Rubrica — Spettacolo

Maggio Musicale Fiorentino: "La Congiura, Firenze 1478" di Riz Ortolani all'Opera

Il musical, in questa sua ultima, rinnovata e definitiva versione andrà in scena dal 10 giugno, titolo extra della stagione estiva


L'OperaMusical “La Congiura, Firenze 1478” andrà in scena il 10 giugno alle 20.30, per la prima volta all'Opera di Firenze, titolo extra dell'intensa stagione estiva 2017 del Maggio Musicale Fiorentino che quest’anno conta 4 titoli di opera, un gala di danza e ben 9 concerti sinfonici. Sono previste 4 recite de La Congiura sempre alle 20.30; oltre alla prima del 10 giugno le repliche dell’Opera-Musical di Riz Ortolani sono programmate l’11, il 12 e il 13 giugno.

Presentato in prima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia nel 2007, con il titolo Il Principe della Gioventù (poiché così il Poliziano chiamava Giuliano de’ Medici) con la regia di Pier Luigi Pizzi e poi riproposto anche a Milano nel 2009 e al Teatro della Pergola di Firenze in una successiva edizione - ma ancora in via sperimentale - approda finalmente all’Opera di Firenze nella sua ultima e definitiva e rinnovata versione con la regia di Sandro Querci e le coreografie di Fabrizio Angelini; si tratta quindi a tutti gli effetti di una prima assoluta dell’OperaMusical di Riz Ortolani che finalmente va in scena con il più attuale titolo La Congiura, Firenze 1478.

Il progetto originale di Riz Ortolani - pensato e maturato per anni, poi completato con la collaborazione di Ugo Chiti - è liberamente tratto dal famoso episodio storico noto come la “congiura dei Pazzi” che segnò fortemente il Rinascimento fiorentino, periodo caratterizzato da straordinarie personalità intellettuali, da una riscoperta artistica e dalla affermazione individuale. Il tragico tentativo del 1478 di stroncare (con il sostegno del papato) il potere mediceo, potere non solo economico e temporale ma anche culturale e artistico, da parte della famiglia di banchieri fiorentini dei Pazzi, capeggiato da Francesco, portò all'uccisione di Giuliano de' Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore durante la messa dell'Ascensione del 26 aprile. La congiura vide il coinvolgimento non solo di Papa Sisto IV ma anche della Repubblica di Siena e il Regno di Napoli, che con il pretesto di liberare la città di Firenze dai suoi “tiranni”, intendevano ampliare il proprio potere. Il popolo però rimase fedele ai Medici e si scatenò contro i congiurati, i quali pagarono con la vita.

Il Principe Giuliano de Medici, simbolo di forza e gioventù cavalleresca, celebrato dal Poliziano nelle Stanze per la giostra, il suo amore per la giovane Fioretta, madre del futuro Papa Clemente VII, la Firenze medicea, il calcio storico, rivivono attraverso le note del maestro Ortolani in una opera di grande intensità musicale e teatrale. Il famoso episodio storico permette grazie alla musica di Riz Ortolani, la coinvolgente messa in scena di un epoca inquieta, dove intrighi, tradimenti personali e familiari si mescolano con l’amore, la religione, l’ambizione e l’ipocrisia delle relazioni politiche e diplomatiche. Una commistione di grandi eventi e forti sentimenti, vissuti da personaggi giovanissimi seppur straordinari in un periodo di ricchezza irripetibile per le arti e la cultura del mondo: il Rinascimento italiano.

La regia de “La Congiura, Firenze 1478è di Sandro Querci, casting e vocal coach, presente anche sul palco nel ruolo di Francesco de’ Pazzi. Le ispirate liriche sono di Lorenzo Raggi e Mae Kroville; Fabrizio Angelini firma le coreografie; la cupola è la versione originale di Pier Luigi Pizzi.

Redazione Nove da Firenze