I trattori diventano star nei borghi di Figline e Lastra a Signa

Redazione Nove da Firenze

Tra le note itineranti della Zastava Orkestar e il rintocco delle campane, borghi come Figline e Lastra a Signa non celebrano solo la fine delle vacanze, ma un ritorno viscerale alle radici. Com’è possibile che tradizioni secolari riescano ancora a far battere il cuore di generazioni nate nell'era digitale? La risposta è un mix potente di memoria e audacia che merita di essere raccontato.

Raggiungere il traguardo della 245ª edizione non è un dettaglio statistico, è un atto di resistenza culturale. L’Antica Fiera di Lastra, in programma dal 28 al 30 agosto 2026, si conferma come uno dei pilastri storici dell'area fiorentina. Nata come fiera agricola scandita dai tempi del raccolto, la manifestazione ha saputo trasformare il centro di Lastra a Signa in un palcoscenico a cielo aperto.

Oggi, la fiera sa parlare linguaggi diversi. Si passa dall'energia di Andrea Agresti in Fritto misto republic in Piazza Garibaldi alla sottile ironia dei Gatti Mézzi, che portano sul palco il loro jazz-swing intriso di vernacolo e spirito toscano. Questa capacità di evolversi, senza perdere la bussola della propria identità, è ciò che permette a un evento di attraversare tre secoli restando contemporaneo.

"Ancora una volta la fiera sarà un mix di tradizione e innovazione, con eventi di qualità e per tutte le fasce di età." annuncia Emanuele Caporaso, Sindaco di Lastra a Signa

Spostandoci a Figline, dal 4 all’8 settembre 2026, l’atmosfera si fa elettrica per la Festa del Perdono. Il cuore pulsante è il 53° Palio di San Rocco, dove le quattro Porte cittadine si sfidano per conquistare il drappo, quest'anno opera della sensibilità artistica di Francesca Natale. Le strade tra Piazza Ficino e Piazza Averani si riempiono di colori e di un’attesa che dura un anno intero.

Il Palio non è una semplice gara sportiva o una rievocazione per turisti; è quello che la Pro Loco Marsilio Ficino: "rappresenta un patrimonio di storia, tradizioni e identità che appartiene a tutta la nostra comunità. Sostenere questa manifestazione significa valorizzare il lavoro delle associazioni, delle Contrade e dei tanti volontari." spiega Federico Cecoro, Vicesindaco di Figline e Incisa Valdarno.

C'è qualcosa di profondamente poetico nel vedere un trattore d'epoca sfilare tra le mura medievali. A Lastra a Signa, la domenica mattina la Sfilata dei trattori vede oltre 50 mezzi attraversare il centro fino al Parco Fluviale. Non sono solo macchine; sono monumenti alla fatica e all'ingegno rurale che ha costruito questa terra.

Nel pomeriggio, in Via Gramsci, la Dimostrazione di aratura diventa un rito collettivo. In un mondo che corre verso il virtuale, il fascino della meccanica pesante e il contatto con la terra smossa esercitano un’attrazione magnetica. Questi giganti di ferro, dai modelli storici a quelli moderni, fungono da ponte tangibile, ricordandoci che anche nell'era dell'industria, il nostro cuore batte ancora al ritmo delle stagioni.

Le feste toscane non sono solo svago; sono archivi viventi di lotte e dignità. Durante la fiera a Lastra a Signa, la Sala Consiliare ospita letture profonde dedicate ai 130 anni dallo Sciopero delle Trecciaiole.

Ascoltare quelle parole significa sentire ancora il ritmo frenetico dell'intreccio della paglia e la voce ferma delle donne che, per prime, alzarono la testa per rivendicare i propri diritti. Questa non è semplice memoria, è l'anima operaia del territorio che riemerge tra Stagno e Piazza Trecciaiole, trasformando la festa in un momento di consapevolezza collettiva: sappiamo chi siamo perché ricordiamo per cosa abbiamo lottato.

Sbaglia chi pensa che queste fiere siano territori per nostalgici. La partecipazione della Consulta Giovani dimostra il contrario. Al Palazzetto dello Sport, l'energia agonistica del Torneo LEO 18 2026 di basket convive con una visione modernissima di sostenibilità ambientale.

L'Iniziativa sul riciclo creativo, realizzata in collaborazione con Mita Academy e Sociolab, porta in piazza giovani designer che creano accessori da materiali di recupero. Vedere l'artigianato del futuro nascere proprio lì, dove un tempo si scambiavano sementi e bestiame, è la prova che la tradizione non è cenere da custodire, ma un fuoco da alimentare con nuove idee e consapevolezza ecologica.

Dalla tre giorni intensa di Lastra a Signa ai cinque giorni di celebrazioni a Figline, che includono la storica 48ª edizione del Giro del Valdarno, questi eventi sono catalizzatori di appartenenza. Che vi troviate ad ammirare la mostra fotografica nel Chiostro dei Frati, a mangiare street food in Piazza Don Bosco o ad aspettare lo Spettacolo Pirotecnico Musicale allo Stadio Comunale, vi sentirete parte di qualcosa di più grande. Queste feste ci insegnano infatti che l'identità non è un reperto archeologico, ma una pratica quotidiana di partecipazione e orgoglio.