Tramvia di Firenze, il futuro: la pedonalizzazione incompleta del Duomo

Quasi 10 anni di dibattito sull'attraversamento del Duomo, adesso è il capolinea di piazza dell'Unità a sembrare un'isola spartitraffico


 Dal 2009 ad oggi Firenze attende il completamento di un percorso tra i più suggestivi al mondo. Pensate di poter scendere alla Stazione di Santa Maria Novella dal treno o dal tram e poi a piedi o in bike sharing arrivare ad ammirare la facciata di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e tra loro il Battistero di San Giovanni.
Un sogno rimasto a metà visto che pietra serena, graniglia di cemento, catrame e sanpietrini si mescolano in un guazzabuglio dal senso estetico proprio della periferia estrema, in espansione.
Il lungo dibattito sull'attraversamento del centro storico da parte della Tramvia ha presentato ai fiorentini l'opzione di superficie e quella sotterranea, salvo poi deviare sui viali: una decisione che sembra aver subito nella scorsa estate una strada obbligata a seguito del Repot Unesco che boccia il passaggio in superficie.

Oggi, spulciando tra le caratteristiche progettuali della Linea 2 troviamo che "Serve il Centro Storico, tramite il capolinea in piazza dell’Unità, consentendo la completa pedonalizzazione lungo l'asse che passa di fianco a Duomo e Battistero". Un capolinea che rischia di apparire uno spartitraffico.

Ha riscosso grande interesse ed attenzione l'articolo relativo all'apprezzamento da parte dell'Europa per l'infrastruttura fiorentina: i soldi in arrivo da Bruxelles consentiranno infatti a Firenze di potenziare il sistema in corso di realizzazione.
In queste ore nel capoluogo si dibatte molto anche di un altro tema però, la manutenzione della pavimentazione del centro storico, un lastrico soggetto a grandi sollecitazioni meccaniche. Un tema che vede contrapposti il fronte degli appassionati di pietre antiche ed i sostenitori dell'arredo urbano funzionale, comprese dunque strade transitabili.

C'è un luogo specifico che mette insieme queste riflessioni e ne sviluppa altre; si tratta proprio di piazza Duomo. Nell'ottobre del 2009 paletti e catene hanno delimitato l'area di Santa Maria del Fiore che sarebbe diventata pedonale.
Il 25 ottobre 2009 il sindaco Matteo Renzi presentando la pedonalizzazione di piazza Duomo insieme all’assessore alla mobilità Massimo Mattei, al comandante della Polizia Municipale Ancillotti, al presidente di Ataf Bonaccorsi e ai dirigenti comunali Tartaglia e Parenti spiegava che “Con la pedonalizzazione dell’area del Duomo siamo di fronte alla principale rivoluzione del trasporto. Su 63 linee di Ataf 22 cambieranno e saranno riorganizzate per portare gli utenti ancora in centro. Utenti che, però, dovranno fare dei tratti di strada a piedi in più per arrivare nel cuore della città. Piazza Duomo smetterà di essere considerata come il principale spartitraffico cittadino”.

 Nel 2018 alla vigilia di una nuova rivoluzione del traffico a Santa Maria Novella con la riorganizzazione del trasporto pubblico su gomma in adduzione alle nuove linee del tram sul portale amministrativo dedicato alla Tramvia leggiamo che è allo studio "un’alternativa al passaggio dal Duomo per raggiungere piazza della Libertà tramite il percorso Valfonda-Strozzi-Lavagnini-Libertà e conseguente inserimento verso piazza San Marco" ed è attualmente in fase di definizione progettuale un "completamento della rete tranviaria verso sudest (Linea 3.2), dalla Fortezza sui viali attraverso piazza Libertà, con due rami, uno verso Rovezzano (7 km) e uno verso Bagno a Ripoli (8 km)", completamento che servirebbe le popolose aree di Campo di Marte, Gavinana e Firenze Sud.

 Quel "Benvenuto" da spendere sul mercato del turismo mondiale. Chissà se tra tanti rami e prolungamenti ci sarà finalmente il modo ed il tempo di completare quel collegamento che regalerebbe a Firenze la sua via più spettacolare.

Antonio Lenoci