Nuovo percorso archeologico del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi

Redazione Nove da Firenze

Pistoia, 15 luglio 2026 – Sulle principali piattaforme streaming e sul sito di Pistoia Musei (www.pistoiamusei.it) da oggi mercoledì 15 luglio 2026 sono pubblicati i primi due episodi del podcast Il sopra e il sotto. Un viaggio nell’archeologia che viviamo.

Il podcast di Fondazione Pistoia Musei, in quattro puntate di circa mezz’ora l’una, è realizzato con il contributo scientifico di Monica Preti e Cristina Taddei, rispettivamente direttrice generale e conservatrice archeologa di Fondazione Pistoia Musei, ed è ideato e prodotto da Ilaria Gadenz.

Il progetto nasce in occasione dell’apertura del nuovo percorso archeologico del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi, inaugurato a dicembre del 2025 dopo un approfondito intervento di restauro e riallestimento, curato da Fondazione Pistoia Musei e sostenuto da Fondazione Caript. Grazie a questo intervento gli spazi sotterranei del Palazzo sono di nuovo fruibili in un allestimento completamente rinnovato ampliando in modo significativo l’offerta museale.

Il podcast prende il via dal primo grande intervento di restauro effettuato negli anni Settanta del secolo scorso, in un racconto che si sviluppa fino ai giorni nostri. La narrazione si avvale delle testimonianze di vari esperti: Francesca Anichini, docente di archeologia moderna e contemporanea dell’Università di Pisa; Chiara Bonacchi, Senior Lecturer in Heritage dell’Università di Edimburgo; Tiziano Bonini, docente dell’Università di Siena, sociologo dei media; Francesca Grassi, archeologa medievista; Claudio Rosati, storico e museologo; Cristina Taddei, conservatrice archeologa di Fondazione Pistoia Musei; Guido Vannini, professore emerito di archeologia medievale dell’Università di Firenze.

Nella prima puntata è ripercorsa la genesi delle indagini archeologiche, avviate a seguito della scoperta di un cippo etrusco durante il restauro del palazzo promosso dall’allora Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. A lavorarvi un gruppo di giovani archeologi all’inizio della propria carriera che trasformò il cantiere in un vero e proprio laboratorio di ricerca, mettendosi alla prova in un'esperienza destinata a segnare il loro futuro. Per molti di loro, infatti, quell'impresa pistoiese rappresentò l'inizio di importanti percorsi accademici. Guardando oggi a quegli esordi con affetto e ironia, Guido Vannini ricorda quei giovani archeologi usando l’espressione che dà il titolo alla puntata: Scappati di casa.

Il secondo episodio, La terra racconta, è incentrato su come si legge una stratificazione, cosa sono i testimoni di scavo e perché tutto questo – il modo in cui si scava e cosa si decide di conservare ed esporre – ha a che fare con l’uso pubblico del passato. È la storia di un cambio di paradigma nella ricerca archeologica: il terreno da rimuovere smette di essere un ingombro da eliminare e diventa archivio da leggere.

Le voci delle cose, cioè il terzo capitolo che sarà online da mercoledì 22 luglio, ricostruisce come ogni manufatto abbia una propria biografia attraverso la quale è possibile ripercorrere vicende complesse che vanno dall’antichità ai giorni nostri, intrecciando rotte commerciali, reti di scambi, migrazioni, mutamenti sociali.

Mercoledì 29 luglio, la puntata Archeologia del presente concluderà la narrazione volgendo lo sguardo all’attualità. L’archeologia si occupa anche dei resti lasciati dal nostro tempo, imbattendosi in microplastiche, server, cavi sottomarini, smartphone abbandonati. L'archeologia diventa così uno strumento per leggere il presente e interrogare il nostro modello di sviluppo, invitandoci a riflettere su ciò che resterà di noi.