Poker Viola in Coppa Italia
Il debutto nei trentaduesimi di Coppa Italia non è stato il classico match estivo dai ritmi compassati, ma una dichiarazione d'intenti della nuova Fiorentina targata Fabio Grosso. Il 4-1 finale rifilato al Benevento è una prova di forza che trasforma la naturale curiosità per il nuovo ciclo tecnico in un entusiasmo travolgente. Non è solo il passaggio del turno ad attirare l'attenzione, ma la ferocia con cui la squadra ha approcciato la gara, archiviando la pratica con una fluidità di manovra sorprendente per metà agosto.
Vedere i nuovi pilastri dell'attacco integrarsi senza tempi di latenza è il miglior biglietto da visita per la strategia di mercato viola. Albert Gudmundsson ha impiegato appena 120 secondi per sbloccare la gara e segnare il suo primo gol ufficiale, seguito al 35' dal raddoppio di Moise Kean. La capacità di Kean di attaccare la profondità e la qualità di Gudmundsson nello stretto hanno mandato in tilt la retroguardia campana, confermando che il talento offensivo è già "sintonizzato" sulle frequenze di Grosso.
Il momento chiave della sfida è stato il "killer instinct" mostrato al rientro dagli spogliatoi. In un blitz di soli due minuti, tra il 48' e il 50', la Fiorentina ha letteralmente ucciso la partita, portando il tabellino sul 4-0 prima che Lamesta (55') trovasse il gol della bandiera per il Benevento. Questo passaggio evidenzia l'importanza di una rosa "totale" dove anche i difensori e i nuovi innesti a centrocampo diventano terminali offensivi. La rete di Ndour, in particolare, è un segnale di profondità della rosa: avere giovani capaci di inserirsi subito nel tabellino garantisce a Grosso alternative di spessore durante l'arco della stagione.
Dietro la pioggia di gol, la Fiorentina ha mostrato una struttura solida. De Gea tra i pali ha trasmesso sicurezza a un reparto guidato con autorità da Radu Dragusin. La retroguardia ha tenuto bene il campo, concedendo pochissimo oltre alla fiammata di Lamesta. Interessante anche la gestione delle forze operata da Grosso: al minuto 87', il tecnico ha richiamato in panchina proprio Dragusin per concedere minuti a Pongracic, un cambio che sottolinea la volontà di mantenere alta la competizione interna in ogni zona del campo.
Dalle prime indicazioni tattiche emerge una Fiorentina che ha già metabolizzato il passaggio dal "calcio parlato" ai fatti del campo. Grosso sta integrando i nuovi elementi con un mix ragionato:
- I nuovi pilastri: Giocatori come Joao Mario, Fagioli e Brescianini sono stati lanciati subito per dare ordine e sostanza alla manovra.
- Le scommesse tattiche: L'inserimento di profili giovani come Atta e Valdepenas dimostra il coraggio del tecnico nel voler plasmare un'identità fresca e dinamica.
La capacità di segnare 4 gol in 50 minuti non è un caso, ma il frutto di un'aggressione costante degli spazi che sembra essere il vero marchio di fabbrica di questa nuova gestione.
Il dato più impressionante della giornata arriva però dagli uffici del club. Proprio il 14 agosto, nel cuore delle vacanze estive, la società ha confermato che la "Campagna Abbonamenti 2026/27" è ormai "Almost Sold Out". È una risposta di amore incondizionato che sfida il caldo e il periodo feriale: i risultati del campo non fanno che alimentare questa scintilla, confermando che Firenze ha una voglia matta di vivere da protagonista questo nuovo ciclo.
"Sentire l'energia dei nostri tifosi in una notte così calda è stato speciale. Per noi era fondamentale partire forte e dimostrare subito di essere un gruppo unito, pronto a lottare su ogni pallone per onorare questa maglia in un anno così importante." ha dichiarato al termine Radu Dragusin.