Rifiuti: approvati i nuovi indirizzi per le convenzioni tra Ato

Redazione Nove da Firenze

Firenze –Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proroga degli indirizzi approvati con deliberazione del Consiglio regionale nel 2021 per la sottoscrizione di convenzioni tra le autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. 22 i voti a favore di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. 13 i voti contrari del consigliere di Cr Federico Eligi e dei gruppi di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

L’atto è stato illustrato all’Aula dal presidente della commissione Ambiente e Territorio

Gianni Lorenzetti (Pd), il quale ha spiegato che gli indirizzi avranno validità fino al 31 dicembre 2028.

L’Aula di palazzo del Pegaso ha anche votato un ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza, che impegna l’esecutivo regionale a trasmettere in tempi celeri alla competente commissione consiliare – previo coordinamento con le Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani –, un quadro aggiornato e organico degli investimenti programmati dalle medesime ATO, comprensivo delle relative priorità, tempistiche di attuazione e finalità perseguite, compresi gli obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti.

L’atto, inoltre, impegna la Giunta ad aggiornare la commissione, con cadenza trimestrale, sullo stato di avanzamento del percorso di predisposizione e approvazione dei Piani d'ambito, nonché sull'evoluzione degli investimenti programmati e dei procedimenti connessi all'impiantistica di economia circolare. Anche in questo caso 22 i voti a favore della maggioranza, mentre hanno votato contro il consigliere Eligi e Forza Italia. Fratelli d’Italia ha deciso invece per l’astensione.

La proroga è pensata per garantire la continuità della gestione dei rifiuti urbani in Toscana, attraverso la possibilità che i tre Ato regionali continuino a operare in un sistema di inter-ambito. Fino al 31 dicembre 2028 sarà possibile programmare i flussi dei rifiuti affrontando eventuali criticità impiantistiche, senza ricorrere a strumenti emergenziali, in un’ottica di reciprocità, collaborazione e solidarietà istituzionale tra i territori. Dovranno essere messe in atto tutte le iniziative necessarie per il raggiungimento dell’autosufficienza, in coerenza con le previsioni contenute nella pianificazione regionale, anche attraverso l’attuazione dei principi di efficienza nella gestione di rifiuti e rinnovabilità della materia, promuovendo la transizione verso un’economia circolare; l’autosufficienza dovrà essere comunque perseguita contemperando tale obiettivo con la razionalizzazione del sistema impiantistico in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica.

Le tariffe di accesso ai singoli impianti devono essere determinate nel rispetto delle disposizioni nazionali vigenti al fine di assicurare la regolazione, l’uniformità e la calmierazione dei costi.

Infatti, il Piano approvato nel 2025, ha detto Lorenzetti, “attua il principio di autosufficienza e prevede la possibilità di stipula di convenzioni inter-ambito; nelle more dell’approvazione dei nuovi piani ambito le tre Ato hanno riscontrato la necessità di fare nuove convenzioni, da stipulare entro 30 giugno 2026, come abbiamo appurato ascoltando i tre direttori in commissione”.

Le nuove convenzioni dovranno definire “le disponibilità di trattamento e smaltimento che gli impianti di gestione dei rifiuti dell’Ato di destinazione dei flussi porranno a disposizione”, per dare risposta alle necessità di altro Ato. Le nuove convenzioni inter-ambito dovranno definire anche le modalità con cui gli organi delle Ato determineranno annualmente i flussi di conferimento previsti. Dovranno essere sottoscritte entro il 30 giugno 2026 e costituiscono una modifica dei rispettivi piani di ambito.

A seguire, l’intervento dell’assessore regionale all’Ambiente David Barontini, il qualeha apportato ulteriori spiegazioni, partendo dal delineare il quadro entro cui l’atto si colloca. “Il piano regionale dei rifiuti individua un percorso chiaro. Entro il 2028 – ha ricordato – si devono completare le approvazioni dei piani di ambito e la parte relativa agli impianti. La scelta della data risponde quindi a una coerenza tecnica e programmatoria che consente di allineare le convenzioni con la piena operatività degli elementi strutturali, in un accompagnamento ordinato che assicura la continuità di servizio”.

