L’Affordable Housing Act europeo: incentivi al posto dei divieti?
Trovare un appartamento in affitto nelle nostre città è diventato un miraggio, un’impresa che mette a dura prova anche i redditi medi. Di fronte a questa emergenza, la politica ha individuato un colpevole: il boom degli affitti brevi. La ricetta basata su divieti e restrizioni sta prendendo piede da Firenze a Bruxelles.
Secondo Lorenzo Fagnoni, Presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, l’idea che un divieto imposto alle locazioni turistiche si traduca meccanicamente in nuovi contratti per i residenti è un’illusione. Il mercato immobiliare non è un sistema idraulico dove basta chiudere un rubinetto per far scorrere l’acqua altrove; è un ecosistema regolato da convenienza e rischio.
Come sottolinea Fagnoni: “Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri.”
Le nubi che si addensano sul settore non riguardano solo i confini comunali. Il dibattito si è spostato a Bruxelles con l’elaborazione dell’Affordable Housing Act europeo. Il timore degli operatori è che il "caso Firenze" venga elevato a modello generale dall’Unione Europea.
Il cosiddetto caso Montedomini solleva dubbi sulla gestione pubblica degli immobili destinati agli affitti brevi. Guglielmo Mossuto, capogruppo della Lega a Firenze, ha denunciato anche oggi un cortocircuito di trasparenza che stride con le ambizioni etiche dell'amministrazione. Il segnale più allarmante non sono solo le ombre sulla gestione, ma la reazione della politica: la maggioranza ha infatti bocciato la richiesta di una Commissione d'Indagine presentata dall'opposizione.
L’analisi di Fagnoni sposta il focus: il problema non è solo quanto costa l’affitto, ma quanto poco guadagnano gli italiani. La crisi abitativa è un sintomo di un malessere economico più profondo, fatto di salari stagnanti, rincari energetici e un costo della vita insostenibile. Per aumentare l'offerta reale, la strada non è la coercizione, ma l'attrattività. La disponibilità di alloggi è la conseguenza di un mercato sano e di politiche che incentivano, non che puniscono. La storia economica insegna che forzare la mano ai proprietari produce solo una contrazione dell'offerta e un degrado del patrimonio edilizio.