Villa La Quiete, riapre l'Aula di Scienze delle Montalve

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 11 maggio 2026 – Una pagina di storia dell’istruzione femminile torna a vivere a Firenze. Venerdì 15 maggio alle ore 17 Villa La Quiete in via di Boldrone 2 ospita la presentazione del riallestimento de L’Aula di Scienze del Conservatorio delle Montalve, all’interno della rassegna “A scuola in villa”.Il progetto, curato dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, restituisce alla città un ambiente unico: l’aula dove le giovani allieve delle Montalve studiavano scienze tra Otto e Novecento. Banchi, strumenti didattici e materiali d’epoca raccontano un modello educativo d’avanguardia per l’epoca, in cui lo studio sperimentale era parte centrale della formazione femminile.

Gli interventi

A illustrare il lavoro di ricerca e riallestimento interverranno:

- David Caramelli Presidente del Sistema Museale di Ateneo

Lucilla Conigliello, Direttrice tecnica del Sistema Museale di Ateneo

- Donatella Pegazzano, Professoressa di Museologia Unifi e curatrice del progetto

- Maria Maddalena Grossi, Borsista di ricerca SMA e curatrice del progetto

- Donatella Lippi, Professoressa di Storia della Medicina Unifi

- Stefania Lotti e Laura Faustini, curatrici del Museo della Fondazione Scienza e Tecnica

- Gianna Innocenti, curatrice Museo La Specola. Ospiti d’eccezione saranno le ex alunne della scuola, testimoni dirette della vita nel Conservatorio.

Un luogo, una storia 

Villa La Quiete, sede dell’Antico Conservatorio delle Montalve, fu per secoli un centro di educazione femminile legato alla famiglia Medici. Il riallestimento dell’Aula di Scienze permette di rileggere il ruolo delle donne nella diffusione del sapere scientifico, in un contesto che univa disciplina, cultura e sperimentazione.

INFO PRATICHE

Quando:

Venerdì 15 maggio 2026, ore 17.00 

Dove: Villa La Quiete, Via di Boldrone 2, Firenze

Ingresso: libero e gratuito 

Contatti: 055 2756444 | edu@sma.unifi.it | http://sma.unifi.it

Un’occasione per entrare in una classe di cento anni fa e scoprire come, già allora, la scienza era anche “roba da ragazze”.