Approvato dal consiglio comunale il ‘Piano di qualità dell’aria 2016-2019’

Passa emendamento di Firenze Riparte a Sinistra per sostituire i mezzi del comune con vetture elettriche. Fabrizio Ricci (Presidente Commissione Ambiente, Vivibilità urbana e Mobilità): “Un piano lungimirante che guarda al futuro ambientale di Firenze”. Arianna Xekalos (M5S): “Il PD si dimentica delle future fonti di inquinanti con aeroporto, autostrada e inceneritore”. Scaletti: “Aeroporto, inceneritore, TAV, nuovo stadio, l’immobilismo del PD, governo del fare… e disfare”. Amato (AL): “Molti buoni propositi ma pochi fatti concreti per tutelare l’ambiente e la salute pubblica”


Il 2016 si appresta ad essere il più caldo mai registrato. E' quanto riferiscono gli scienziati dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo) in uno studio preliminare presentato a Marrakech in occasione della Cop22 sul clima. E nella seduta di questo pomeriggio il consiglio comunale di Firenze ha approvato il ‘Piano di qualità dell’aria 2016-2019’.

«É uno strumento di pianificazione dell'amministrazione comunale – ha spiegato l’assessore Bettini – che contiene una serie di interventi che si intende mettere in atto per la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera ed il conseguente miglioramento della qualità dell’aria». Si divide in due parti: la prima, introduttiva che fornisce il quadro conoscitivo; la seconda che riporta l’elenco degli interventi da adottare che si suddividono, a loro volta, in strutturali e contingibili: i primi hanno carattere permanente e con la loro adozione si ottiene una riduzione delle emissioni che si mantiene costante nel tempo; gli altri hanno la peculiarità di essere limitati nel tempo e nello spazio e vengono stabiliti in modo coordinato e condiviso da tutti i Comuni dell’agglomerato di Firenze: Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa, Signa. In questa area sono presenti 7 stazioni di misura: 4 stazioni urbane-fondo (a Boboli, in viale Ugo Bassi, a Scandicci ed a Signa); 2 stazioni urbane-traffico (in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse); 1 stazione sub urbana fondo a Settignano.

Novità

Se l’inquinamento supererà la soglia di legge, i limiti alla circolazione si incroceranno con le previsioni meteo e scatteranno immediatamente su tutti i centri abitati e non nella sola ztl come invece era finora il primo passo. I provvedimenti dureranno comunque cinque giorni e non si interromperanno se il meteo migliorerà. Mentre il primo e più lieve intervento, ossia la comunicazione ai cittadini di cosa fare per conservare l’aria pulita, partirà autonomamente dal 1° novembre senza attendere che lo smog dia segni di salire. Gli interventi hanno l’obiettivo di impedire al PM10 (le polveri fini) sfori la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo più di 35 volte l’anno. Adesso però non si chiuderà più il conteggio a dicembre per riprenderlo da zero a gennaio, ma lo si farà in continuazione nei mesi neri dello smog, da novembre a marzo.
Interventi strutturali

Hanno carattere permanente e con la loro adozione si ottiene una riduzione delle emissioni che si mantiene costante nel tempo. Tre i settori di intervento: mobilità, climatizzazione degli edifici; risparmio energetico; informazione al pubblico ed educazione ambientale.

Interventi strutturali sulla mobilità

Nella ztl sono previste limitazioni alla circolazione dei veicoli euro 1 a benzina ed euro 2 diesel. Scatteranno a partire dal marzo 2018, data prevista per l’entrata in esercizio delle linee 2 e 3 della tramvia. Tali limitazioni saranno applicate in modo progressivo e rese totali entro il periodo nel quale sarà in vigore il piano. Sarà approntato un programma nel quale dovrà essere definita la tipologia dei veicoli interessati e l’articolazione temporale dei provvedimenti da adottare con i Comuni dell’agglomerato per l’estensione della limitazione alla circolazione dei veicoli.

Interventi strutturali per la climatizzazione degli edifici e il risparmio energetico

Il Pac individua, anzitutto, gli interventi sugli impianti termici e l’efficientamento energetico negli edifici comunali. Per quelli non abitativi (come piscine, palestre, uffici scuole) sono previsti interventi sui dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento, di distribuzione contenimento della dispersione del calore o del fresco con coibentazioni. Per gli immobili comunali per edilizia residenziale pubblica (ERP) si prevede di realizzare i nuovi con la massima efficienza energetica e di ottimizzare gli edifici esistenti. A questi si aggiungono la verifica della manutenzione degli impianti termici privati (nel prossimo biennio, passeranno da 9.000 a 10.500 all’anno) e interventi per l’ammodernamento degli impianti termici privati incentivando, ad esempio, la sostituzione delle caldaie con vetustà maggiore di 15 anni, con generatori di calore “Low NOx" (si valuterà, inoltre, la possibilità di erogare incentivi comunali per la sostituzione delle caldaie più obsolete).

