Oggi il Capodanno Fiorentino
Il palazzo di via Cavour che fu la prima residenza dei Medici, in seguito abitato dai Riccardi, è stato di recente oggetto di un restauro delle facciate, con un cantiere 'sperimentale' che ha coinvolto diverse professionalità. Oggi, 25 marzo, giorno del Capodanno Fiorentino, si sono riuniti nel Salone Carlo VIII gli studiosi e i professionisti che hanno partecipato ai lavori nel convegno "Il restauro conservativo delle facciate di Palazzo Medici Riccardi. Un cantiere sperimentale (2022-2025)" per fare il punto sull'esito dei lavori terminati a fine 2025. Oggi Palazzo Medici Riccardi ospita la sede della Città Metropolitana di Firenze, che ne è la proprietaria, l'omonimo Museo, la Prefettura e due biblioteche, la Moreniana e la Riccardiana.
In apertura sono stati letti i saluti di Sara Funaro, Sindaca della Città Metropolitana di Firenze, a cui sono seguiti gli interventi di Antonella Ranaldi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, Alessandra Petrucci, Rettrice Università degli Studi di Firenze e Francesca Ferrandino, Prefetto di Firenze.Per Sara Funaro è stato letto un messaggio di saluto dalla Moderatrice del convegno, Lara Fantoni, nel quale veniva sottolineato che il risultato straordinario raggiunto è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, che sono stati tutti ringraziati, e che questo cantiere "sperimentale" rappresenta un modello virtuoso perché dimostra come la collaborazione tra enti pubblici, mondo accademico e competenze operative possa generare conoscenza e innovazione, anche nel campo del restauro conservativo.Il messaggio si soffermava sul fatto che "Firenze è una città che vive del proprio patrimonio, ma proprio per questo ha il dovere di prendersene cura con rigore, responsabilità e visione.
Interventi come questo ci ricordano che la conservazione non è mai un gesto statico, ma un processo continuo, fatto di studio, monitoraggio e manutenzione". In conclusione, un richiamo al valore formativo del progetto che ha permesso di costruire competenze e formare le professionalità del futuro.A seguire, gli interventi di studiosi e tecnici in ordine alla presentazione delle quattro fasi in cui si è sviluppato l'intervento, oltre alla presentazione della quinta fase che seguirà, finalizzata al monitoraggio costante delle condizioni di conservazione del monumento, consolidando le collaborazioni in atto, per predisporre un piano di manutenzione, controllo e salvaguardia del monumento in una visione interdisciplinare.Gli interventi che si sono susseguiti, seguiti dal folto pubblico presente nel salone Carlo VIII, sono stati quelli di Valentina Zucchi, Gianluca Belli, Gianni Paolo Cianchi, Lorenzo Di Bilio, Carlo Alberto Garzonio, Emanuele Intrieri, Teresa Salvatici, Pasquino o Pallecchi, Federica Valentini, Hosea, Alessandra Cavaletti, Paola Zoroaster.Il palazzo non era per fortuna esposto a una minaccia di danni imminenti.
Si trattava invece di una fragilità più subdola, dovuta alla vetustà, agli agenti ambientali aggressivi, all'inquinamento, alla stessa composizione della sua pietra. Infatti, la pietraforte, largamente utilizzata nell'architettura tradizionale fiorentina, è soggetta a fenomeni di degrado dovuti principalmente alla presenza di laminazioni convolute e vene di calcite, punti di debolezza a partire dai quali possono innescarsi fenomeni di crisi.Il gruppo di lavoro multidisciplinare ha affrontato una sfida ambiziosa, cominciata con l'avvio di un'estesissima campagna di indagini diagnostiche, diretta dall'Università di Firenze.
Poi, agli studi condotti in situ si sono associati quelli in laboratorio, con il supporto anche di tecnici e specialisti dell'Università di Tor Vergata, in un'ottica di verifica e completamento dei dati già acquisiti.Sulla scorta dell'estesissima mole di informazioni reperite è stata individuata la terapia adatta a preservarlo, sperimentando i possibili trattamenti in una fase che precede l'elaborazione del progetto di restauro.Il cantiere sperimentale ha quindi attraversato quattro fasi, Primo, le indagini scientifiche sullo stato di conservazione del materiale lapideo attraverso metodi di indagine in laboratori di diversa specializzazione.
Secondo la sperimentazione delle tecniche, dei prodotti e delle metodologie di applicazione da utilizzare per gli interventi di restauro. Terzo la redazione interdisciplinare del progetto di restauro delle facciate. Quarto ed ultimo l'esecuzione vera e propria del restauro delle facciate attraverso l'applicazione delle tecniche e delle metodologie di intervento individuate nelle fasi preliminari.È intenzione delle istituzioni, che hanno dato vita all'esperienza del Cantiere sperimentale, di predisporre un nuovo protocollo d'intesa per mantenere nell'attuale stato di conservazione un modello di architettura civile del Rinascimento, così come era stato voluto dai Medici, poi trasformato dai Riccardi che, dal 1659, abitarono il monumento per circa 150 anni.L'intervento, per un valore di 2.100.000 euro, è finanziato interamente con fondi propri, è stato promosso dalla Città Metropolitana di Firenze, proprietaria del bene, insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Firenze Pistoia e Prato, all'Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze della Terra e all'Università degli studi di Roma Tor Vergata - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche.
L'impresa esecutrice è il raggruppamento RWS Srl/Ruffato Mario Srl di Padova.La Direzione Lavori è assunta da Hosea Scelza della Soprintendenza. Il Responsabile del Procedimento è Lorenzo Di Bilio, supportato da Maria Grazia Fraiese e Marco Vannuccini.