L’assessore ha comunicato che per l’Ato Toscana Centro l’adozione del piano è prevista per settembre, per l’Ato Costa si è in attesa della calendarizzazione conclusiva del procedimento, per l’Ato Toscana Sud si prevede che l’iter concluso fine 2026. La Toscana intende affrontare in questo modo la gestione dei rifiuti come un sistema regionale integrato, a tutela della continuità del servizio pubblico, la sostenibilità ambientale, la certezza amministrativa e la tenuta economica del sistema.

Si tratta, nelle intenzioni, di uno strumento per garantire l’autosufficienza regionale nel suo complesso ed evitare situazioni di emergenza o criticità nella gestione degli impianti, senza vuoti normativi o interruzioni operative, in una fase come quella attuale che vede i nuovi Piani ambito dei tre Ato in corso di redazione.

Alessandro Capecchi (FdI) ha replicato che “non si tratta di una proroga, si tratta di nuovi indirizzi, perché la proroga il Consiglio non l’ha data entro il 31 dicembre 2025, quando avrebbe dovuto essere stata data. Un conto è fare una proroga, un conto è l’adozione di nuovi indirizzi che un Consiglio può eventualmente dare”. Secondo Capecchi “le convenzioni firmate sono illegittime. Dovete ammettere che il sistema dei rifiuti in Toscana non è in equilibrio dal 2016, quindi quando si è fatto riferimento a fatti contingenti ed eccezionali avete mentito sapendo di mentire, per cui alla fine qualcuno ha detto che sarebbe stato il caso di rifare gli indirizzi”.

In realtà, ha proseguito il consigliere, l’Ato Centro, ad esempio, non rispetta né prossimità né autosufficienza ed è evidente che “il piano dei rifiuti ha fatto flop, perché le Ato non sono in condizione di fare il piano di gestione entro 180 giorni, e allora allungate”. “Tutto questo – ha concluso – causa uno squilibrio dei costi, alla fine qualcuno paga le spese di questi camion che vanno avanti indietro. Abbiamo approvato un piano ma di fatto le Ato sono lasciate libere di fare come gli pare, anche in contrasto con le direttive europee”.

Secondo Claudio Gemelli (Fratelli d’Italia), la Toscana “non si può permettere una politica che non ha le idee chiare sui rifiuti, su che strada vuole prendere per gestirli. Io vi domando: siete davvero convinti che l’Ato Centro nel 2028 raggiungerà l’autosufficienza? Noi non abbiamo bisogno di nuovi indirizzi, ma di piani di ambito seri”. E ha proseguito: “Visto che avete sacrificato sull’altare degli accordi preelettorali la gestione dei rifiuti, volete continuare a mettere i rifiuti nelle discariche che continuate ad ampliare, o volete pensare a qualcosa che possa realmente portare all’autosufficienza? C’è chi con i nostri rifiuti continua a far soldi, altre Regioni, si arricchiscono producendo energia con i nostri rifiuti”.

Gemelli ha ricordato che in Toscana il 30 per cento dei rifiuti continua ad andare in discarica, contrariamente agli obiettivi dell’Agenda 2030: tre volte più del Veneto, cinque volte più dell’Emilia, dieci volte più della Lombardia.

Alessandro Tomasi (FdI), portavoce dell’opposizione, ha definito ironicamente la delibera “un capolavoro politico”, perché “non siete riusciti a fare una proroga, e la fate lo stesso riuscite contravvenendo a una legge che voi stessi avete approvato. Si deve partire con un piede diverso”. Tomasi ha calcolato che “con questa proroga circa mezzo milione di tonnellate di rifiuti saliranno su un camion per essere portati altrove o finiranno sottoterra nelle discariche o in un termovalorizzatore che funzionicchia. Questo i cittadini lo devono sapere. E tutto questo costa. L’aumento della Tari è dovuto all’incapacità di fare impianti e rendere autosufficiente l’Ato Centro, a non aver voluto fare il termovalorizzatore di Case Passerini”. In Toscana, ha concluso il portavoce, gli impianti non si fanno e molti di quelli esistenti vengono presi in gestione.

Per Massimiliano Ghimenti (Avs) “molto spesso si parla di procedure, ma si deve stare sul merito delle questioni. È semplice buttare la palla in calcio d’angolo, la situazione è questa e dobbiamo uscirne. Purtroppo, gli impianti hanno bisogno di attente valutazioni e richiedono tempo per essere realizzati”. Piuttosto, ha proseguito il consigliere, c’è un tema che non è mai stato citato dalle opposizioni: la necessità di portare avanti politiche per la riduzione dei rifiuti.

