Marco Masini, Firenze e una notte che parla al cuore
Ci sono serate che hanno un significato diverso da tutte le altre.
Non importa soltanto la musica, non contano esclusivamente le canzoni o gli applausi. Ci sono momenti in cui un artista sale sul palco e ritrova qualcosa che va ben oltre il pubblico: ritrova le proprie radici, la propria storia, il luogo da cui tutto è cominciato.
Per Marco Masini questo 4 novembre al Mandela Forum è stato proprio questo. Firenze, la sua Firenze, lo ha accolto con un sold out e con un pubblico che per oltre due ore ha cantato, partecipato e condiviso ogni emozione.
Una serata che ha avuto il sapore di un ritorno a casa, reso ancora più speciale da una data che per la città porta con sé una memoria indelebile.
Dopo tre canzoni, Masini ha voluto fermarsi e rivolgersi direttamente al pubblico, ricordando un passaggio fondamentale della propria vita: "36 anni fa tutto è iniziato da qua".
Poche parole, ma sufficienti a riportare tutti indietro nel tempo, agli inizi di un percorso artistico che lo ha portato a diventare una delle voci più riconoscibili e amate della musica italiana.
Il 4 novembre, però, non è una data qualunque per Firenze. È il giorno che richiama l'alluvione del 1966, una ferita profonda nella memoria collettiva della città, di cui quest'anno ricorrono i sessant'anni.
Masini ha voluto ricordare quella tragedia, raccontando anche un aneddoto legato a suo padre e a quella drammatica giornata. Un pensiero sentito, accompagnato dal ringraziamento a PRG per avergli dato la possibilità di esibirsi proprio in questa ricorrenza, trasformando il concerto anche in un'occasione di memoria e condivisione.
Uno dei momenti più intensi è arrivato con «Gli occhi dell'Arno», accompagnata dalla presenza di una violinista. Un passaggio particolarmente suggestivo, nel quale musica e identità fiorentina si sono incontrate, dando alla serata un significato ancora più profondo.
Sul palco si sono susseguiti brani che hanno segnato la carriera di Masini: «Disperato», «Il niente», «Perché lo fai», «Vai con lui», «Raccontami di te», «Principessa» e «L'uomo volante», senza dimenticare «Il cielo della vergine», «Malinconia» e tanti altri successi. Un percorso attraverso storie, sentimenti e canzoni che il pubblico conosce e continua a sentire proprie.
A rendere ancora più speciale la serata è stato l'arrivo di Paolo Vallesi, amico e collega di Masini.
I due hanno condiviso un momento di ricordo dedicato al loro maestro di musica Walter Savelli, scomparso recentemente. Un omaggio sincero, prima che Vallesi regalasse al pubblico uno dei suoi brani più amati, «La forza della vita». Un incontro tra due artisti legati da un'amicizia e da un percorso musicale che affonda le radici nel tempo.
Accanto a Marco, per tutta la serata, le coriste Alice Spinelli e Chiara Cardinale, che hanno accompagnato e arricchito le esibizioni con le loro voci.
E poi il gran finale. Il pubblico non aveva ancora voglia di salutare il proprio artista e Masini è tornato sul palco per un encore da applausi: «Bella stronza», «Vaffanculo», «Ci vorrebbe il mare», «T'innamorerai» e «Parlo di noi».
Canzoni che non hanno bisogno di presentazioni, capaci ancora oggi di accendere emozioni e far cantare intere generazioni.
Oltre due ore di spettacolo, un Mandela Forum tutto esaurito e un pubblico coinvolto dall'inizio alla fine.
Ma forse il dato più importante di questa serata non si misura con il numero degli spettatori o con la durata del concerto.
Si misura in quelle parole pronunciate dopo le prime canzoni, in quel "tutto è iniziato da qua".
Perché certe storie, anche dopo 36 anni, non smettono di appartenersi. E quando Marco Masini torna a Firenze, non è soltanto un cantante che sale su un palco: è un figlio di questa città che ritrova la propria gente.
E Firenze, ancora una volta, canta insieme a lui.