Il Maestro Seiji Ozawa cittadino onorario di Firenze

La cerimonia di conferimento questa mattina in Palazzo Vecchio alla presenza del sindaco Matteo Renzi e del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani.


MUSICA — Il Maestro Seiji Ozawa è diventato cittadino onorario di Firenze. La cerimonia di conferimento si è svolta questa mattina, nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, alla presenza del sindaco Matteo Renzi, del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani e del sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Francesco Giambrone.
Direttore d’orchestra dalla prestigiosa carriera internazionale, nato nel 1935 nella città cinese di Shenyang, nel Manchukuo, territorio occupato all’epoca dal Giappone, Ozawa ha iniziato giovanissimo lo studio della musica a Tokyo, aggiudicandosi presto importanti premi che gli hanno consentito di divenire allievo di Herbert von Karajan a Berlino e assistente di Leonard Bernstein a New York.
Per quasi trent’anni è stato direttore musicale della Boston Symphony, prima orchestra americana ad esibirsi sotto la sua guida nella Repubblica Popolare Cinese nel 1979, dopo il ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Nel 2002 Ozawa ha assunto la direzione della Staatsoper di Vienna ed è stato il primo giapponese a salire sul podio del tradizionale concerto di Capodanno in mondovisione dei Wiener Philharmoniker.
«Ci potremmo domandare a cosa servono le città nel tempo che stiamo vivendo – ha sottolineato il sindaco Matteo Renzi nel suo intervento – sicuramente chi le amministra deve controllare, sistemare, stare attenti alle piccole e grandi cose, ma deve anche impegnarsi a far sì che le città siano portatrici di messaggi per il mondo».
«La cosa più importante che può fare una città è risvegliare il bisogno di bellezza che ha il nostro tempo – ha proseguito – vedendo le immagini del momento conclusivo di una giornata importante, la chiusura al traffico di piazza Duomo del 25 ottobre scorso, e sentendo ancora nel cuore il senso di una grande storia che lega il maestro Ozawa alla nostra città, scopriamo che Firenze deve andare al di là dell’impegno nel quotidiano, deve essere messaggera di bellezza».
«Questo piccolo riconoscimento che il consiglio comunale ha voluto attribuire al maestro Ozawa – ha concluso il sindaco – è la restituzione di un grande affetto e di un grande amore. E’ l’affetto che lega la città, considerata non solo un ammasso di pietre e di case ma anche soggetto vivo, forte e vitale a una delle persone che hanno dato passione e amore a Firenze. La cittadinanza onoraria è il piccolo grazie per un grande amore e rappresenta anche il desiderio di continuare questa strada insieme, sapendo che oggi le città hanno bisogno di impegnarsi in tanti settori. Hanno bisogno, ad esempio, di essere in prima fila nella battaglia per la sostenibilità cui lei spesso ha fatto cenno: questi temi non vanno lasciati solo alle istituzioni mondiali.
Ed è importante soprattutto che le città abbiano un proprio ruolo nel mondo quando affermano che i valori di bellezza, arte e cultura, tutto ciò che la musica esprime con una sensibilità unica, non siano solo ricordati ma anche incoraggiati per il domani».
«Oggi – ha detto il presidente Giani - siamo veramente felici di tradurre in atto ciò che il consiglio comunale nella sua ultima seduta, quella di lunedì scorso, ha deciso all’unanimità. La cittadinanza onoraria significa il riconoscimento di un legame particolare con una grande personalità della cultura internazionale. Ma non solo: vediamo che il rapporto con la città, attraverso il Teatro Comunale, si stringe sempre di più sulla base di valori forti».
«Sono veramente molto felice – ha scritto in un messaggio il Maestro Zubin Metha - che il consiglio comunale di Firenze abbia deciso di concedere la cittadinanza onoraria al mio amico Seiji Ozawa, uno dei più grandi direttori di orchestra al mondo, al quale mi lega un’amicizia che dura da oltre quarant’anni. Nel nostre carriere – ha ricordato – si sono più volte incrociate fin dagli anni Sessanta, e ci hanno visti intrattenere sempre rapporti di buon vicinato: quando io ero direttore musicale a Montreal, lui era a Toronto, quando ho avuto l’incarico a Los Angeles lui l’ha avuto a San Francisco, e quando lui era alla testa della Boston Symphony io ero alla New York Philarmonic».
«Condivido e appoggio dunque in pieno la decisione del Comune – ha concluso il Maestro Metha – e sono orgoglioso che oggi anche Seiji diventi fiorentino». (fn)

Redazione Nove da Firenze