Comune di Firenze, l'accesso agli atti è diventato un problema?
“Quattro istanze di accesso presentate il 10 agosto agli uffici che seguono i lavori della tramvia. Decorsi i trenta giorni di legge, zero documenti consegnati.
Solo quando il termine era ormai sostanzialmente esaurito ho ricevuto una lunga nota nella quale mi si spiegano le difficoltà degli uffici e si preannuncia addirittura un futuro “programma” per l’ostensione dei documenti. Programma che, peraltro, ancora non c’è.
Non è un episodio isolato", dichiara il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini, che spiega:
"Per conoscere poche pagine contenenti le riserve dell’impresa sui lavori dello Stadio Franchi sono stati necessari solleciti e diffide: i documenti sono arrivati dopo 108 giorni.
Con Montedomini è accaduto qualcosa di molto simile. L’istanza è del 4 agosto, ma ad oggi non è stato consegnato un solo documento. Il 4 settembre, proprio il giorno del Consiglio comunale straordinario dedicato a Montedomini, mi è stato comunicato che l’accesso sarebbe stato differito addirittura al 30 settembre. A questo punto sorge anche una domanda molto semplice: Sindaca e Giunta sono serviti allo stesso modo?
Cubo Nero e Ponte Nencioni - prosegue Sabatini - altri due episodi eclatanti, le cui carte urlano.
Il tratto comune di queste vicende è ormai troppo evidente per essere ignorato.
Le possibilità sono due. O il Comune di Firenze è talmente disorganizzato da non riuscire a rispettare con regolarità le norme, il proprio Statuto e i propri regolamenti sull’accesso agli atti; oppure l’Amministrazione manifesta un enorme fastidio verso chi pretende trasparenza e vuole esercitare realmente la funzione di controllo che spetta a un consigliere comunale.
Entrambe le alternative sono gravi.
L’accesso agli atti non è un capriccio del consigliere e non è un favore concesso dagli uffici. Serve a conoscere ciò che l’Amministrazione sta facendo, a discuterlo e, quando è ancora possibile, a intervenire sulle decisioni.
Luigi Einaudi lo aveva sintetizzato molto meglio di noi: “conoscere per discutere per deliberare”.
Ma per deliberare bisogna conoscere prima, non cento giorni dopo. Un concetto lontanissimo dalla politica degli annunci che poi si rivelano diversi dai fatti.
Per questo e altro oggi ho scritto una istanza di intervento a tutela (in allegato) alla Segretaria generale, al Presidente del Consiglio comunale e alla Sindaca stessa. Non solo.
Ho subito presentato anche un’ulteriore istanza di accesso sui sistemi organizzativi (allegata anche quella) che chiede come il Comune di Firenze sia concretamente organizzato per rendere effettivo il diritto di accesso dei propri consiglieri comunali.
In questo mandato la mia azione è andata progressivamente crescendo su temi divenuti centrali in città, ma non posso dimenticare che il percorso verso la verità documentale è stato sempre più irto e ricco di ostacoli.
Credo però che per Firenze il problema sia l’ostacolo e non la mia voglia di verità”, conclude il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt.