Biennale Internazionale di Firenze: svelati i primi capolavori

Redazione Nove da Firenze

In attesa di aprire le porte del seicentesco Palazzo Corsini il 26 settembre prossimo, la BIAF - Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze svela una prima, straordinaria selezione di opere d'arte che animeranno la sua 34ª edizione. Sotto la guida del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli, con il patrocinio della Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e il prestigioso sostegno del Main Sponsor Gucci, la più antica mostra-mercato al mondo dedicata all'arte italiana si fa interprete del "futuro del classico".

La selezione, accuratamente vagliata da un Comitato di esperti di livello internazionale composto da 63 eccellenze tra direttori di musei, curatori e restauratori, rappresenta solo una prima anticipazione dei capolavori che si aggiungeranno nei prossimi mesi. Il percorso espositivo, valorizzato dalle nuove scelte scenografiche aperte firmate da Matteo Corvino e dagli arredi Minotti, fa dialogare la grande tradizione degli Old Masters con le avanguardie del Novecento e del contemporaneo.

Di seguito, una prima e affascinante mappa visiva delle opere selezionate, suddivise per grandi tipologie artistiche.

Scultura e Tridimensionalità: dal marmo al coralloLa plasticità e la densità della materia si manifestano in capolavori che attraversano i secoli, dai rilievi rinascimentali al rigore neoclassico, fino al dinamismo del XX secolo: Andrea della Robbia, Bambin Gesù (da un tondo l'Adorazione del Bambino): una splendida terracotta invetriata policroma degli ultimi anni del XV secolo (proposta da Longari Arte Milano). Giovanni de Fondulis, Madonna con bambino: una possente terracotta quattrocentesca di ben un metro di altezza (presentata da Tomasso Ltd.) Antonio Novelli, Maggio (Apollo) (1628-1630): maestosa scultura in marmo apuano alta più di due metri scultura, commissionata da Maria de Medici moglie di Enrico IV per i giardini di Lussemburgo a Parigi a lungo attribuita a Michelangelo (Botticelli Antichità).

Lorenzo Bartolini, La Carità (1846): un superbo gruppo in marmo che incarna l'eccellenza della scultura toscana dell'Ottocento (Walter Padovani). Antonio Maraini, Bagnante (1928): scultura in bronzo fusa dalla Fonderia Marinelli e già esposta alla XVIa Biennale di Venezia (Alessandro Cesati). Marino Marini, Bozzetto per l'Arengario a Milano (1941): una scultura in gesso di grande valore storico-monumentale (Copetti Antiquari).

La grande pittura degli old masters (dal '300 al '700)I grandi maestri del passato ci offrono opere sacre, allegoriche e vedute mozzafiato, confermando la qualità museale della fiera: Paolo Veneziano, Il Re di Bretagna, padre di Sant’Orsola, in preghiera: una preziosissima tempera e oro su tavola del XIV secolo (Galerie Canesso). Neri di Bicci, Madonna con bambino e angeli adoranti (1464): un sublime fondo oro che incarna la spiritualità del Rinascimento fiorentino (Flavio Gianassi FG Fine Art).

Lorenzo Costa, La Madonna con il Bambino e i santi: un'importante e ricca tempera su tavola (Fondantico di Tiziana Sassoli). Mattia Preti, Cristo nel Giardino del Getsemani: imponente e drammatica tela del seicentesco Cavaliere Calabrese (Maison d’Art). Francesco Furini, Giuditta e Abra con la testa di Oloferne: sensuale e teatrale composizione del barocco fiorentino (Rob Smeets Old Master Paintings). Su questo versante si distinguono anche le opere di Bernardo Strozzi (Santa Caterina d'Alessandria da Enrico Frascione e Frascione Gallery), Luca Giordano (Rebecca al pozzo da Gallo Fine Art) e l’enigmatica Cleopatra di Anton Maria Vassallo con la sua eccezionale cornice originale a tema di aspide (Goldfinch Fine Arts).

Jakob Philip Hackert, Veduta del Monte Pisano con l’Acquedotto Mediceo (1799): un monumentale olio su tela che cattura la luce del paesaggio toscano (Antichità Giglio).

Disegno, Grafica e Acquerello Il fascino immediato del segno sulla carta trova spazio in tre straordinarie testimonianze grafiche: Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri), San Gerolamo scrivente (c. 1632–1638): un magnifico disegno a matita rossa su carta vergata (Cortona Fine Art). Giuseppe Vannini, Monumento di Vittorio Alfieri di Antonio Canova nella basilica di Santa Croce a Firenze (1811): un accuratissimo disegno a matita, inchiostro e acquerello, vero e proprio documento storico dell'architettura fiorentina (Alessandra Di Castro).

Arti applicate, Arredi e manifatture prezioseLa BIAF celebra l'alto artigianato e il dialogo tra tutte le discipline artistiche: Officina Granducale Medicea, Guttatoio con stemma Medici (1574-1587): rarissima maiolica della Fonderia di Francesco I De Medici (Altomani & Sons). Manifattura Trapanese (seconda metà del XVII sec.): un sontuoso Cabinet in legno, tartaruga, rame dorato, corallo e smalti (Brun Fine Art). Manifattura Veneziana (prima metà del XVIII sec.): uno scenografico Trumeau Luigi XV in radica di noce (Attilio Cecchetto Antiquario).

Il Novecento e le Avanguardie: dalla Figurazione allo SpazialismoIl percorso si proietta verso la modernità con i maestri che hanno rivoluzionato i linguaggi visivi del XX secolo, mostrando come l'antico e il moderno dialoghino perfettamente: Umberto Boccioni: presente con ben due opere emblematiche del suo percorso, il divisionista Impressione di Venezia del 1907 (Enrico Gallerie d’Arte) e il toccante Ritratto dello scultore Ripamonti, un acquerello e pastello del giugno 1916, anno della sua prematura scomparsa (Bottegantica).

Gino Severini: presente con l'olio Les deux canards (Galleria Russo) e con lo straordinario Symbole de l’Eucharistie (c. 1927), un raffinato papiers collé e tecnica mista ricco di importanti storici espositivi (Osart Gallery). Vittorio Zecchin (Tre Principesse, Ed Gallery) e Umberto Brunelleschi con la sfolgorante tela parigina La Fete de Soleil (Paolo Antonacci) illuminano il gusto Déco e Liberty, così come le splendide urne "Archi e corde" in porcellana disegnate da Gio Ponti per Richard-Ginori nel 1927 (Raffaello Pernici).

Alberto Savinio (Senza titolo, 1929 da Galleria d’Arte Frediano Farsetti) e Giorgio de Chirico (Autoritratto delle nuvole, 1948 da Gian Enzo Sperone) firmano la grande stagione metafisica e surreale italiana. Carlo Scarpa per la Vetreria Venini: una magnifica coppa ovale in vetro a murrine rosse, gialle e nere, apice del design vetrario muranese (Galleria Carlo Virgilio & C.). Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese: un'idropittura su tela bianca che proietta il visitatore nella dimensione assoluta dello Spazialismo e del contemporaneo (Tornabuoni Arte).

Nei prossimi mesi la panoramica delle opere si arricchirà ulteriormente, completando il mosaico di una 34ª edizione che si preannuncia indimenticabile, arricchita inoltre dalle importanti sinergie con le istituzioni cittadine — come l'esposizione alla BIAF del primo disegno per la facciata della chiesa di San Lorenzo di Michelangelo a cui seguirà il suo restauro completamente sostenuto da Fondazione CR Firenze e realizzato dall'Opificio delle Pietre Dure, e le iniziative congiunte con Fondazione Palazzo Strozzi.