“Parlate solo di impianti – ha detto –, invece si deve lavorare anche culturalmente sulla riduzione della produzione dei rifiuti. Noi chiediamo fortemente questo nuovo approccio”. Infine, ha aggiunto Ghimenti, “non è accettabile dire che le bollette aumentano per la mancata autosufficienza, a questo possiamo addebitare non più del due o tre per cento di aumento. Il resto viene da altre cause: per esempio i gestori hanno stabilito che i costi degli impianti devono essere scaricati al 100 per cento in bolletta, non si ricorre agli utili come un tempo.

Poi, ad esempio, un gestore ha calcolato l’inflazione anche sul costo del personale, che però non ha visto aumentare gli stipendi. La vera questione è che siamo andati verso una privatizzazione, e questo sì che ha inciso e incide tanto sui costi”.

Diego Petrucci (FdI) non ha dubbi: “Non si può salvare il mondo né con i tappi attaccati alle bottigliette di plastica, né con il porta a porta”. “Noi vogliamo impianti, impianti, impianti”, poiché la questione non è tanto come si raccoglie, ma come si differenzia. Da qui l’invito ad abbandonare una “politica scellerata e vetero-ambientalista” che ha fatto aumentare i costi dei rifiuti per i cittadini e trasformato le città, in particolare i centri storici, in latrine a cielo aperto. Quindi realizzare impianti in accordo con i comuni, per non rischiare di trascorrere anche questa legislatura senza risultati. “Il rifiuto non va visto come un problema ma come un’opportunità – ha concluso – basti vedere cosa sono riusciti a fare a Peccioli; la politica dei rifiuti in Europa e in molte parti d’Italia crea posti di lavoro, produce energia e realizza economia circolare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Gabriele Veneri (FdI), che ha sposato pienamente il pensiero del collega Petrucci: “Impianti, impianti, impianti”, nella consapevolezza che in una società consumistica come la nostra non possa bastare l’educazione per diminuire i rifiuti. La Toscana, secondo il consigliere, non può continuare ad esportare rifiuti, alimentando il rischio di insediamenti mafiosi sul territorio; “basti pensare al Keu ed ai danni ai cittadini che ancora non conosciamo”. Secondo il consigliere, che ha invitato a visitare l’impianto del proprio territorio, “le soluzioni ci sono, gli impianti si possono realizzare e bisogna finirla di girare attorno al problema: imprimete una svolta – ha concluso – per risolvere definitivamente la questione rifiuti”.

Di “tema strategico e serio, di una delle più grandi scelte della nostra Regione, legata alla sostenibilità, quindi al Piano dell’economia circolare, ha parlato Francesco Casini (Cr), definendo “buono” il dibattito sul tema, che ha impegnato l’Aula di palazzo del Pegaso. L’autosufficienza impiantistica secondo il consigliere va raggiunta, anche se non è un percorso rapido, ma richiede scelte adeguate e chiare strategie. Ed è in questo contesto che si inserisce il voto di proroga delle convenzioni fino al 31 dicembre 2028, per dare continuità ed equilibrio gestionale, non per rallentare la realizzazione degli impianti. Un lavoro rafforzato anche dall’ordine del giorno, per poter monitorare tutta la fase impiantistica.

Luca Rossi Romanelli (M5S), dopo essersi espresso favorevolmente sia sulla delibera che sull’ordine del giorno collegato, ha commentato come per i rifiuti sia fondamentale la sua riduzione. Il tutto da inserire nel quadro di economia circolare, dove trova spazio anche la bottiglietta ed il suo tappo. “È da venti anni che siamo irrisi sul tema della decrescita felice – ha affermato – tutto ci porta ad affrontare un cambio di stile di vita, con la Regione che può attivamente intervenire, trasformando le filiere da economiche in eco-economiche, e noi seguiremo con attenzione lo sviluppo dei prossimi mesi”.

Marco Guidi (FdI) ha riportato la discussione sulla delibera nell’ambito del suo percorso, ricordando l’audizione del direttore dell’Ato Toscana centro, sull’autosufficienza da raggiungere nel giro di 7/8 anni. “Richiedere una proroga significa certificare un fallimento”, ha affermato il consigliere, che ha chiesto alla Giunta quale sia la linea delle politiche sui rifiuti in Toscana. Sul fronte dell’ordine del giorno, rivolgendosi al presidente Lorenzetti, Guidi ha parlato di “commissariamento” della commissione Ambiente, che dovrà essere informata solo trimestralmente sulle Ato, quando invece è una prerogativa della stessa richiedere e seguire tutti i percorsi.

