Autovelox, cosa cambia a Firenze con il nuovo decreto?

Redazione Nove da Firenze

Dopo anni di contenzioso e sentenze della Corte di Cassazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il 10 giugno 2026 il decreto che riordina l’intera materia degli autovelox.

L’obiettivo dichiarato è quello di dare certezza giuridica, uniformità tecnica e maggiore trasparenza nell’uso degli strumenti per il controllo della velocità.

La novità centrale riguarda l’omologazione. Fino a oggi molti dispositivi risultavano soltanto "approvati", una condizione che la giurisprudenza ha ritenuto insufficiente per considerare valida la prova dell’infrazione.

Con il nuovo provvedimento tutti gli autovelox devono ottenere una vera omologazione tecnico-metrologica. I produttori devono depositare il prototipo, farlo testare in laboratori accreditati ACCREDIA e rilasciare per ogni singolo apparecchio un certificato di conformità.

È prevista anche una verifica iniziale sul posto con almeno 300 transiti casuali. Per i sistemi di tipo "tutor" il controllo è ancora più stringente e prevede sei mesi di sperimentazione e un milione di transiti.

Il decreto interviene anche sulle modalità di installazione e di utilizzo. I Comuni non hanno più piena autonomia nella scelta dei punti dove collocare gli autovelox. Serve un nulla osta preventivo del Prefetto e i dispositivi possono essere usati solo in aree con un elevato tasso di incidentalità o dove la contestazione immediata risulta problematica per le condizioni strutturali della strada.

Vengono inoltre fissati limiti più chiari: fuori dai centri abitati non si possono usare autovelox dove il limite è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice, mentre in ambito urbano è vietato rilevare infrazioni con limiti sotto i 50 km/h, salvo casi di criticità documentata.

Per evitare concentrazioni eccessive di controlli sono state introdotte distanze minime tra due postazioni: 4 km in autostrada, 3 km sulle extraurbane principali, 1 km sulle altre extraurbane e 1.000 metri sulle urbane di scorrimento, 500 metri nelle strade urbane.

Un altro punto riguarda la segnalazione. Il cartello di preavviso deve essere posizionato a un chilometro sulle strade extraurbane, a 200 metri sulle urbane di scorrimento e a 75 metri su tutte le altre.

Per accompagnare il passaggio alle nuove regole, il MIT ha creato un elenco nazionale consultabile online all’indirizzo http://velox.mit.gov.it/dispositivi. Dal 28 novembre 2025 tutti gli enti hanno dovuto censire i propri dispositivi indicando marca, modello, matricola, estremi di omologazione, collocazione chilometrica e direzione di marcia. L’elenco è pubblico e si aggiorna in continuo. Chi non ha comunicato i dati non può utilizzare gli apparecchi, perché le relative sanzioni sarebbero nulle.A livello nazionale il censimento ha registrato circa 3.600 dispositivi. Di questi poco più di mille risultano pienamente omologati secondo i nuovi criteri, mentre gli altri sono in fase di adeguamento. Si stima che circa 850 autovelox siano stati nel frattempo disattivati.

Anche per quanto riguarda Firenze e la Toscana le nuove regole hanno avuto un impatto. La provincia di Firenze è tra quelle con il maggior numero di dispositivi censiti a livello nazionale. Con il passaggio delle competenze dal Sindaco al Prefetto, molte postazioni dovranno essere riviste alla luce dei criteri di incidentalità e di contestazione immediata. In particolare risultano a rischio gli autovelox installati in zone urbane con limite inferiore a 50 km/h e quelli troppo ravvicinati tra loro

Per verificare la posizione e lo stato di ogni singolo apparecchio attivo nel territorio fiorentino è possibile consultare direttamente il portale del Ministero, dove per ogni dispositivo sono indicati Comune, strada, modello e riferimenti dell’omologazione.