Maggio Fiorentino: sul podio il maestro Zubin Mehta

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 2 febbraio 2026 – Dopo il grande successo ottenuto dal concerto straordinario del 21 gennaio scorso il maestro Zubin Mehta torna alla guida dell’Orchestra del Maggio. Venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 20 il direttore emerito a vita sale sul podio della Sala Mehta con un programma interamente dedicato alle composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart: in programma l’esecuzione delle ultime tre sinfonie composte dal genio di Salisburgo.

Apre la serata la Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543: scritta nel giugno del 1788, nasce in un periodo molto complesso poiché segnato dalle preoccupazioni dovute a una situazione economica disastrosa a cui si aggiunse la delusione per il mancato successo viennese del Don Giovanni.

Segue la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550 che si distingue invece per il carattere notturno e dolente: i quattro movimenti in cui è articolata ‘contengono’ infatti un nuovo sentimento di inquietudine profonda che serpeggia in orchestra dall’inizio alla fine della composizione.

Chiude la serata la Sinfonia n. 41 in do maggiore K. 551, la celeberrima Jupiter: in essa Mozart celebra la tradizione musicale confrontandosi con i grandi modelli del passato (Bach e Händel) e del suo presente (Haydn).

Il medesimo programma sinfonico, sempre diretto dal maestro Mehta alla testa dell’Orchestra del Maggio, è inoltre proposto nei giorni successivi in occasione di due appuntamenti sinfonici che porteranno in una breve tournée il maestro e l’Orchestra prima in Svizzera - il 7 febbraio - al centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura di Lugano e, il 10 febbraio, al Teatro del Giglio a Lucca.

Il concerto:

Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543

Prima delle tre ultime sinfonie mozartiane, la Sinfonia in mi bemolle maggiore K. 543 fu composta nel giugno del 1788. Quell’anno fu per Mozart molto difficile poiché segnato dalle preoccupazioni dovute a una situazione economica disastrosa a cui si aggiunse la delusione per il mancato successo viennese del Don Giovanni. Ma durante l’estate Mozart diede alla luce i tre capolavori sinfonici - le Sinfonie K. 543, K. 550 e K. 551realizzate in soli tre mesi e forse pensate come unico grande affresco sonoro - che chiudono la sua produzione nel genere e rappresentano la summa della sua arte orchestrale.

Nella Sinfonia K. 543 per la prima volta Mozart impiega al posto degli oboi i clarinetti, strumenti particolarmente amati dal compositore per il timbro morbido e pastoso. Seguendo il modello di Haydn, la Sinfonia K. 543si apre con un imponente Adagio introduttivo dove vigorosi accordi seguiti da scalette ascendenti e discendenti cariche di tensione aprono la strada al primo tema dell’Allegro, una melodia che entra quasi in punta di piedi per prendere poi forza sostenuta da trombe e timpani. L’Andante, costruito su un tema di serena cantabilità, inaspettatamente si increspa al centro per assumere colori cupi e drammatici.

Segue un Minuetto dal passo imperioso mentre la chiusura si presenta scintillante con lo slancio inarrestabile del tema dell’Allegro finale che rimbalza senza sosta tra le varie famiglie orchestrali.

Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550

In posizione mediana, tra la serenità della Sinfonia K. 543 e la grandiosità solenne della K. 551, si colloca la Sinfonia in sol minore K. 550, che si distingue invece per il carattere notturno e dolente. I quattro movimenti in cui è articolata (Molto Allegro - Andante - Minuetto - Allegro assai) accolgono al loro interno un nuovo sentimento di inquietudine profonda che serpeggia in orchestra dall’inizio alla fine. Se il primo movimento, privato della canonica introduzione lenta, spicca per l’attacco immediato con il primo tema affidato agli archi - tra i più suggestivi mai scritti - l’Andante che segue assume invece toni nobili ed elegiaci. Il Minuetto alterna severità barocca e movenze galanti, mentre l’Allegro assai (che ispirò anche lo Scherzo della Quinta Sinfonia di Beethoven) chiude l’opera con un moto rapido e inesorabile di forte impatto drammatico.

Sinfonia n. 41 in do maggiore K. 551, Jupiter

All’ultima creazione del gruppo, la Sinfonia in do maggiore K. 551, spetta l’onere e l’onore di coronare l’esperienza sinfonica del Salisburghese. Le dimensioni monumentali e l’afflato grandioso che la distinguono le valsero l’appellativo di Jupiter. Proprio come Giove, re degli dei e signore della luce, la Jupiter si erge maestosa nella sua perfezione formale ed espressiva. In essa Mozart celebra la tradizione musicale confrontandosi con i grandi modelli del passato (Bach e Händel) e del suo presente (Haydn).

Già l’Allegro si presenta come affermazione della solarità con quell’attacco immediato sulla triade di do maggiore, privo dell’introduzione tradizionale, che introduce l’ascoltatore in un movimento reso ancor più luminoso da una tavolozza timbrica fastosa in cui i fiati hanno un ruolo primario. L’Andante e il Minuetto portano avanti il discorso musicale con grazia e scorrevolezza fino al gran finale, apoteosi della costruzione formale. Mozart impiega qui cinque temi, fondendo insieme forma sonata e fuga: classicismo e antico contrappunto che si intrecciano in un movimento di straordinario virtuosismo compositivo.

La locandina:

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543

Adagio. Allegro / Andante con moto / Minuetto e trio. Allegretto /

Finale: Allegro

Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550

Allegro molto / Andante / Menuetto: Allegretto. Trio / Finale: Allegro assai

Sinfonia n. 41 in do maggiore K. 551, Jupiter

Allegro vivace / Andante cantabile / Menuetto: Allegretto /

Finale: Molto allegro

Direttore Zubin Mehta

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all'ascolto tenuta da Maddalena Bonechi nel Foyer della Sala Mehta.

È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Settore D: 25€

Settore C: 35€

Settore B: 50€

Settore A: 70€

Durata complessiva 2 ore circa, con intervallo