Piena dell'Arno: colpa delle canne tagliate?

Nicola Novelli

Oggi a Empoli sono piovuti 43 mm di pioggia in mezz'ora, un evento senza paragoni. Ci è voluta un'ora per consentire all'acqua di  defluire nei canali fognari. Sui social si non animati i soliti commenti dei "laureati dalla vita" sulla mancata manutenzione, sulla gestione dei consorzi di bonifica, sul territorio abbandonato dell'agricoltura, ecc.

Per un parere competente sul tema degli sfalci e dei tronchi di legno nel fiume in piena, Nove da Firenze si rivolto al geologo Aldo Piombino, blogger scientifico con il suo scienzeedintorni. Ecco cosa ci ha risposto.

43 millimetri di pioggia sono 45 litri al metro quadro in un'area pianeggiante che era una palude. Si pososno pulire tutti i tombini che vuoi, ma senza pendenza e quindi senza forza di gravità dove credi che vada tutta quell'acqua? Quanto agli alvei puliti, questi dementi sui social non capiscono che senza vegetazione gli argini crollano e la velocità dell'acqua è superiore. Se i detriti si bloccano sotto i ponti, la colpa è dei ponti fatti male, non dei detriti.

Quindi anche in un alveo "pulito" il corso d'acqua può tracimare? Perché?

La questione è che andrebbe ripensato il rapporto fra l'umanità e il reticolo idrografico, I problemi nascono da:

Purtroppo la questione è complessa

Non ci sono "soluzioni semplici a problemi complessi". Ma il primo provvedimento sarebbe ridare ai fiumi un pò dello spazio che gli abbiamo rubato.

Quanto ai tombini?

Cerco di fare chiarezza: tombini e caditoie intasati incidono nel bilancio idraulico di un bacino per un coefficiente di 0,4%. In pratica... Se avete un bicchiere da 200 c.c. e cadono due litri di acqua, il bicchiere non potrà riceverla e poco importa se sul fondo del bicchiere c'è dello sporco e invece di 200 c.c. ne contiene 190.