Interventi contingibili

Potranno essere adottati solo in caso di sforamento del parametro del PM10. Sono previsti due moduli, a seconda che si raggiunga il valore 1 o il valore 2 dei cosiddetti 'indici di criticità della qualità dell’aria' (ICQA). Il primo modulo si attiva di default nel periodo dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno. Gli interventi prevedono inviti e raccomandazioni a comportamenti virtuosi per ridurre le emissioni, in particolare per l’utilizzo di biomassa per riscaldamento e abbruciamento all’aperto di residui vegetali. Il secondo si attiva sempre dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno se, sommando il numero di superamenti delle soglie limite registrati nei 7 giorni precedenti ed il numero dei cosiddetti ‘semafori rossi’ (quando le previsioni meteo non consentono la dispersione dello smog) dei 3 giorni successivi, per una finestra temporale complessiva di 10 giorni, si raggiunge almeno il valore 7. Gli interventi riguardano la riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento, alimentati a gasolio o pellet, ad otto ore giornaliere e riduzione della temperatura dell’aria negli ambienti, a 18°C negli edifici adibiti a civile abitazione e a 17°C negli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili; il divieto di utilizzo di legname in caminetti aperti o chiusi e in stufe tradizionali per riscaldamento laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento; il divieto di accesso e transito dalle 8.30 alle ore 12.30 e dalle 14.30 alle ore 18.30 in tutto il centro abitato a motocicli a 2 tempi Euro 1; autovetture a benzina Euro 1 e a diesel Euro 2 ed Euro 3, veicoli diesel Euro 1 per il trasporto merci e veicoli commerciali diesel euro 2.

"Oggi in consiglio comunale è stato approvato il Piano di Azione Comunale, volto a ridurre l’inquinamento e le emissioni nel nostro comune. Un piano purtroppo troppo tiepido e segnato da una profondissima contraddizione: da una parte si vogliono ridurre le emissioni, concentrandosi per altro su quelle provenienti dai caminetti, dall’altra si prosegue con la scelta scellerata dell’inceneritore e del nuovo aeroporto, che aumenteranno le emissioni in una zona già soggetta a livelli critici di inquinamento (come riporta lo stesso PAC). Abbiamo dato il nostro contributo, presentando emendamenti e ordini del giorno. Dei numerosi emendamenti, solo uno è stato approvato, quello che prevede che si sostituiscano i mezzi del comune con veicoli elettrici, oppure, nel caso in cui siano in buone condizioni, si proceda a convertirli a metano o GPL. Abbiamo presentato molti ordini del giorno, che saranno discussi in commissione nelle prossime sedute, fra i quali ci preme ricordare i due con i quali si chiede che l’amministrazione faccia in modo che entro il 2023 il car sharing a Firenze sia effettuato solo con veicoli elettrici, ed entro il 2025 tutti i taxi di Firenze siano elettrici". 

“E’ un atto di indirizzo che individua gli obiettivi e le linee di azione per il risanamento della qualità dell’aria in città. Un piano lungimirante – sottolinea il Presidente Commissione Ambiente, Vivibilità urbana e Mobilità Fabrizio Ricci – che guarda al futuro ambientale di Firenze. Il documento è stato redatto sulla base delle nuove disposizioni approvate dalla Regione Toscana e tenendo conto dell’analisi dei dati territoriali sulla qualità dell’aria. Il Piano è il risultato di un lavoro di coordinamento di tanti servizi, la cui collaborazione è stata condizione fondamentale per il raggiungimento della stesura del PAC. Il Piano contiene gli interventi di tipo strutturale a carattere permanente (finalizzati al miglioramento ed al mantenimento della qualità dell’aria attraverso la riduzione delle emissioni) ed i provvedimenti contingibili da porre in essere nelle situazioni a rischio di superamento dei valori limite. La riduzione dell'inquinamento, di fatto, si realizza con interventi strutturali sulla circolazione stradale e sulle emissioni in genere. Firenze – conclude il Presidente Fabrizio Ricci – è adesso pronta a mettere in atto tutti i controlli necessari ed i relativi provvedimenti utili a salvaguardare la salute dei cittadini”.

