Crisi abitativa, Scandicci mappa gli alloggi sfitti
SCANDICCI, 23 settembre 2026 - È Scandicci il primo Comune della Città Metropolitana a rispondere con un atto concreto all'emergenza casa: la mappatura dei vuoti privati. L'annuncio è arrivato ieri sera durante l'incontro pubblico organizzato dal Comune all'Auditorium del Centro Rogers, dedicato al futuro della città e al tema strategico del Diritto all'Abitare.
Un percorso partecipato, nato dal confronto tra Amministrazione comunale e SUNIA, che ha messo sul tavolo tutti i nodi della crisi: dal boom degli affitti turistici brevi al calo e all'invecchiamento dei residenti, dall'analisi sui redditi medi all'impatto della tramvia sul mercato immobiliare, fino al monitoraggio del patrimonio ERP, sempre più insufficiente.
Al centro del dibattito, un dato su tutti: la fortissima domanda di alloggi a canone sostenibile, spinta dalla vocazione manifatturiera della città, a fronte di un'offerta quasi inesistente sul mercato.
Una domanda che riguarda soprattutto lavoratrici e lavoratori, in gran parte giovani, che rinunciano a un posto di lavoro – nel pubblico e nel privato – perché il costo della casa erode oltre il 60% del reddito, ma anche pensionati soli e studenti che vorrebbero restare a vivere a Scandicci dopo l'università.
La ricetta: far emergere 3.000 alloggi sfittiLa risposta individuata è la mappatura dei vuoti privati, sollecitata dal SUNIA e ritenuta strategica per strutturare politiche efficaci."Avere la contezza dei potenziali alloggi disponibili – spiega Fabio Seggiani, Segretario Generale SUNIA Firenze – permette di attivare tutte le leve possibili, in tempi sostenibili, al fine di dare risposta alla domanda abitativa".
L'obiettivo è ambizioso: immettere sul mercato a canone concordato, attraverso informazione e incentivi ai proprietari, parte del potenziale di oltre 3.000 alloggi sfitti stimati a Scandicci. "Anche riuscendo a farlo per una percentuale, si raggiungerebbe un grandissimo obbiettivo", sottolinea Seggiani.
Per il SUNIA, il lavoro fatto a Scandicci – grazie alla volontà politica dell'Amministrazione, alla collaborazione dell'apparato tecnico e alla professionalità dell'istituto di ricerca IRS – è la prova che "il confronto, fatto nel merito dei temi e nel rispetto dei ruoli, produce risultati preziosi ed esemplari" e che "fare la mappatura dei vuoti è assolutamente possibile".Da qui l'auspicio che ora seguano l'esempio anche gli altri Comuni della Città Metropolitana, a partire da Firenze.