Verso una svolta urbanistica a Firenze?
«Siamo soddisfatti che il percorso avviato nei mesi scorsi con l’audizione del dott. Alberto Di Cintio, promotore e firmatario del documento “Per una svolta urbanistica a Firenze”, abbia trovato oggi un ulteriore momento di approfondimento nelle Commissioni 3 e 6, Ambiente e Urbanistica, con gli interventi anche di Sergio Paderi, Giuseppe Moschi e Giovanni Amaducci».
Lo dichiara Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Affari Istituzionali, a seguito della seduta congiunta della Commissione 6 – Ambiente, vivibilità urbana e mobilità e della Commissione 3 – Territorio, urbanistica, infrastrutture e patrimonio.
«Come presidente della Commissione Affari Istituzionali sono particolarmente soddisfatto di aver fatto da apripista, portando per primi all’interno delle istituzioni comunali il confronto con una realtà importante della nostra città.
Credo che il documento “Per una svolta urbanistica a Firenze” abbia innanzitutto un merito: costringerci a discutere non soltanto di come trasformiamo Firenze, ma di chi deve avere voce quando Firenze viene trasformata. È esattamente qui che urbanistica e partecipazione si incontrano: nelle scelte che incidono sulla città e sulla vita dei cittadini, il loro coinvolgimento non può arrivare soltanto a decisioni già prese.
Il fatto che oggi questo confronto sia proseguito anche nelle commissioni direttamente competenti in materia di ambiente e urbanistica rappresenta quindi un passaggio positivo.
Ci fa particolarmente piacere, inoltre, l’apprezzamento espresso dai firmatari nei confronti della bozza del nuovo Regolamento sulla Partecipazione, attualmente in fase di elaborazione nella Commissione Affari Istituzionali, per il quale è stato auspicato un percorso rapido verso l’approvazione.
Adesso rimaniamo in attesa dei contributi di tutte le forze politiche, con l’obiettivo di arrivare quanto prima a definire il nuovo Regolamento sulla Partecipazione e dotare Firenze di strumenti capaci di rendere la partecipazione dei cittadini concreta e realmente incisiva nei processi decisionali».
Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) approfondisce:
"Questa mattina le Commissioni 3 e 6 del Consiglio comunale, in seduta congiunta, hanno audito una delegazione delle firmatarie e dei firmatari del documento «Per una svolta urbanistica a Firenze», nato dal convegno del 12 settembre 2025 a Palazzo Pucci. Ringraziamo chi ha lavorato ai testi inviati e le presidenze che hanno convocato l'audizione: è un lavoro serio, e chiede al Consiglio comunale di fare il proprio mestiere, da allargare alle forze politiche e civiche presenti sul territorio.Senza intestarci nulla, perché l'autonomia dei percorsi è fondamentale, ricordiamo come sulla moratoria delle vendite e sul censimento del patrimonio pubblico abbiamo depositato a luglio una mozione sui patrimoni sociali, oltre a un ordine del giorno per sospendere le vendite Invimit.
Sull'articolo 35 comma 5 delle norme tecniche del Piano Operativo, quello che consente al Consiglio di approvare uno schema progettuale prima di conoscere l'esito delle verifiche, abbiamo depositato un ordine del giorno a luglio, sul caso di Villa Le Brache. Sulla monetizzazione dell'housing sociale c'è l'ordine del giorno su via Burci e l'interrogazione di agosto su via della Chimera. Sui concorsi di progettazione e contro l'appalto integrato al massimo ribasso, ci sono un'interrogazione e una mozione di giugno.
Sull'ex Officina Grandi Riparazioni molto chiediamo già dalla precedente consiliatura. Sul Cubo Nero e sull'insufficienza del cosiddetto Piano Unesco, c'è un'interrogazione di luglio. Sul regolamento europeo per il ripristino della natura, abbiamo depositato una mozione sulla depavimentazione ad agosto.Sugli studentati la storia è articolata e lunga. Nel marzo 2023 e nel marzo 2024, quando il Consiglio adottò e poi approvò il Piano Operativo, depositammo emendamenti su quegli stessi articoli.
Nel 2024 ne risultano ventuno in tabella, respinti tutti. Quello sull'articolo 19 punto 4.2, cioè sui giorni di uso turistico concessi agli studentati, ebbe parere tecnico favorevole e tre voti a favore. Il punto non è che gli uffici non capissero: è che la maggioranza ha votato no lo stesso.Sulla monetizzazione aggiungiamo una precisazione che ci pare utile a chi quel documento lo ha scritto. L'obbligo di monetizzare negli interventi conservativi con cambio di destinazione d'uso non sta nelle norme tecniche del piano: sta nel Regolamento approvato il 7 luglio 2025, dove si legge che la quota di edilizia convenzionata «è corrisposta esclusivamente attraverso la monetizzazione».
