ASL a presentare un progetto di riqualificazione. La ASL invece concede al Comune di Firenze i padiglioni 33, 34, 35.

L’operazione di riqualificazione dei padiglioni 33, 34, 35 è poi rientrata fra le strategie selezionate dalla Regione Toscana per l’ammissione al programma FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale). L’intervento di riqualificazione riguarda anche il padiglione 37, già di proprietà del Comune. Si persegue così l’obiettivo del Piano operativo di un complessivo riassetto dell’area.

L’investimento complessivo sui quattro padiglioni è di 10 milioni di euro, di cui 8 complessivi dalla Regione Toscana e 2 milioni su fondi del Comune. Particolare attenzione verrà posta alla definizione di ulteriori punti di collegamento alla viabilità cittadina per migliorare le attuali condizioni di accessibilità dell’area.

La trasformazione complessiva dell'area di San Salvi si articola quindi su due fronti strettamente sinergici che integrano le funzioni di competenza comunale, sostenute dai Fondi Fesr, con quelle socio-sanitarie dell'Asl Toscana Centro, finanziate attraverso i fondi straordinari del Pnrr e del Piano nazionale per gli investimenti complementari. Sul versante comunale, il progetto prevede la nascita del Polo

dell’Housing e della Cultura attraverso un investimento da circa 17 milioni di euro destinato al recupero di ben 6.000 metri quadrati nei padiglioni 33, 34, 35 e 37. In questi spazi troveranno posto non solo alloggi di housing sociale e uno studentato, ma anche aree per il coworking, servizi di quartiere e attività culturali, il tutto completato da una nuova pista ciclabile interna interamente riconnessa al parco urbano. I dettagli di queste trasformazioni e il relativo cronoprogramma sono stati individuati dalla Delibera di Giunta n.400/2025 dello scorso 10 ottobre 2026, “Approvazione schema di accordo di Programma tra Regione Toscana e Comune di Firenze”: il prossimo step previsto è l’approvazione del progetto esecutivo entro il 2026.

Per tutti gli interventi previsti, tra cui l’housing sociale, l’avvio dei lavori è previsto a gennaio 2028 e l’apertura entro il 2029. Il quadro emerso dagli atti amministrativi approvati nell'ultimo periodo conferma il pieno rispetto delle procedure e alle tempistiche associate, a partire dal fronte comunale legato all’housing sociale.

Nel progetto è prevista la ricollocazione del centro di attività espressive La Tinaia che vedrà aumentata la superficie assegnata per collocare, oltre al laboratorio già presente, uno spazio espositivo e di apertura al pubblico per un totale di 1000 mq.

Particolarmente interessante sarà anche l’individuazione delle funzioni di pubblica utilità (attività di interesse sociale, culturale, ricreativo e punti di aggregazione giovanile) che saranno individuate in un'area di circa 550 mq ricavata in uno dei padiglioni oggetto di recupero: tra le ipotesi una ludoteca e spazi per giovani, ma i contenuti di dettaglio saranno definiti successivamente con il coinvolgimento del Quartiere 2.

A questa importante riqualificazione urbanistica si affianca appunto la creazione della nuova Piattaforma Sanitaria Pubblica gestita dall'Asl, un'operazione da oltre 5,7 milioni di euro che cambierà il volto di due storici padiglioni. Nello specifico, il padiglione 10 ospiterà la nuova Centrale Operativa Territoriale, una cabina di regia digitale all'avanguardia per la gestione della telemedicina, dell'assistenza domiciliare e del monitoraggio dei pazienti più fragili, mentre all'interno del padiglione 28 verranno realizzati i laboratori specialistici del Dipartimento di Prevenzione dedicati ad analisi complesse su biotossicologia, acque, alimenti, farmaci e cosmetici.

A margine del sopralluogo, il Presidente della Commissione 3 (Urbanistica e Patrimonio), Renzo Pampaloni, ha espresso grande soddisfazione per quanto rilevato sul campo: “Oggi abbiamo potuto toccare con mano l'avanzamento concreto di un progetto di rigenerazione di un tassello fondamentale della città che prevede la rigenerazione di 4 padiglioni (per una superficie complessiva di oltre 6000 mq) con la realizzazione di 30 appartamenti di social housing, destinate a dare un contributo al diritto dell’abitare in città, e l’inserimento di attività sociali e culturali per tutto il Quartiere che saranno ultimate entro il 2029. L’aggiornamento sulle procedure in corso e dei tempi previsti nel cronoprogramma procedono nel pieno rispetto dei tempi”.

Sulla stessa linea si è espresso anche il Presidente della Commissione 4 (Politiche sociali, salute e sanità), Edoardo Amato, che ha voluto sottolineare il valore sociale e sanitario dell'intera operazione: "San Salvi si candida a diventare un modello integrato di welfare urbano e protezione sociale. Accanto agli interventi di edilizia sociale del Comune, l'accelerazione impressa dall'Asl sui padiglioni sanitari – con l'appalto già assegnato per i laboratori di biotossicologia e la gara avviata per la Centrale Operativa Territoriale – porterà nel cuore del quartiere risposte reali alle persone fragili e strumenti avanzati di telemedicina. Questa è la sanità pubblica e di prossimità che realizziamo con i fatti, lasciando alle opposizioni le polemiche infondate”.

La forte connessione tra il piano strategico e la dimensione locale è stata infine rimarcata dal Presidente della Commissione Territorio del Quartiere 2, Tommaso Vecci, che ha evidenziato la centralità dell'area per la comunità locale: “San Salvi rappresenta un luogo simbolico per Firenze e per il Quartiere 2. Restituire vita ai suoi padiglioni significa investire nella cultura, nella socialità e nella qualità urbana, creando nuove opportunità di incontro e partecipazione per cittadini e associazioni. Il Quartiere conferma la propria piena disponibilità ad un coinvolgimento attivo nelle prossime scelte funzionali alla prosecuzione del progetto”.