Quando si capirà che la sicurezza viene al primo posto?

Redazione Nove da Firenze

 Questa mattina al cantiere di via Lucchese a Sesto Fiorentino si è tenuto un presidio in occasione dello sciopero provinciale di un’ora a fine turno indetto da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Lo stesso luogo dove la scorsa settimana si è verificato un infortunio mortale.

Una mobilitazione per dire che la sicurezza non è un costo e che la vita dei lavoratori non è negoziabile. Nei cantieri si continua a morire e a subire infortuni gravi. Una strage che non può essere accettata né liquidata come fatalità.

I sindacati chiedono più sicurezza in tutti i cantieri, il rispetto rigoroso delle norme, piena regolarità di lavoro e contratti, più controlli contro il lavoro nero e maggiori tutele per i familiari delle vittime. Il diritto fondamentale è tornare a casa dal lavoro.

"La vita non può essere sacrificata per profitto e tempi di consegna", si legge nel comunicato. Servono investimenti in prevenzione, formazione, controlli e organizzazione. La sicurezza deve essere priorità per imprese, committenti e istituzioni.

Luca Vomero, Feneal Uil Firenze, sottolinea l’urgenza di fare la propria parte a partire dagli ispettori e di investire sulla formazione. Nel settore edile fiorentino oltre la metà degli iscritti alla Cassa Edile sono stranieri. Per questo è centrale la conoscenza dell’italiano: l’ultimo Accordo Stato-Regioni prevede una certificazione proprio per rendere la formazione efficace. Vomero ricorda anche il sostegno economico della Cassa Edile alle famiglie delle vittime.

Stefano Tesi, Filca Cisl Firenze, parla di emergenza: "Dopo via Mariti pensavamo di non raccontare più storie così. Invece è morto un altro ragazzo". Nei giorni scorsi il volantinaggio nei cantieri ha trovato grande sensibilità. La cultura della sicurezza deve diventare pratica quotidiana, non solo norme.

Giulia Bartoli, Fillea Cgil Firenze, ricorda che è il secondo edile morto in provincia dall’inizio dell’anno. Non c’è inversione di tendenza. La patente a crediti non ha migliorato la qualificazione delle imprese. Nel cantiere di via Lucchese erano presenti 18 aziende, molte non iscritte alla Cassa Edile. Serve più regolarità e giustizia rapida per i familiari.