Si può cancellare con una delibera di Consiglio, senza variante e senza passaggi in Regione: si può fare adesso, quindi. I vent'anni di durata del vincolo, invece, stanno nelle norme tecniche in tre punti diversi, e lì la variante serve. Vale la pena ricordare che il testo unico dell'edilizia permette di arrivare a trent'anni: Firenze ha scelto il minimo.C'è poi una questione di tempi che riguarda tutte queste richieste insieme. Le misure di salvaguardia scattano dall'adozione di una variante, non dalla sua approvazione e nemmeno dalla sua richiesta: finché non si adotta, la norma che si vuole abrogare resta in vigore e chi ha un progetto pronto fa in tempo a presentarlo.
Per questo non basta chiedere le modifiche: servono date e impegni concreti da parte di chi governa.Prendiamo atto del dialogo avviato oggi: non ci interessa rivendicare niente come gruppo di opposizione, rispetto a questo percorso. Ci aspettiamo che il Consiglio comunale e i Consigli di Quartiere vogliano accogliere questa richiesta di partecipazione per permettere di migliorare il modo in cui si fa politica in Città, dentro e fuori le istituzioni".
LA SODDISFAZIONE DI ALBERTO DI CINTIO
"Come firmatari del Documento "Per una volta urbanistica a Firenze" esprimiamo un giudizio molto positivo circa la odierna seduta congiunta delle Commissioni Consiliari Urbanistica e Ambiente. Una riunione lunga e molto partecipata in cui abbiamo raccolto molti consensi trasversali sia sul nostro percorso e metodo propositivo, sia sulle numerose proposte che abbiamo presentato.
In primis abbiamo confermato il nostro punto di partenza, ovvero la necessità che il Comune, a fronte della evidente crisi dell'attuale impianto urbanistico, intervenga non con episodici correttivi quanto piuttosto con una vera e propria svolta urbanistica complessiva.Quindi abbiamo approfondito e sviluppato diversi temi del nostro documento generale sottoponendo ai consiglieri numerosi punti, fra i quali citiamo, per le modifiche regolamentari:
- messa in atto di una pianificazione particolareggiata per il centro storico condotta sulla base dei fabbisogni espressi dalla popolazione residente;- soppressione del regime di eccezione riguardante le cosiddette Aree di trasformazione private e trasformarle in interventi richiedenti l’obbligo dei Piani Attuativi e tutti partecipati;- reintroduzione dell’obbligatorietà del restauro sugli edifici vincolati e su quelli di “valore documentale”,- abolizione della iniqua pratica della monetizzazione di standard e social housing,- mix di numerose modifiche sugli Alloggi Universitari e sugli Studentati Privati.
Per quanto riguarda il delicato tema della Partecipazione, abbiamo espresso apprezzamento verso della bozza del Nuovo Regolamento sulla Partecipazione in fase di elaborazione nella Commissione Affari istituzionali, e quindi invitato i Consiglieri ad approvarlo quanto prima e auspichiamo all’unanimità.
Per quanto riguarda proposte e modifiche sui temi ambientali e climatici, abbiamo richiamato con forza l’applicazione del Regolamento UE 2024/1991 “Ripristino della Natura” e quindi fatto presente che entro il 2030 (praticamente oggi) il Comune dovrà dotarsi di un Piano Urbano della Natura, ovvero un piano capace di integrare la biodiversità, la connettività ecologica, la regolazione dell’aria, dell’acqua e del clima, la salute del suolo, la protezione dai rischi naturali in un unica strategia globale.Proposto anche il tema dei Rioni, con la richiesta di coinvolgimento del Comune per cominciare ad elaborare un nuovo progetto di costruzione dal basso della governance pubblica con la creazione dei rioni per la rappresentanza e gestione dei beni comuni.
Infine rinnovato l'appello ad attivare un deciso impegno per i Concorsi di idee e di progettazione trasparenti e aperti ai giovani, per favorire un Processo Amministrativo più efficace, più trasparente e più Partecipato in modo da garantire anche la Qualità Architettonica e la Sicurezza nei Cantieri, e anche per creare le condizioni per valorizzare le energie creative dei giovani, migliorare la fiducia nelle Istituzioni e offrire opportunità di lavoro qualificato, anche per ridurre la fuga dei cervelli dal nostro Paese".