Di diverso avviso Simone Bezzini (Pd): “Chiedere di relazionare in commissione significa certificare la funzione di indirizzo e di controllo della stessa”, ha sottolineato, iniziando il proprio intervento con un ringraziamento al presidente Lorenzetti e all’assessore regionale Barontini per il lavoro svolto. “Vengo da una provincia che ha raggiunto l’autosufficienza a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e mi ricordo che contrari agli impianti erano le forze di destra”, ha affermato il capogruppo del Partico democratico, invitando a riflettere sullo “snodo” attuale, che riguarda una prospettiva di sviluppo, tra localizzazioni, ricerca e innovazione. Sul fronte degli indicatori nella gestione dei rifiuti, rispetto alle altre regioni, la Toscana si colloca sopra la media; “dobbiamo comunque tendere al meglio e dare concretezza alle scelte strategiche”, ha concluso.

Durante il suo intervento il consigliere di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai ha prima chiarito un aspetto: “Ci chiamate in causa sulla gestioni dei rifiuti in Regione ma dovete spiegarci in quali casi il centrodestra si è opposto”. Poi il consigliere Cellai ha portato l’attenzione sulla questione di Firenze. “Alia aveva in mano l’autorizzazione per fare il termovalorizzatore e chi l’ha bloccato? Non certo la destra, ma il Consiglio di Stato perché mancavano una serie di mitigazioni ambientali, tra cui il famosissimo parco della Piana.

Un progetto che non è andato avanti per tanti veti incrociati che hanno fatto comodo. Alia ha anche spostato la sua sede operativa. A Firenze c’è stato un grande dibattito e il sindaco Nardella è rimasto da solo a portare avanti l’idea del termovalorizzatore. Io oggi vedo che c’è un blocco della maggioranza non convinto di fare più di quello che c’è già. Firenze se la prende la responsabilità di quello che deve fare, questa è la vera domanda. Nella campagna elettorale delle Regionali del 2020 il presidente Giani voleva con forza il termovalorizzatore, poi si è convertito sulla via dell’economia circolare.

Avete avuto il mandato dei cittadini per andare avanti, non ragioniamo sulle colpe di chi ha governato, ma cerchiamo di essere più concreti”.

Il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha prima annunciato l’astensione sull’ordine del giorno presentato dalla maggioranza e poi ha aggiunto. “Ci mancherebbe altro che i consiglieri regionali dopo aver votato l’ennesima proroga fino al 2028 non venissero relazionati costantemente sull’avanzamento del piano d’ambito e se vengono fatti degli impianti. Io vorrei che nelle relazioni ci fosse un altro dato. Vorremmo sapere quanto costerà di più questo servizio ai cittadini toscani.

La riduzione dei rifiuti va imposta, la questione culturale non basta, servono normative più stringenti che vanno imposte”. “L’aumento dei costi – ha proseguito – dipende da tante cose, ma ditelo che c’è una parte di questi costi crescenti che è causa di chi ha governato finora, dalla mancanza delle scelte e di un Piano. Così verrà aumentata una tariffa che è già una delle più alte d’Italia. Noi vorremmo capire il trasporto dei rifiuti dall’Ato Centro agli altri Ato quanto costerà.

Noi vigileremo con tutti i mezzi che abbiamo, se questi impegni verranno rispettati. Io non ci credo ci vedremo tra tre mesi e vedremo in commissione i risultati”.

Il consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli ha parlato di un contenuto dell’ordine del giorno “astrattamente condivisibile”. E poi ha aggiunto: “Vorrei ricordare che è un dovere dell’assessore competente venire a riferire in Commissione con cadenza trimestrale sul percorso dei piani di ambito, ma questo non è sufficiente, il presidente della Commissione può convocare l’assessore quando vuole e verrà a riferire e non serve un ordine del giorno per questo. Si tratta di cose già previste nel Piano dei rifiuti. Il tema, serio, è che nel 2028, nonostante quello che ci avete raccontato, saremo di nuovo a votare un’altra proroga a questi indirizzi delle convenzioni anche se assessore verrà a riferirci trimestralmente”.

