Adeguamento dell’ecotassa, il dibattito in Consiglio regionale

Redazione Nove da Firenze

Firenze – “Ho apprezzato l’intervento di Lorenzetti, ma non è sufficiente per farmi votare a favore”, ha esordito Alessandro Tomasi, rivolgendo un “rimprovero l’assessore all’ambiente, perché abbiamo visto questa modifica alla legge con un emendamento all’una di notte. Non affrontiamo in modo organico la riforma della legge 60 – ha proseguito il portavoce dell’opposizione –.

Questa pdl è costruita malissimo, il Piano dei rifiuti non è neppure citato. Scopriamo all’ultimo momento che il provvedimento toccava anche la Tari. Questo non è né il modo di governare il fenomeno né di governare il tema dei rifiuti”. Secondo Tomasi, “i rifiuti da fuori regione arriveranno lo stesso, perché il costo è ancora minore, e ci porteranno nuovamente in emergenza. Il dato politico è che rischiamo di essere assaltati da fuori e non abbiamo gli impianti. Non si argina questo fenomeno aumentando di pochi euro il conferimento in discarica”.

In conclusione, ha annunciato il voto contrario di Fratelli d’Italia, “pur riconoscendo al Consiglio regionale, non alla Giunta e non agli uffici, di aver tamponato un provvedimento emergenziale che non avrà alcun effetto”.

Il consigliere Jacopo Ferri ha annunciato il voto contrario di Forza Italia e ribadito che “ci lascia perplessi come siamo arrivati al provvedimento. Il tempo l’avremmo avuto, abbiamo evitato il confronto con le associazioni di categoria. Di fronte a queste accelerazioni improvvise, viene fuori anche qualche dubbio che nella norma ci possa essere altro, che in queste condizioni non riusciamo a cogliere”.

Anche per il vicepresidente della commissione Ambiente Claudio Gemelli (FdI), “non è corretto discutere e approvare un provvedimento la mattina in commissione per poi discuterne in Aula il pomeriggio. Su un testo nel quale era stato inserito un emendamento col favore delle tenebre, poi riportato in discussione e modificato. Mi spiace anche che non ci siamo potuti confrontare se non con i tecnici della Regione, perché l’assessore Barontini era assente. La trovo una mancanza grave.

Il provvedimento – ha proseguito Gemelli – trova sì correzione con l’emendamento della commissione, ma presenta due caratteri essenziali: il primo di tipo tecnico sui profili di legittimità, perché viene messo in approvazione nonostante i rilievi presentati dagli uffici, coi rischi di impugnativa da parte della Consulta; poi c’è il tema politico e riguarda l’inadeguatezza della Giunta passata e di quella attuale: da fuori Regione possono venire a portare tipologie di rifiuti che consumano volumetrie abbondanti nelle nostre discariche.

In Toscana siamo ancora quelli che mettono i rifiuti nelle discariche”.

“L’assessore pare proprio irreperibile su queste tematiche”, ha dichiarato il consigliere Matteo Zoppini (FdI), che ha evidenziato forti perplessità sul “comma terzo dell’articolo 1, che presenta più di una tensione con il principio costituzionale: la Consulta si è già pronunciata contro un uso patologico dell’autonomia impositiva delle Regioni”, ha spiegato.

Anche la consigliera Serena Bulleri (FdI) ha sottolineato che “l’assessore questa mattina non era presente in commissione” e ha domandato “se riteniamo davvero che questo aumento deprima il fatto che vengono portati rifiuti da fuori Regione. In caso contrario, un provvedimento come questo serve solo per fare cassa. Continuiamo ad essere approssimativi e non diamo una risposta seria a un problema concreto. Insieme alla Puglia siamo la Regione che continua a buttare rifiuti in discarica”.

La capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta (FdI) ha richiamato il “grande sciopero del 9 luglio in Toscana per lanciare allarme sulla deindustrializzazione: stiamo perdendo posti di Pil in classifica rispetto alle altre Regioni. Subito dopo, Giani infuriato convoca i sindacati, fa un sacco di promesse. Poi, veniamo a sapere che né Confindustria, né Cna, né Confartigianato sono stati informati su questa legge”. Ora, ha proseguito La Porta, “si prova a mettere la toppa con l’emendamento.

