Linea Faentina: 30 milioni da spendere, i pendolari chiedono come

I pendolari si domandano su quali interventi verranno investiti i fondi


Il Comitato Pendolari del Mugello esprime preoccupazione dopo l'intervista al sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, secondo il quale la destinazione dei fondi destinati all'infrastruttura ferroviaria sarebbe già stata decisa e sarà RFI a effettuare alcuni interventi infrastrutturali.

"Alla vigilia del referendum costituzionale il ministro Riccardo Nencini annuncia trionfante di "aver ritrovato i 31 milioni". Neanche il tempo di gioire che arriva la doccia fredda: "i soldi servono a togliere i passaggi a livello sulla linea per Pontassieve". Il Mugello, più o meno, insorge e allora il Ministro fa marcia indietro. "Aspetto una proposta dal territorio" dice. Non sappiamo quale sia stata la risposta delle Amministrazioni Comunali la nostra è sempre la stessa: "quei soldi devono servire a potenziare la linea Faentina, quindi più corse più treni uguale treno metropolitano. Sappiamo però la risposta del Ministro e di Trenitalia, con il beneplacito della Regione: "i soldi vanno a RFI perché c'è un vincolo che ne prevede la spesa in infrastrutture". Ora noi siamo ben lieti quando qualsiasi risorsa viene spesa per migliorare la Faentina ma abbiamo la memoria buona e non ci stiamo a questo gioco".

Prosegue il Comitato "Fu proprio il ministro Nencini in un evento pubblico a Borgo San Lorenzo qualche anno fa a dire che i 31 milioni erano addirittura già stati spesi e proprio per l'acquisto di nuovi treni (che peraltro non abbiamo mai visto). Dunque allora non c'era il vincolo infrastrutturale? In tutti questi anni in cui, a volte anche da soli, abbiamo chiesto notizie dei 31 milioni c'è stato più volte detto che "non erano mai stati erogati ufficialmente". Com'è allora che se oggi tornano fuori c'è un vincolo? Come fanno a dire che la gestione dei 31 milioni spetta a RFI se 20 anni fa l'azienda RFI nemmeno esisteva?"

La preoccupazione "è che si voglia far passare opere comunque importanti e necessarie, ma magari già previste e comunque a carico di RFI, come il saldo del debito che lo Stato e Trenitalia hanno con questo territorio per le devastazioni seguiti ai lavori per l'Alta Velocità" recita una nota del Comitato.
"L'allungamento di qualche marciapiede, un avvisatore o addirittura il superamento di qualche passaggio a livello (non è il caso della linea Faentina) non rappresentano per noi il saldo di quel debito. Niente nuove corse, niente nuovi treni, il Mugello continuerà a chiedere i 31 milioni".

Redazione Nove da Firenze