Smart City, Firenze capitale del confronto sull’innovazione digitale
Per un giorno Firenze è diventata il punto di incontro delle amministrazioni italiane che stanno affrontando la sfida dell’innovazione digitale. Palazzo Medici Riccardi ha ospitato oggi la tappa fiorentina del roadshow 2026 di _City Vision_, la community che riunisce le smart city italiane, mettendo attorno allo stesso tavolo sindaci, assessori e tecnici provenienti da realtà molto diverse tra loro: dalle grandi aree metropolitane come Napoli ai capoluoghi di provincia come Ancona e Pavia, fino a centri più piccoli come Tortona, insieme a rappresentanti delle istituzioni toscane.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune e la Città Metropolitana di Firenze e con ANCI Giovani Toscana, ha voluto essere soprattutto un’occasione concreta di confronto. Al centro dei lavori il tema “Città in dialogo per scalare l’innovazione”: come fare in modo che le soluzioni tecnologiche sperimentate in un territorio possano diventare patrimonio comune, evitando che l’innovazione resti confinata nei laboratori o nelle città più attrezzate.
La giornata si è articolata in quattro tavoli di lavoro paralleli che hanno toccato i nodi più attuali per chi amministra una città. Si è parlato di divario digitale e accessibilità dei servizi, con l’obiettivo di capire come garantire a tutti i cittadini la possibilità di usare gli strumenti digitali per dialogare con la pubblica amministrazione. Altri tavoli hanno affrontato la sicurezza urbana e la mobilità intelligente, il rapporto tra turismo e nuove tecnologie, e il ruolo che le startup e il welfare digitale possono giocare nel migliorare la qualità della vita.A tirare le fila del dibattito è stata l’assessora all’Innovazione del Comune di Firenze, Laura Sparavigna.
“Come amministratori locali viviamo un momento centrale nel dibattito sull'intelligenza artificiale e sull'innovazione digitale – ha detto –. Siamo chiamati a scegliere come utilizzare le nuove tecnologie e a indirizzare le politiche pubbliche verso un uso consapevole ed etico degli strumenti che abbiamo a disposizione”.Per Sparavigna la questione non è se adottare l’innovazione, ma come farlo: “La sfida non è soltanto adottare nuove soluzioni, ma decidere come e dove applicarle affinché producano benefici concreti per le persone”.
Da qui la scelta del Comune di Firenze di investire in modo deciso sui servizi di facilitazione digitale: sportelli, tutor e percorsi di accompagnamento pensati per chi ha meno dimestichezza con computer e smartphone. “L'innovazione ha valore solo se contribuisce a migliorare l'accesso alla pubblica amministrazione – ha aggiunto l’assessora –. L'obiettivo è mettere il digitale al servizio dei territori e delle comunità, riducendo le disuguaglianze nell'accesso ai servizi”.
Il roadshow fiorentino ha messo in luce un’esigenza condivisa da molte amministrazioni: trasformare la transizione digitale in un’occasione di inclusione. Accanto ai progetti su sensori, dati e intelligenza artificiale, cresce la consapevolezza che senza competenze diffuse e senza reti di supporto sul territorio, il rischio è ampliare il divario tra chi sa usare la tecnologia e chi ne resta escluso.
Alla giornata hanno partecipato, oltre ai rappresentanti di Firenze e della Città Metropolitana, amministratori arrivati da Napoli, Ancona, Pavia, Tortona e da diversi Comuni toscani, insieme a università, centri di ricerca e imprese del settore. Un segnale che il tema delle smart city non riguarda solo le metropoli, ma attraversa tutto il Paese e chiede alleanze larghe tra pubblico e privato.
Firenze, con questo appuntamento, si candida a fare da snodo nel dibattito nazionale: non solo vetrina di buone pratiche, ma luogo dove costruire un modello di innovazione sostenibile, che tenga insieme efficienza, etica e diritti. Perché, come ha ricordato Sparavigna, “il digitale deve servire le persone, non il contrario”.