Multiutility, Bambagioni chiede chiarimenti formali

Redazione Nove da Firenze

Un disallineamento contabile di 31,5 milioni di euro tra il Comune di Firenze e la sua partecipata Plures SPA. È quanto emerge dal prospetto di riconciliazione allegato al Rendiconto 2025 del Comune.

A renderlo noto, nei giorni scorsi, il consigliere Paolo Bambagioni (presidente della Commissione Controllo), che ha trasmesso una richiesta urgente di chiarimenti alla sindaca Funaro, ad ATO Toscana Centro, al Collegio dei Revisori e, per conoscenza, alla Corte dei Conti.“Dai documenti ufficiali dell'Ente – spiega Bambagioni – risulta che il Comune iscrive un debito verso Plures di 11,65 milioni, mentre Plures SPA iscrive un credito verso il Comune di quasi 41 milioni. La differenza è di 29,34 milioni.

A cui si aggiungono altri 2,2 milioni di crediti”.Il cuore della vicenda, sottolinea Bambagioni, sono 31,2 milioni di euro che Plures SPA ha già messo a bilancio come “crediti certi”, ma che “non risultano approvati nei Piani Economici Finanziari da ATO Toscana Centro e non risultano nel Bilancio del Comune di Firenze”.“Non è un errore di battitura – prosegue la nota –. Nel prospetto risultano anche 1,25 milioni per lavori in attesa di verifica, 2 milioni di dividendi disallineati e fatture respinte dal Comune ma ancora considerate attive da Plures SPA.

Il tutto emerge mentre si apprende di dimissioni ai vertici operativi e finanziari della società”.Da qui le richieste di Bambagioni: alla Sindaca di riferire in Consiglio sulla natura di queste poste, ad ATO di chiarire se intenda riconoscere quei crediti e con quale impatto sulla TARI dei fiorentini, ai Revisori e alla Corte dei Conti di verificare “chi ha redatto e asseverato i bilanci di un soggetto partecipato che certifica come certi 31 milioni che il Comune non riconosce”.“Per legge il servizio rifiuti deve essere coperto integralmente dalla tariffa – conclude Bambagioni –.

Se quei crediti venissero riconosciuti domani, o li pagano i cittadini in bolletta o la società va in deficit. In entrambi i casi, i fiorentini hanno diritto di sapere dove sono finiti 31 milioni e mezzo”. (s.spa.)