Ricordato il 59° anniversario del gemellaggio Firenze – Kyiv
“Il 27 luglio del 1967, nella capitale ucraina venne firmato il Patto di gemellaggio dal Sindaco Piero Bargellini e dal Presidente del Comitato esecutivo del Soviet urbano dei Deputati dei Lavoratori di Kiev, Mikhail Burka.
Il patto, controfirmato poi a Firenze nel marzo 1968, suggellava il rapporto di fratellanza tra le due città, a testimonianza del soccorso concreto di Kiev in seguito all’alluvione del ’66.
Da allora, da 60 anni, Firenze e Kiev sono sorelle. Lo hanno dimostrato i loro amministratori – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Cosimo guccione – incontrandosi ripetutamente negli anni, mentre il tempo passava, mentre l’Europa contemporanea prendeva forma e tra i paesi che la compongono i cittadini, i giovani, i lavoratori iniziano a muoversi sempre di più, prima a ovest, poi anche nell’ex blocco sovietico.
Solo per ripercorrere alcune tra le tappe più recenti di questo percorso.
Nel marzo di quest’anno, come sapete, la Sindaca Funaro ha conferito le Chiavi della Città al Sindaco della Città di Kiev, Vitali Klitschko, nella Sala degli Elementi.
Nel febbraio del 2024 il Sindaco Dario Nardella inaugurò qui nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la Mostra fotografica “Firenze - Kyiv e ritorno” del fotografo Massimo Listri. L’evento voleva proprio celebrare il gemellaggio fra le due città, e lanciare un profondo messaggio di pace e vicinanza tra le due comunità.
Più delegazioni delle istituzioni ucraine negli anni sono state accolte dai Sindaci Nardella e Funaro.
Anche il Consiglio comunale è stato protagonista di questi scambi, con l’incontro del Presidente Luca Milani – nel novembre 2023 – con Oleksandra Romantsova, Direttrice Esecutiva del Centro per le libertà civili di Kiev (ONG premiata con il Premio Nobel per la Pace 2022).
Nel 2022 il Sindaco Nardella è stato in visita ufficiale a Kiev dove ha incontrato il sindaco Klitschko e il Presidente Zelensky, rinnovando la vicinanza della di Firenze a Kiev e a tutta l’Ucraina in uno dei momenti più tragici della sua storia.
Vicinanza testimoniata da tutta la comunità cittadina scesa in piazza il 12 marzo di quello stesso anno, a poche settimane dall’invasione russa, in occasione dell’iniziativa “Le città con l’Ucraina”, che ha reso Firenze un punto di riferimento per le mobilitazioni nazionali ed europee contro la guerra.
Pochi giorni dopo il sindaco Klitschko è intervenuto in collegamento video davanti al nostro Consiglio Comunale, portando la voce di Kiev nel cuore della nostra istituzione democratica.
Nel corso degli anni, il legame tra le nostre città si è arricchito grazie a scambi culturali e diplomatici, visite ufficiali, collaborazioni all'interno di reti europee e doni simbolici che testimoniano un’amicizia concreta.
Nella notte tra sabato e domenica scorsa l’esercito russo ha lanciato contro Kiev 40 missili e più di 120 droni: è il più grande attacco missilistico contro Kiev dall’inizio della guerra, e il terzo grosso bombardamento nel giro di poco più di un mese. È stata uccisa una persona e ci sono stati incendi molto estesi in edifici residenziali, uffici, magazzini industriali e in un dormitorio. È stata attaccata anche Kharkiv: sono state uccise 3 persone.
Su un giornale online ho visto una foto di un’auto bruciata in mezzo a delle palazzine basse, a Kiev, la settimana scorsa, sullo sfondo quello che era un cortile con un albero nel mezzo, una casa con delle finestre aperte come ferite, senza più vetri, con brandelli di infissi, spalancate su balconi spezzati.
Ho pensato, sembra esattamente il retro di casa mia.
Poi ho pensato a un’altra macchina distrutta, che avevo visto, come molti di noi hanno visto, nelle cronache dell’alluvione del ‘66. Eccole qui, alle mie spalle, affiancate.
Due città ferite.
Nel 1966 potevamo pensare che la ‘colpa’ fosse della natura fuori controllo, oggi sappiamo che le attività umane sono alla base del cambiamento climatico che arroventa le nostre città, che sconvolge gli equilibri del pianeta.
Due immagini di due momenti di crisi acuta. Per noi più circoscritto nel tempo e con un numero minore di vittime, ma le cui conseguenze hanno lasciato strascichi per anni se non per sempre, per le famiglie in lutto, nel patrimonio storico e artistico di una città che ha scoperto di essere fragile ma che si è anche sentita abbracciata da tante parti del mondo, da tante altre città, come Kiev.
Oggi tocca a noi far sentire la nostra vicinanza, attraverso la nostra voce di consigliere e consiglieri comunali, attraverso le sollecitazioni che quest’assemblea democratica può fare, anche rivolta alle istituzioni nazionali ed extra nazionali, perché la voce di Firenze può essere forte.
Perché Firenze – ha concluso il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione – ha una responsabilità, quella di una comunità che da secoli è un faro di civiltà, che come un faro può illuminare la tragedie del presente e chiederne conto alla comunità e alle istituzioni internazionali, europee e non solo.
Oggi Firenze abbraccia Kiev, confidando di vedere presto, prima possibile, le sue ferite rimarginate, le persone percorrere le sue strade senza temere l’attacco di un missile, o di un drone, di rivedere in quei cortili giocare i bambini”.