“Finalmente un Piano che la Giunta sceglie di portare in Consiglio Comunale anche se non obbligatorio. Ci sarebbe piaciuto poterlo affrontare insieme al nuovo Regolamento del Patrimonio Arboreo, così da poter discutere, ancora una volta, della possibilità di piantare anche a Firenze alberi che hanno funzione “antismog”, ma che in questo Comune si sceglie di non prendere in considerazione e, anzi, si continua a tagliarne altri” commenta Arianna Xekalos, consigliera comunale del MoVimento 5 Stelle di Firenze. “Abbiamo votato contro, non potevamo fare diversamente, soprattutto perché questo Piano non tiene conto degli effetti cumulativi dell’inquinamento chimico, proveniente da aeroporto, autostrada e inceneritore” dichiara Xekalos. “Sia a livello comunale che a livello regionale abbiamo fatto più volte presente che a Firenze manca un’adeguata copertura della rete di centraline, le quali sono troppo poche e spesso lontane dalla principale fonte di inquinamento. Ogni volta che abbiamo fatto proposte in tal senso sono state bocciate” conclude Xekalos.

Questo l’intervento della consigliera Cristina Scaletti (La Firenze viva): “Eppur non si muove. Aeroporto fermo, inceneritore fermo, alta velocità ferma, nuovo stadio fermo. Leggiamo le dichiarazioni del Governo, del Presidente della Regione, poi del Sindaco e di altri, tutti pronti a puntare il dito verso l'altro o verso altri. E meno male che questo era il governo del fare. Per carità rispetto ad opere sbagliate o impattanti o dannose meglio lo stop, ma forse non andavano neanche iniziate anziché devastare una città o investire risorse e tempi in strutture senza pianificazioni congrue oppure senza onorare gli impegni. E tutto questo nonostante che il PD governi sia a livello nazionale che regionale che comunale. Ci ricordiamo ancora le parole di Renzi, quando disse che il suo era il governo del fare. Forse manca il seguito: del fare e del disfare. Nel meraviglioso gioco delle parti, dove a farne le spese purtroppo sono i cittadini e la città di Firenze”.

“Con le misure previste nel nuovo Piano d’Azione Comunale è probabile che un concreto blocco del traffico non si verifichi mai". Così commenta Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, il piano antismog in discussione in Consiglio Comunale. “Il calcolo dei 7 giorni rischia di non essere sufficientemente cautelativo – aggiunge la consigliera – infatti verificando i dati sui superamenti del PM10 dello scorso gennaio, il periodo più critico per lo smog, non ci sarebbe stato nessun blocco delle auto diesel euro 2 e 3 e a benzina euro 1, 60,855 auto in tutta la provincia di Firenze. Cosi come poco incisivi sono le limitazioni per le auto più inquinanti come i diesel euro 2 e benzina euro 1 – continua Amato – che partono dal marzo 2018 e riguardano un totale di 20.132 auto su un totale di 656.758 in tutta la provincia e non è dato sapere quante sono quelle inerenti solo la nostra città e va specificato che riguarda solo divieti per la sola ztl”. “Tutta l’attenzione sembra concentrata sulla guerra alle stufe a pellet e ai caminetti – sottolinea Amato – che di sicuro sono meno impattanti sulla salute umana delle auto diesel, il problema della nostra città è il traffico”. La consigliera spiega che “nel Pac sono molti i riferimenti alla necessità di usare i mezzi pubblici, la mobilità condivisa e sostenibile ma mancano totalmente gli incentivi così come le agevolazioni: per questo con 9 emendamenti e 14 ordini del giorno ho cercato di rendere più efficace e concreto il piano”. Secondo la consigliera si deve puntare a realizzare incentivi e agevolazioni che consentano ai cittadini di poter sceglier di lasciare a casa l’auto: nuovi incentivi per veicoli elettrici e per recarsi al lavoro in bici, per la rottamazione dei diesel euro 2, raccomandazioni sul futuro bando per il bike sharing e il car sharing, progressiva sostituzione dei mezzi inquinanti del parco auto comunale. “Va affrontata una volta per tutte la questione delle centraline collocate nei giardini e della loro effettiva rappresentatività, come quella di Boboli: la mia proposta – conclude la consigliera Amato – è di spostarla in una piazza dell'Oltrarno o nella zona di Peretola, dove si potrebbe già collocare una centralina mobile per un primo monitoraggio dell’aria”.

Redazione Nove da Firenze