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi ha annunciato voto a favore e parlato di un ordine del giorno che “chiede cose sacrosante e dimostra un’attenzione politica sul tema da parte della maggioranza per lo sviluppo del Piano regionale e dei tre Piani di ambito. C’è un elemento su cui fare una riflessione e su cui non possiamo permetterci di essere superficiali. Nella nostra discussione stiamo trattando solo di impianti che trattato la frazione che va nella raccolta indifferenziata.

Nella Regione non è sfuggito a nessuno che ci sia stato negli ultimi anni un aumento della raccolta differenziata. Ma un aumento che non ha portato dietro di sé una corretta pianificazione e realizzazione degli impianti per affrontare quelle frazioni differenziate di rifiuti. Da un punto di vista economico incide molto di meno il costo della raccolta indifferenziata sulle tariffe, quello che incide di più è la capacità di affrontare le grandi raccolte differenziate. Dobbiamo ragionare sugli impianti a tutto tondo e non parlare solo di inceneritori e discariche”.

Il consigliere di Casa riformista Federico Eligi ha invece dichiarato voto contrario all’ordine del giorno, “proprio perché sono favorevole alla realizzazione del Piano”. “Penso – ha spiegato – che questo atto sia incoerente con quello che il Piano prevede. Così perderemo un’occasione. Chiedere alla Regione di assumersi una responsabilità e ce lo chiedono gli Ato che sono i soggetti che avrebbero dovuto prima di noi assumersi le responsabilità, facendo delle scelte, che non hanno fatto e che chiedono adesso a noi di fare credo che sia un errore e credo che pagheremo noi questo prezzo.

Prima di dare copertura a una fase transitoria difficile che condanna un territorio di questa Regione a sobbarcarsi tutto e pagare il prezzo più alto, perché sappiamo benissimo dove andranno le 130mila tonnellate di rifiuti che Firenze e la parte centrale della Toscana producono, questa sarebbe stata l’occasione per dire, noi ce la prendiamo questa responsabilità, ma prima lo faccia il soggetto indicato dalla normativa vigente”.

Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Massimiliano Ghimenti ha voluto sottolineare come “l’ordine del giorno porti la firma di tutti i capigruppo della maggioranza. Non ho preso una posizione di chiusura rispetto agli impianti, ma vogliamo capire quali sono le richieste pervenute, quali sono gli impianti, qual è lo stato autorizzativo, quali sono le caratteristiche che portano. Perché ha ragione il collega Falchi a dire che c’è un grande problema sulla gestione degli impianti sulla differenziata.

Il dato della percentuale di differenziazione che diamo ai cittadini non corrisponde a quanto effettivamente viene recuperato per la mancanza di impianti adeguati. Questi impianti a noi vanno benissimo. Sugli impianti, visto che a pagarli fino all’ultimo euro sono sempre i cittadini noi diciamo, vediamo quali sono necessari. Io – ha concluso il suo intervento il consigliere Ghimenti – vi chiedo di ragionare bene nell’ottica solidaristica perché se chiude la discarica di Peccioli ad andare in difficoltà sarà anche la Ato Toscana Costa.

Non si stanno facendo favori ad alcune zone, ma è un tema che ci riguarda tutti”.

Approvato l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, è intervenuto nelle dichiarazioni di voto sulla proposta di delibera per Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi: “Oggi questo atto certifica ancora una volta che alcune delle nostre Ato, in particolare l’Ato Centro, non sono e non saranno ancora per molto tempo strutturalmente in grado di rispettare la legge che prevede i principi di prossimità e autosufficienza. Siamo di fronte a un Piano che non dà le giuste direttive anche sulla localizzazione degli impianti.

Le Ato – ha aggiunto il consigliere Capecchi – ad oggi non sono in grado e non hanno le risorse per fare i Piani. Conseguentemente continuano a pagare sempre gli stessi territori. Nell’incapacità di una programmazione diversa con una localizzazione più equa degli impianti continuano a pagare i cittadini di quelle zone in cui sciaguratamente si sono visti collocare negli anni vecchi inceneritori e discariche che nel piano avete deciso di trasformare da rifiuti speciali a ordinari. Quanto dovrà continuare a pagare la provincia di Pistoia per la vostra incapacità politica.

Non siete stati in grado di gestire correttamente lo smaltimento dei rifiuti generando un aumento dei costi che sono andati a carico delle imprese e delle famiglie”.