È un metodo che non può funzionare. I toscani sono stanchi di essere presi in giro. Perché nel Piano dei rifiuti non si è fatta la scelta di costruire impianti che i rifiuti li smaltiscono e permettono di produrre energia? Perché non chiediamo come Consiglio di mettere in campo un’integrazione vera del Piano dei rifiuti, con impianti strategici su tutto il territorio, che possano rendere moderna e all’avanguardia, far tornare a correre la Toscana almeno in questo settore?”, ha proposto.

“Il rinvio lo chiedevano le associazioni di categoria”, ha ribadito Marco Stella (Forza Italia), prima di entrare nel merito del provvedimento: “Gli uffici della Regione presentano osservazioni di legittimità, ci dicono di fare attenzione, ci sono rilievi di carattere costituzionale. Siete il partito delle tasse, la coalizione dell’aumento della pressione fiscale, la sinistra che tassa”. Quindi si è rivolto all’assessore regionale all’ambiente: “Ci dovrebbe spiegare qual è la vostra visione di Toscana, quale la vostra idea sui rifiuti? Ci sono ripercussioni incredibili per le nostre aziende”. 

Nell’ampio dibattito sulla proposta di legge che modifica l'applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci (FdI) ha chiesto alla maggioranza di fermarsi perché dalla scheda tecnica che accompagna il provvedimento emergono “chiari profili di illegittimità”. “Si tratta di una modifica legislativa che se pensata da noi non sarebbe mai arrivata in Aula”. Un altro aspetto sottolineato dal vicepresidente Petrucci è quello che alla fine “si tasserà chi fa impresa e lo fa rispettando le regole. Il risultato di questo legge è che alla fine si utilizzeranno i soldi incassati per smaltire e bonificare le tonnellate di rifiuti che vengono abbandonati per le strade”.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli ha esordito spiegando di “non dare giudizi sui profili di legittimità, affidandosi alla valutazione degli uffici e al principio di prossimità”.

“I rifiuti – ha aggiunto – non vanno abbandonati e le tasse vanno pagate”. Sull’utilizzo del gettito che arriverà dall’ecotassa il consigliere Rossi Romanelli ha sottolineato che “verranno spesi in tantissimi ambiti di grande interesse per sostenere e incentivare la transizione energetica, e noi faremo pressione per far sì che le risorse possano essere destinate a questo scopo”.

Nel suo intervento il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi ha ricordato come “la maggioranza abbia provato ad approvare questa modifica normativa con un colpo di mano attraverso un emendamento da discutere in una sessione notturna del Consiglio regionale. Tentativo stoppato dalla minoranza che ha chiesto e ottenuto una discussione più seria, perché le vicende sui rifiuti sono ampie e delicate”. “La Toscana – ha ricordato il consigliere Capecchi – è prima in Italia per numero di discariche e ai primi posti per i reati ambientali.

Senza dimenticare i legami con la malavita organizzata nella vicenda dello smaltimento del keu. Il Piano sull’economia circolare ad oggi non ha partorito nulla, a pagare sono sempre i soliti territori e avete lasciato agli ATO la responsabilità di fare i piani di gestione. Con l’unico risultato che recentemente è stata raddoppiata la capacità di smaltimento dei rifiuti dell’inceneritore di Montale”. “Avete fatto un Piano sui rifiuti – ha concluso il consigliere Capecchi – e la cosa più grave è che non lo avete nemmeno citato in questa legge.

Una legge che con tutta probabilità verrà impugnata dal Governo nazionale per i vizi che ha messo in evidenza la relazione tecnica”.

Nel suo intervento l’assessore regionale con delega all’Ambiente David Barontini ha sottolineato come “la situazione di emergenza abbia reso necessario questo intervento per evitare di correre il rischio di rimanere la discarica dell’Italia. Era necessario porre un freno a questa tendenza ed è stato fatto”. L’assessore Barontini ha ammesso “come il primo tentativo di inserire il provvedimento nella variazione di bilancio sia stato maldestro e condivisa la decisione di stralciarlo”.

