Vendite boom di gioielli presso i Compro oro
Con le quotazioni dell’oro che hanno raggiunto livelli record sui mercati internazionali sta aumentando in modo sensibile anche in Toscana il numero di cittadini che decide di disfarsi di collane, anelli, braccialetti presso gli esercizi di “Compro oro”, diffusi in modo capillare sul territorio regionale, in cambio di liquidità immediata. Ma proprio i prezzi record dell’oro potrebbero dare vita a situazioni ambigue, condizioni svantaggiose o vere e proprie fregature ai danni degli utenti che vogliono fare affari vendendo monili inutilizzati.
A lanciare l’allarme è il Codacons, che ricorda ai cittadini della Toscana le regole da seguire con la massima attenzione quando si intende vendere gioielli o altri beni in oro presso tali esercizi.
Prima di recarsi in un “Compro oro” è bene pesare a casa l’oggetto che si intende vendere e verificare le quotazioni giornaliere dell’oro espresse in grammi e non in once – spiega l’associazione – E’ bene poi controllare se sul monile sia riportato il numero di carati, ossia l’unità di misura della purezza del metallo: il prezzo dell’oro sui mercati, infatti, si riferisce infatti al metallo puro a 24 carati, mentre la maggior parte di gioielli e monili commercializzati ai consumatori è a 18 carati. Indipendentemente dal tipo di oro (giallo, bianco o rosa), ciò che conta è la quantità d’oro puro presente.
Al momento della valutazione dell’oggetto, l’esercente deve pesare il bene davanti al cliente con una bilancia di precisione e presentare la propria offerta riferita al peso in grammi: questa terrà conto anche della commissione applicata dal negoziante, ossia uno “spread” per remunerare l’attività dell’esercizio, in media compreso tra il 15% e il 25%.
Prima di vendere il monile, è bene farsi rilasciare un preventivo scritto e confrontare diverse offerte dei “Compro oro” della propria zona: le differenze delle condizioni praticate possono essere molto diverse tra un esercizio e l’altro.
Infine, è fondamentale rivolgersi solo ad esercizi autorizzati e iscritti nell’apposito registro degli operatori professionali in oro – conclude il Codacons.