Rubrica — Arte & Mercato

Big Clay, Firenze insulta arte e artigianato?

Non si arrestano le polemiche per l'opera di Urs Fischer installata in piazza della Signoria


 Poche le critiche costruttive che prendano ad esame materiali e prospettive, dialoghi mancati o impatti scenografici, o che invitino ad esempio ad una diversa collocazione, molti invece gli insulti all'opera. Perché?

Sulla maggior parte di post e commenti spicca il termine "cagata" e sue variazioni o meglio "deiezione" che sarebbe stata offerta in pasto al turismo di massa. 
Eppure ciò che l'occhio attento potrebbe cogliere sarebbe la naturale forma della materia, un monumento alla semplicità del gesto umano che plasma la forma.
Sulla superficie di alluminio che rappresenta piccoli pezzi di creta modellati, sono riconoscibili anche le impronte digitali dell’artista.

 Si tratta di un monumento alla manualità creativa più semplice e quotidiana calato in un contesto Rinascimentale che avrebbe fatto proprio della manualità e della creatività la sua grande fortuna.
Nel cuore del centro storico accusato oggi di essere stato "sottratto agli artigiani" la creta, materia prima naturale, viene additata come una enorme cacca. 

Mai visitato il laboratorio o la bottega di un grande artista? Attorniata da statue estratte da blocchi di marmo o forgiate in bronzo e magari decorate con colori impastati o con pigmenti dopo averle elaborate in modelli di gesso, cera o creta, Big Clay dialoga eccome con l'arte tutta, ma non con il pubblico. Sarà colpa dell'arte o del pubblico?  

Il Sindaco di Firenze, Dario Nardella ha spiegato come Firenze abbia creato negli anni "cortocircuiti ed esperienze dialettiche anche spiazzanti tra antico e contemporaneo, tra linguaggi e stili, tecniche e materiali" con l’intento di "incuriosire e restituire un poco di vitalità allo sguardo, molte volte disabituato a scoprire il nuovo perfino nell’antico".

 Incapaci di sorprendersi gli occhi di oggi? Continua il primo cittadino "Dobbiamo sfidare i pregiudizi e le ideologie di comodo, godiamoci con stupore e sorpresa le opere di Urs Fischer, artista neo-rinascimentale. Siamo pronti ad accogliere l'energia poetica di questo straordinario artista, assieme alle emozioni e discussioni che le sue invenzioni provocheranno". Discussioni omologate che creano poco dibattito ed annullano le interpretazioni personali nella condivisione. Se almeno vi fossero critiche spregiudicate e creative.

Eppure una cacca fossile in tutto questo esiste. "Firenze ormai si è aperta al contemporaneo - ha detto ancora Nardella - è un laboratorio e non vuole ridursi a essere una bella vetrina, una città museificata. Vogliamo essere protagonisti del presente per non ridurre l'aureo rinascimento a un fossile del passato" ecco dove troviamo la deiezione evaporata, essiccata e tramandata nei secoli.

Il pubblico, oramai disabituato a scoprire, può essere più curioso e vitale di quanto non creda. 

Redazione Nove da Firenze