Senza gol e senza furore: Fiorentina, un'altra finale buttata al vento

Paolo Pellegrini

Un po’ di anni fa un allenatore urlava a ripetizione "sembra 'un tocchi nemmen'a vvoi!", a una squadretta di ragazzi, campionato giovanissimi. Ecco, quella scena mi è tornata a mente al Franchi, mentre sbadigliavo a ripetizione durante Fiorentina-Parma. Il problema però non è tanto che fu vista e rivista quella, ma che è vista e rivista questa. Contro il Parma la Fiorentina ha buttato al vento un’altra finale salvezza. La classifica fa spavento, perché la Viola resta quartultima con la miseria di un punto di vantaggio sulla Cremonese a cui andrà a far visita lunedì 16 dopo la stracanata di giovedì in Coppetta contro i polacchi del Rakov di Czestochowa, dove c’è la Madonna Nera a cui era devotissimo papa Wojtyla, e alla quale magari chi crede sarà bene che si raccomandi altrettanto devotamente.

Cremonese che, detto per inciso, tra quelle viste al Franchi quest’anno è parsa la più bruttina, e tuttavia rimandata a mangiar torroni con una sconfitta di misura, rete di Kean in pieno recupero, e magari anche con una discreta botta di culo. E dopo Cremona e Davide Nicola sicuramente con il dentino al veleno, altre nove finali, o giù di lì, e del resto non tutte “giocabili”, almeno sulla carta. Con l’incognita Coppetta sempre in mezzo, se si va avanti dopo questi ottavi.

Ecco perché l’incubo è sempre lì, pronto a riapparire a ogni istante come Belfagor da dietro i colonnati del Louvre. Ecco perché al mini-Franchi, dopo gli applausi-memorial a Piero Barucci e Rino Marchesi (ma il Leone di Ibrox non è stato quantomeno accomunato nel minuto di silenzio, chissà perché) e dopo manifesti e cori di sfottò a Palazzo Vecchio & C. per la vicenda stadio (fattispecie: le travi da riallineare nelle Fiesole futura ventura), ecco dunque perché a fine partita è tornata una bordata di fischi assordante, e poi il classico, déjà vu ma comunque sempre attuale, “Se andiamo in B, se andiamo in B, vi facciamo un culo così”.

Foto Fabio Vanzi

Meritatissimo. Dai giocatori e dalla guida tecnica. Vista in campo una Fiorentina moscia, disordinata, ma soprattutto senza nerbo, senza la fame e il furore agonistico, la garraccia da bava alla bocca che devono essere espressione di una squadra in piena lotta per salvarsi, e con le chance di farlo condivise in ugual misura con altre concorrenti che in campo ci vanno ben più agguerrite. La risolata di Udine non ha sortito effetto. Crossetti e crossotti a decine e decine, pochissimi azzeccati, e magari però quando erano buoni nessun ad attaccare il pallone, oppure le avvitate per l’aria di Roberto Piccoli con la zuccata però maldestra e mal indirizzata: e quella volta che a inizio ripresa si è trovato palla sul destro a tre metri dal portiere gli ha fatto difetto come al solito la reattività e l’occasione è sfumata.

Crossetti e crossotti a regalare palloni a Corvi il quale, sebbene le statistiche di fine gara diano tre tiri in porta della Viola, i guanti se li è sporcati poco, fatta salva qualche uscita alta, almeno lui ci prova, l’Uomo Che Non Esce Mai invece li guarda volare, i palloni, pericolosi o magari no. E ringrazia la mira appena appena storta di Keità perché quel destraccio dal limite qualche brividino deve averglielo procurato.

Inconcludente è dunque l’aggettivo adatto alla Fiorentina vista contro un Parma rabberciato. E se è pur vero che anche di qua assenze del calibro di Kean e Solomon si fanno sentire, l’aggettivo fa coppia con un altro: inaccettabile. Novantacinque minuti con qualche folata arrembante ma per il resto possesso palla da un lato all’altro del campo e però con il solito ritmo Rsa, il solo Gudmundsson a cercare qualche strattone, qualche strappo, qualche percussione, anche lui tuttavia prevedibile e alla fine forse nemmeno troppo convinto. Di là, riecco la catena Dodo-Harrison: dio ci salvi, punteggio efficacia sotto zero, e il brasiliano ha addirittura rischiato di provocare un frittatone con un fallo assurdo quanto inutile su un avversario ormai defilato in direzione bandierina, dunque non più in grado di nuocere: sulla successiva punizione, tiro a botta sicuro di Circati che per fortuna ha centrato in pieno Ranieri.

Squadra inconcludente, si diceva. Perfino fastidiosa, con quell’insistere nel tocco lezioso su mattonelle strette e affollate per liberare chissà chi con giochetti e tocchetti appunto inaccettabili, invece di tentare con giropalla un tantino più svelto la soluzione anche da lontano. Mai vista. Ecco, riprendo il filo: qui la guida tecnica le sue colpe le ha, e grosse. Questo terzetto di centrocampo in cui il solo Ndour, pur con tutti i suoi limiti che non contemplano mai la rapidità di esecuzione (sua un’occasione mangiata con tiretto loffio da dentro area, stoppato senza patemi), mostra almeno un pizzico di lucidità.

Non Fagioli, contro il Parma: ma è chiaro che ormai è un uomo sempre braccato, libertà di azione scarsissima, e dunque non può far tutto lui; non Mandragora, non pervenuto. Dunque si provino dall’inizio soluzione meno ingessate, si dia sfogo anche a un pizzico di fantasia pur di portare a casa risultati. Pur di buttarla dentro, mestiere che non pare appartenere al comunque centravanti Piccoli: e allora si ricorra a forze diverse, che non sono Fazzini, almeno non in quel ruolo, si provi ad affiancare, insomma si provi. Qui urge ritrovare la via dei gol per vincere partite.

Con o senza Kean, del cui destino tra l’altro si ricomincerà fra un po’ anche a ragionare.

Intanto vediamo che succede giovedì, e poi lunedì. Ma la voce del padrone, nel frattempo?

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic (86' Comuzzo), Ranieri, Gosens; Ndour (86' Brescianini), Fagioli, Mandragora (64' Fabbian); Harrison (80' Fazzini), Piccoli, Gudmundsson. A disp.: Christensen, Leonardelli, Kouadio, Fortini, Rugani, Balbo, Braschi. All. Vanoli.

PARMA (4-4-2): Corvi; Delprato, Troilo, Circati, Valeri; Cremaschi, Keità M., Nicolussi (54' Ordonez), Sorensen (82' Estevez); Strefezza (72' Oristanio), Pellegrino (72' Elphege). A disp.: Suzuki, Rinaldi, Carboni, Ndiaye, Conde, Mena Martinez, Ondrejka. All. Cuesta.

ARBITRO: Luca Zufferli di Udine; assist. Imperiale-Ceccon, quarto uff. Feliciani; Var Gariglio-Mariani

NOTE: ammoniti 61' Mandragora (F), 90' Dodo (F); angoli 7-1 Fiorentina; spettatori 20.534