Marco Giorgetti sostituito a Firenze, prescelto in Regione

Redazione Nove da Firenze

Sarà Marco Giorgetti, ex dg del Teatro della Toscana ed attuale direttore del Teatro Stabile di Catania, il commissario della Fondazione Toscana Spettacolo. A nominarlo il presidente Eugenio Giani.

“Giorgetti – ha commentato Giani – ha i requisiti per assumere questo ruolo. Persona esperta e molto competente nel settore, abbiamo ritenuto che in questa fase di transizione verso un’eventuale trasformazione giuridica dell’ente, occorre una figura come lui che negli anni ha maturato esperienza e conoscibilità in Toscana, in particolare nel ruolo di direttore della Fondazione Teatro della Toscana. Ho parlato di un ruolo di transizione perché stiamo appunto valutando e approfondendo la possibilità di trasformare Fondazione Toscana Spettacolo in agenzia regionale. È necessario però prima verificare che questo non determini un cambio nelle modalità di rapporto sia con i comuni toscani che con il ministero”.

Nato a Firenze il 7 maggio 1960 allievo di Orazio Costa Giovangigli, di cui è stato segretario particolare fra il 1990 e il 1994, Marco Giorgetti nel settembre 2025 viene nominato direttore del Teatro Stabile di Catania.

Dal 2007 al 2025 è stato direttore generale del Teatro della Pergola poi Fondazione Teatro della Toscana, con funzioni tecnico-amministrative e artistiche; dal 2003 Docente a contratto di organizzazione e produzione di spettacolo presso Enti di formazione specialistica e Università.

Dopo una diversificata esperienza nei vari ambiti dello spettacolo dal vivo, che lo vede impiegato fra il 1978 e il 1994 in ruoli sia artistici che tecnici e che gli ha fatto acquisire sul campo una conoscenza del settore in tutte le sue professioni, dal 1994 si dedica nello specifico al lavoro di organizzazione e gestione. I punti di riferimento teorici sono Paolo Grassi, Fulvio Fo, Giorgio Guazzotti, Gianfilippo Cuneo, dei quali sperimenta fra il 1990 e il 1995 i principi di economia aziendale applicati al teatro.

Nel 1995 entra come Responsabile della promozione e delle relazioni esterne al Teatro della Pergola di Firenze, di cui diviene prima vice Direttore nel 1997, poi Direttore nel 1999. Nel 2002 fonda e diviene Presidente di Firenze dei teatri, l’Associazione che, secondo un modello presente solo in Francia, raccoglie tutti i teatri dell’area metropolitana fiorentina.

Nel 2003 è Direttore organizzativo e tecnico de Les Italiens vetrina di spettacolo italiano realizzata a Parigi su 5 spazi per il Semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea con la direzione artistica di Maurizio Scaparro. Nel 2004 è Direttore Generale dell’Ente Teatrale Italiano

Nel 2007 torna come Direttore manager al Teatro della Pergola dove avvia il progetto di autonomia che nel 2011 giunge a compiersi con la costituzione della Fondazione Teatro della Pergola di cui è nominato Direttore Generale. Nel 2015, a seguito della fusione con Pontedera Teatro, questa diviene Teatro della Toscana e viene riconosciuta Teatro Nazionale.

Per quanto riguarda l’attività artistica, diplomato in recitazione nel 1979 con Orazio Costa Giovangigli al Centro di Avviamento all’Espressione di Firenze, ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento del Metodo Mimico, al quale si è dedicato e dedica tuttora. Fra il 1978 e il 1994 è attore di teatro, cinema e televisione, e aiuto regista presso compagnie di prosa e teatri di rilevanza nazionale, organizzatore e direttore artistico di strutture e manifestazioni teatrali. Come autore vince l'VIII Premio Nazionale di Drammaturgia Ugo Betti col testo Il canto degli umili e il Premio Grinzane Cavour 1996 Scrivere la tv della Rai Radiotelevisione Italiana.

Altri riconoscimenti e Premi: Premio Galileo 2000 nel 2003, Salomone d’Oro dell’Università degli Studi di Firenze 2004, Premio Firenze 2005, Premio Le Muse 2006, Premio Bel San Giovanni della Società di San Giovanni Battista di Firenze 2006, nel 2007 Commendatore della Repubblica, nel 2008 Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

LA SOTTOLINEATURA POLITICA - “Quando abbiamo letto che Eugenio Giani aveva scelto Marco Giorgetti come commissario della Fondazione Toscana Spettacolo, definendolo persona “esperta e molto competente”, abbiamo pensato per un attimo a un caso di omonimia. Invece no: è proprio lui.

È lo stesso Giorgetti che poco più di un anno fa è stato fatto uscire anticipatamente dal Teatro della Toscana, nonostante un contratto con scadenza al 31 dicembre 2027, attraverso un accordo che ha comportato oneri economici per la Fondazione.

Una cosa però sia chiara: le eccellenti competenze professionali di Giorgetti noi le conoscevamo già e non le abbiamo mai messe in discussione. Non abbiamo avuto bisogno della nomina di Giani per scoprirle. Proprio per questo contestammo allora una scelta che ritenevamo politica e di governance, non fondata sull'inadeguatezza professionale del direttore generale.

Oggi Giani, scegliendolo per un incarico così delicato proprio in ragione della sua esperienza e competenza, rende quella contraddizione ancora più evidente.

E c’è un aspetto che rende la vicenda ancora meno divertente per i contribuenti. La Regione Toscana partecipa alla Fondazione Teatro della Toscana e da anni vi destina 2 milioni di euro l’anno.

Dunque, qualcuno dovrebbe spiegare perché si siano utilizzate risorse della Fondazione per interrompere con oltre due anni di anticipo il contratto di un professionista che oggi il presidente della Regione considera tanto esperto e competente da affidargli la guida di un’altra importante Fondazione. Su quei costi avevamo chiesto spiegazioni già allora e la domanda resta sul tavolo.

La domanda per la sindaca Funaro è quindi semplice: se Giorgetti era così poco utile da dover pagare per farlo uscire prima, come mai oggi Giani lo considera così utile da richiamarlo per gestire una fase delicatissima?

Su Giorgetti nessuna ironia: è un tecnico competente e continua a fare il proprio lavoro. L'ironia è tutta politica: Palazzo Vecchio lo accompagna alla porta prima della scadenza del contratto, Giani poco più di un anno dopo lo richiama dalla porta principale proprio perché “esperto e molto competente”.

Più che un caso di omonimia, sembra una smentita politica delle scelte compiute da Palazzo Vecchio. E questa volta il mittente non è l'opposizione: è Eugenio Giani”.

Lo dichiara la capogruppo di Fratelli d’Italia Angela Sirello con il consigliere Matteo Chelli