'Montedomini: stop al monopolio del potere'
"Il compito di questa Commissione non sia semplicemente quello di verbalizzare ciò che non va o di rincorrere l'ennesima cronaca giudiziaria o giornalistica.
Il nostro dovere, come opposizione e come rappresentanti dei cittadini, è andare alla radice dei problemi. E la radice dei problemi, a Firenze, ha un nome e un cognome ben precisi: è la sindrome dell’occupazione permanente delle istituzioni".
Dichiarazioni del consigliere del gruppo misto - Noi Moderati Luca Santarelli, che prosegue:
*Ciò che sta emergendo oggi attorno alla galassia Montedomini non è un fulmine a ciel sereno. Non è un incidente di percorso, non è la "mela marcia" capitata per caso.
È il frutto maturo di un modello gestionale e politico che questa città subisce da decenni.Ieri era il settore dell'urbanistica e delle licenze edilizie, oggi è il settore del welfare, dell'assistenza agli anziani e ai più fragili (con un sottofondo di urbanistica) dello scandalo Montedomini.
Cambiano i settori, cambiano i protagonisti, ma il metodo del PD fiorentino resta tragicamente lo stesso: considerare le partecipate, le fondazioni, le ASP e i corpi intermedi della città non come beni comuni da amministrare con terzietà, ma come una propria riserva di caccia, una camera di compensazione per correnti interne e un paracadute per nomine politiche.Si è strutturato negli anni un vero e proprio sistema di revolving doors, di porte girevoli: chi esce dalla porta della politica o del Consiglio comunale rientra il giorno dopo dalla finestra del consiglio di amministrazione di una partecipata, di un comitato scientifico o di un ente assistenziale.
Ma quando chi deve controllare condivide la stessa tessera, la stessa filiera di potere e gli stessi riferimenti politici di chi viene controllato, la trasparenza diventa un'illusione.
Si crea un clima di auto-assoluzione incrociata in cui le anomalie vengono minimizzate e le segnalazioni finiscono nei cassetti.
I cittadini fiorentini meritano risposte chiare. E per questo, come opposizione, non ci limitiamo alla denuncia, ma pretendiamo atti concreti e formali.
In questa sede chiedo (richiesta che renderò ufficiale tramite i canali preposti):
Un Audit esterno e indipendente su tutta la governance di Montedomini e delle sue controllate, per verificare l'effettiva aderenza delle nomine ai criteri di competenza e terzietà, e non di mera appartenenza politica.
L'introduzione immediata di Regole ferree contro le "Porte Girevoli" (Cooling-off period): un regolamento comunale che preveda un periodo di rispetto di almeno due o tre anni prima che chi ha ricoperto cariche politiche o amministrative locali possa accedere a ruoli di vertice in enti, fondazioni e partecipate del Comune.
La calendarizzazione immediata dell'audizione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell'ente e dei componenti del Collegio dei Revisori, per chiarire quali flussi informativi siano mancati e perché i campanelli d'allarme non abbiano funzionato.
Firenze non è una proprietà privata del Partito Democratico. Montedomini e le grandi istituzioni di questa città appartengono ai fiorentini, ai nonni che vi sono ospitati e ai lavoratori che ogni giorno con dedizionemandano avanti i servizi.
È ora di spezzare questa catena di comando e di restituire a questa città istituzioni di vetro... trasparenti", conclude Santarelli.