Paolo Vanoli: il grazie che Firenze gli deve

Antonio Patruno

I fischi del Franchi dopo lo 0-0 col Genoa fanno rumore. Ma non possono cancellare i fatti. E i fatti dicono che Paolo Vanoli ha compiuto un’impresa.

1. Ha preso la Fiorentina all’inferno e l’ha portata in salvo

Novembre 2025: terzultimo posto, 3 punti in 7 partite, spogliatoio svuotato, incubo Serie B. Vanoli arriva in silenzio, senza proclami. Lavora. Da lì in poi 1.8 punti di media: ritmo da Europa. Salvezza conquistata con due turni d’anticipo. Se avesse iniziato ad agosto, oggi parleremmo d’altro. 

2. Ha ricostruito un gruppo, non solo una classifica

Vanoli ha ridato dignità a una difesa che imbarcava acqua: 14 gol subiti in 22 partite con lui, contro i 28 nelle 12 precedenti. Ha ridato centralità a De Gea, Ranieri, Mandragora. Ha valorizzato Fagioli facendolo diventare l'uomo in più. Ha lanciato Braschi. Zero alibi, zero polemiche. Solo lavoro.

3. Ha fatto il pompiere in una casa che bruciava

Non ha scelto lui la rosa, non ha fatto lui il mercato estivo. Ha ereditato una squadra costruita per un’altra idea di calcio, con uomini sfiduciati e un ambiente depresso. Doveva spegnere l’incendio prima di pensare a dipingere i muri. E l’incendio l’ha spento.

Ph Fabio Vanzi

4. La gratitudine arriva dopo, ma è giusto darla ora

Firenze è esigente, e fa bene ad esserlo. La tifoseria viola ha il diritto di sognare. Ma proprio per questo deve saper distinguere: una cosa è chiedere di più per il futuro, un’altra è non riconoscere chi ti ha evitato un presente da incubo.

I fischi di ieri non cancellano questo: senza Vanoli, oggi saremmo ancora a fare i conti per non retrocedere. Lui ha messo la faccia, le idee e la schiena per portare la Fiorentina fuori dalla tempesta.

Si può discutere di modulo, di gioco, di mercato. Ma prima, viene il grazie. Perché il rispetto, nel calcio come nella vita, si dà a chi ti tira fuori dai guai quando tutto sembra perso.

Grazie, Mister. Firenze se ne accorgerà.