Inizia la stagione autunnale del Maggio
Se pensate che l’opera lirica e la musica sinfonica siano polverosi reperti del passato, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino sta per smentirvi con un inizio di stagione che sembra un’autopsia dell’anima moderna. Con il ritorno di Wozzeck di Alban Berg e la monumentale Seconda Sinfonia di Gustav Mahler, il Maggio non mette in scena solo musica, ma lo specchio deformante delle nostre ansie e della nostra ricerca di redenzione.
C’è un motivo se Wozzeck mancava dal palcoscenico del Maggio da ben 28 anni. Non è solo un’opera; è un urto frontale. Berg scardina i troni dei regnanti per mettere al centro un "soldato semplice", un uomo ridotto a ingranaggio. Wozzeck (interpretato da Wolfgang Koch) non combatte draghi, ma il bullismo sistemico e lo sfruttamento. È la cavia degli esperimenti pseudo-scientifici del Doktor e il bersaglio del moralismo vacuo dell'Hauptmann (il Capitano).
Il grido "Wir arme Leut!" (Noi povera gente!) non è solo un riferimento alla povertà materiale, ma a quella precarietà esistenziale che oggi chiameremmo alienazione da gig economy o burnout. La salute mentale qui non è un tabù, ma il cuore di una tragedia dove l’oppressione sociale diventa follia.
La regista Deborah Warner coglie perfettamente questa urgenza: "È un’opera che affronta di petto temi come la salute mentale, il bullismo, la povertà e la disperazione delle vite rappresentate... insegna a chi guarda la compassione, un insegnamento sempre attuale in un momento in cui l’attenzione verso gli ultimi è urgente come non mai."
Dirigere il Maggio in questi giorni richiede una tempra quasi atletica. Il giovane e brillante Thomas Guggeis affronta una sfida che definire tour de force è riduttivo: il 26 settembre guida la Seconda di Mahler e meno di ventiquattro ore dopo debutta con la prima di Wozzeck.
Guggeis non è nuovo a queste architetture sonore complesse; la sua celebrata direzione della Lulu di Berg a Francoforte lo ha già consacrato come uno dei massimi interpreti del linguaggio bergiano. Per Guggeis, la partitura di Wozzeck è un meccanismo perfetto ma senza pietà: 15 scene che utilizzano forme classiche — come la Passacaglia nella scena del Dottore — per narrare un ritmo rapido e sincopato che non dà tregua. È la musica del "qui ed ora", un’architettura che crolla e si ricompone insieme alla mente del protagonista.
L'allestimento firmato da Deborah Warner (direttamente dal Covent Garden) tratta lo spazio scenico come un'entità liquida. Non aspettatevi scenografie statiche: qui il palcoscenico è uno "spazio instabile" che riflette la frammentazione psichica di Wozzeck e Marie (Anja Kampe). L'approccio è dichiaratamente cinematografico:
- La Piattaforma Girevole: Genera un movimento continuo, impedendo allo sguardo di cristallizzarsi, proprio come i pensieri ossessivi.
- Trasparenze e Silhouette: Schermi e sipari creano un gioco di "vedo-non vedo" che trasforma la cittadina tedesca in un incubo a occhi aperti.
- Montaggio Visivo: Le trasformazioni avvengono a vista, eliminando i tempi morti e mantenendo una tensione costante tra realtà e allucinazione.
Se Wozzeck è la caduta, la Sinfonia n. 2 "Resurrezione" di Mahler (26 settembre) è la risalita. Eppure, il legame è profondo. Entrambi i compositori attingono a un dolore necessario per generare bellezza. Mahler costruisce il primo movimento sulle ceneri di un eroe, utilizzando il tema del Dies Irae e ritmi di marcia funebre, per poi approdare al misticismo della voce umana.
L'esperto noterà la citazione dei Lieder dal Des Knaben Wunderhorn, ma è nel quarto movimento, l'Urlicht, che la sinestesia diventa totale: una "tenera cantilena" affidata al mezzosoprano (Natalie Lewis, nel ruolo del contralto) che prepara il terreno per il finale apocalittico e salvifico. Dove Berg usa lo Sprechgesang (il canto parlato) per denudare l’anima di Wozzeck, Mahler usa il coro e il soprano (Nikoletta Hertsak) per sublimarla. È un dittico sull'essere umani: dal fango della trincea alla luce delle stelle.
Per vivere questa esperienza immersiva, ecco le coordinate necessarie:
- Sinfonia n. 2 "Resurrezione" (G. Mahler)
- Quando: 26 settembre, ore 18:00 (Sala Mehta).
- Guida all'ascolto: A cura di Maddalena Bonechi, 45 minuti prima del concerto nel Foyer di Galleria (un must per chi vuole decodificare i segreti di Mahler).
- Biglietti: Da 25€ (Settore D) a 70€ (Settore A).
- Wozzeck (A. Berg)
- Quando: 27 settembre (ore 17:00), 30 settembre (ore 20:00), 3 ottobre (ore 15:30).
- On Air: Diretta su RaiRadio 3 il 30 settembre.
- Biglietti: Democratizzazione reale, con ingressi a partire da 15€.
In un'epoca di algoritmi e indifferenza, ritrovare Wozzeck dopo quasi trent'anni è un atto politico e umano. Queste opere non ci chiedono di essere spettatori passivi, ma testimoni.