“Una modifica sostanziale ad una legge scritta 30 anni fa – ha aggiunto – è necessaria e la discarica deve tornare ad essere l’ultima opzione, valorizzando il riciclo, la prevenzione e il recupero dei materiali. L’aumento dell’ecotassa incentiva comportamenti virtuosi, rendendo meno conveniente lo smaltimento nelle nostre discariche per chi arriva da fuori Regione, destinandole prioritariamente ai fabbisogni dei nostri territori, favorendo la gestione il più possibile vicina ai luoghi di produzione e trattamento.

Il gettito che deriverà dall’ecotassa servirà a finanziare gli enti controllori come l’Arpat, a fare bonifiche, sostenere parchi e riserve e programmare meglio l’economia circolare”. L’assessore Barontini ha concluso il suo intervento ringraziando il lavoro della commissione Territorio e ambiente guidata da Gianni Lorenzetti (Pd) e la minoranza, per il contributo che ha portato a prevedere un emendamento per sterilizzare un aumento della Tari per i cittadini toscani”.

Durante le dichiarazioni di voto il capogruppo Marco Stella ha annunciato il no di Forza Italia. “Ci dite che siamo in una situazione di emergenza, ma siete voi che governate da 40 anni questa Regione e le politiche sono rimaste le stesse. Sono 12 mesi che aspettiamo che ci portiate una revisione della legge 60. Con il gettito di 5milioni volete finanziare Arpat, fare la manutenzione dei parchi, fare politiche sull’economia circolare e sterilizzare l’aumento della Tari, ma di milioni di euro ce ne vorrebbero almeno 50. Se l’obiettivo è chiudere inceneritori e discariche ci dovete dire dove li teniamo i rifiuti e qual è la vostra politica”.

Ad annunciare il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra è stato Massimiliano Ghimenti: “Dall’assessore Barontini abbiamo avuto un’importante apertura sull’avvio di una revisione complessiva della legge 60 sull’ecotassa”. “In questo provvedimento – ha proseguito – si parla prevalentemente di rifiuti speciali che, in quanto tali, hanno un impatto sensibile sull’ambiente e vanno trattati in modo particolare. Il gettito previsto sarà di poco inferiore ai 6miloni di euro e meno di un milione riguarderà le nostre imprese. Nessuno vuole massacrare il lavoro e la salvaguardia rispetto ad un aumento dei conferimenti che arrivino da fuori regione è un aspetto positivo. I soldi che arriveranno da questa tassa verranno spesi su temi per noi fondamentali e sono risorse utilissime”.

Nel suo intervento il presidente della commissione Territorio e ambiente Gianni Lorenzetti (Pd) ha difeso il Piano sui rifiuti approvato nella precedente legislatura: “Per la minoranza questo Piano è il vero problema. L’aumento dell’ecotassa, come tutti gli aumenti non ha colore politico, ma è una necessità per gli amministratori di destra o sinistra”. “Con tutti i vostri tentativi – ha proseguito – non riuscirete a mandarci in confusione e andremo avanti sulla strada indicata dal Piano recentemente approvato, che ha una sua logica, una sua complessità e una sua organizzazione. La vostra speranza è che fallisca, la nostra che abbia successo”. “Il tema dell’ecotassa – ha concluso – è stato strumentalizzato. Si tratta di una tassa utile, 30milioni complessivi (raggiunti con l’adeguamento dell’ecotassa, ndr) possono anche essere pochi, ma ci serviranno per l’Arpat, per i parchi e per organizzare la gestione dei rifiuti”.

A chiudere le dichiarazioni di voto, ribadendo il no di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi che rispetto al suo intervento durante il dibattito ha voluto evidenziare la posizione del Movimento 5 Stelle, “che nella precedente legislatura ha votato contro il Piano dei rifiuti, e che nei 23 punti del programma elettorale, condivisi con la maggioranza, ne ha chiesto la completa revisione”. “Ora – ha concluso – ci dovete dire se il Piano va bene, come sostiene il presidente Lorenzetti, o se va cambiato come chiede il Movimento 5 Stelle. Grazie al nostro contributo avete almeno sterilizzato l’aumento della Tari, ma si tratta di un palliativo rispetto al tema generale. Siamo di fronte a un Piano che ha limiti evidenti e che ora stanno emergendo”.