Arpat, primo aggiornamento sull'incendio di Vecchiano

Redazione Nove da Firenze

In data 11 luglio 2026 un incendio è divampato presso l’azienda Spedi, impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti pericolosi e non, nella zona industriale di Migliarino, nel comune di Vecchiano (PI).

Il personale ARPAT è stato attivato dalla Protezione civile. Ha ispezionato la porzione di capannone oggetto dell’incendio verificando che sono andate distrutte le scaffalature a ripiani installate all’interno e la copertura. Durante l’ispezione, gli operatori intervenuti hanno richiesto la documentazione cartacea necessaria per individuare la natura e la quantità dei rifiuti pericolosi e non presenti all’interno dell’impianto e coinvolti nell’incendio.

Il personale ha verificato la presenza di griglie e sistemi di raccolta dei fluidi percolanti pertanto le acque di spegnimento risultano al momento contenute nel capannone. Le acque di spegnimento e le acque meteoriche saranno aspirate per evitare che si immettano nella rete di raccolta delle acque meteoriche dilavanti.

Come di consueto in questi casi, ARPAT ha provveduto in modo tempestivo a realizzare uno studio previsionale per fare il quadro delle temperature e dei venti in essere durante l’incendio in modo da individuare le eventuali zone di ricaduta degli inquinanti scaturiti dall’incendio. Nelle aree individuate sono stati il 13 luglio, prelievi di vegetali a foglia larga.

Dal punto di vista del meteo, il settore modellistica previsionale dell’Agenzia ha ricostruito il seguente quadro: il bacino del Mediterraneo nelle ultime 24 ore risulta interessato da un’area di alta pressione, livellata, interclusa da due depressioni: una centrata tra la Francia e la penisola iberica, l’altra tra la Russia e la penisola scandinava. Questo ha comportato il mantenimento di condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso, con venti deboli e temperature elevate (sopra la media del periodo), fatta salva l’intrusione temporanea di una linea di instabilità in movimento da sud ovest (SW) a nord est (NE) che ha apportato locali precipitazioni sui rilevi appenninici e sulla Val Padana.

La condizioni di sostanziale stabilità ha interessato anche l’area in cui si è sviluppato l’incendio, ovvero la ditta Spedi, comportando temperature elevate (massima circa 32 °C), e venti da deboli a moderati (max 3,5 m/s, ovvero 12,6 km/h)) tendenti a provenire da SE-SSE nelle ore notturne fino alle prime ore del mattino, per poi ruotare da W-WSW nel corso del periodo diurno, come emerge dai dati rilevati dalla stazione “Metato” facente parte della rete osservativa della Regione Toscana, distante circa 4 km ESE dal luogo dell’incendio.

In base alle condizioni rilevate, ci si attende che nella prima fase dell’incendio (avviatosi intorno alle 10:00 ora legale, 9:00 ora solare) i fumi sprigionati si siano innalzati fino alla quota dell’inversione termica (intorno a 800-1000 m) dirigendosi verso NW, per poi ruotare a partire dalle ore 12:00 legali (11:00 solari) dirigendosi verso NE.

In tali condizioni, si ritiene che le “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera” siano individuabili mediante la sovrapposizione dei seguenti settori

Nelle aree identificate, è stato programmato il prelievo in situ di alcuni campioni di ortaggi a foglia larga o simili (punti arancioni da 1 a 7), purché lontani da altre sorgenti inquinanti (in specie: strade ad alto traffico), sui quali effettuare la determinazione di microinquinanti eventualmente rilasciati nel corso dell’evento (IPA, PCDD/F+PCBDL). Nell’immagine è stato indicato anche un’eventuale punto di prelievo di “bianco”.

Sebbene risulti improbabile vista la durata dell’evento, le distanze e il regime dei venti, che la stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di Viareggio e quella di Pisa-Passi abbiano rilevato la presenza di inquinanti derivanti dall’incendio saranno comunque campionati e sottoposti ad analisi i filtri delle centraline sopramenzionate.

Sarà cura dell’Agenzia fornire aggiornamenti nei prossimi giorni.