Preoccupazione in Mugello: Toscana prima con ha 1,2 milioni di foreste

Redazione Nove da Firenze

La Toscana è stretta nella morsa del caldo e degli incendi. E' bruciato il bosco del Mugello dove dalla tarda sera di domenica il servizio regionale antincendio ha lavorato con gli elicotteri in località La Colla nel comune di Vicchio. Sono stati già oltre 40 i roghi divampati nel mese di giugno nella regione più boscosa d’Italia (1,2 milioni di ettari di foreste) con un incremento del 13% rispetto allo scorso anno (+40% negli ultimi cinque anni secondo i dati della Regione Toscana). Il conto, da qui alla fine dell’estate, rischia di essere pesante considerando la nuova ondata di calore che si sta per abbattere sul nostro Paese con temperature anche superiori di 7 gradi rispetto alla media stagionale. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Toscana che ricorda il divieto assoluto di abbruciamenti fino al prossimo 31 agosto 2026.

“I cambiamenti climatici hanno già oggi un impatto notevole sulla nostra vita ed ancora di più lo avranno sul nostro futuro. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – Ad oggi le misure e gli investimenti messi in campo sono insufficienti per affrontare ciò che ci aspetta. Il patrimonio boschivo, che custodisce una buona parte della biodiversità, è tra gli ecosistemi più fragili ed in pericolo. Lo stato di abbandono di gran parte dei nostri boschi aumenta esponenzialmente il rischio di incendi mentre una gestione attiva del patrimonio forestale rappresenterebbe uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Ogni ettaro di bosco perso significa meno capacità di assorbire CO?, minore tutela del suolo, maggiore esposizione al dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità e un territorio più vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici”.

I modelli previsionali climatici sono molto chiari. Farà sempre più caldo e questo caldo sarà sempre più prolungato ed intenso. Secondo il Lamma entro il 2050 le condizioni cambieranno profondamente. Uno scenario che, unito alla presenza di vegetazione secca, scarsità di piogge e vento, è destinato a favorire, senza i dovuti accorgimenti e investimenti, la propagazione degli incendi. Oltre all’afa, la diffusione dei roghi è facilitata anche – ricorda Coldiretti Toscana -, dalla gestione ancora insufficiente del patrimonio forestale.

Ogni anno le fiamme devastano centinaia di ettari di bosco, provocando pesanti conseguenze sul piano ambientale ed economico. Oltre 250 ettari solo nell’ultima stagione.Secondo le stime di Coldiretti, ogni ettaro andato in fumo comporta un costo superiore ai 10 mila euro tra operazioni di spegnimento, bonifica e ripristino delle aree colpite. Ai danni diretti si aggiungono quelli per le attività economiche del territorio, il turismo e la biodiversità, con la perdita di preziose superfici verdi.

Accanto agli effetti dei cambiamenti climatici, resta determinante il fattore umano: circa sei incendi su dieci hanno origine dolosa. Da qui la necessità di rafforzare il presidio del territorio garantito dalle imprese agricole, che soprattutto nelle aree interne svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico.